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Ghost of Tsushima: gli autori di inFamous tornano con una nuova IP

Creato il 31 ottobre 2017 da Lightman

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A sorpresa, durante la conferenza Sony alla Paris Games Week il team Sucker Punch ha presentato una nuova IP, Ghost of Tsushima.

Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

È un trailer fatto soprattutto di silenzi, quello con cui Sucker Punch presenta al mondo la sua nuova IP, quel Ghost of Tsushima che ha l'onore di aprire la conferenza Sony della Paris Gamesweek.
La guerra si intravede solo a tratti, in frammenti brucianti e dolorosi che rompono la quiete all'improvviso. È un trailer fatto di attesa, di preparazione, di contemplazione: tutti i valori che ben conosce chi segue la via del Bushido.
Il protagonista di questa nuova avventura esclusiva per PlayStation 4 è un Samurai, di stanza sull'isola che dà il nome alla produzione, un lembo di terra che galleggia nello stretto che separa Corea e Giappone. Qui, nel 1274, il misterioso protagonista ha il compito di arginare l'avanzata dell'esercito mongolo, una spietata macchina da guerra che distrugge villaggi, popoli e culture, nel suo moto perpetuo alimentato da sanguinarie razzie.
È questo, in linea di massima, il concept della produzione con cui Sucker Punch prende (finalmente) le distanze da Infamous: un'idea che al team di sviluppo è sembrata fin da subito brillante, cardine perfetto per sorreggere la struttura di un videogioco Open World.

Il fascino dell'ambientazione nipponica, del resto, non si mette in discussione, ed il fatto che ultimamente solo NiOh abbia provato a sfruttarla con convinzione rende Ghost of Tsushima un titolo decisamente appetitoso per chi ricorda i bei tempi di Onimusha e Tenchu.
Proprio con quest'ultimo franchise sono iniziati i (legittimi) paragoni, anche se a conti fatti l'impostazione del gioco potrebbe essere molto diversa rispetto a quella di uno stealth rigoroso. Il fatto che, per stessa dichiarazione di Sucker Punch, Ghost of Tsushima voglia presentarsi come un free roaming, lascia presupporre la presenza di qualche fase action, e di un sistema di progressione e sviluppo del personaggio. La speranza, in questo caso, è che le attività secondarie che sicuramente costelleranno l'ambientazione siano più varie e meglio caratterizzate rispetto a quelle di Second Son: in questi ultimi anni gli open world hanno fatto passi da gigante dal punto di vista della scrittura e della caratterizzazione, e per tenere testa ai mostri sacri di questo macro-genere ci sarà sicuramente bisogno di qualche colpo di testa e di buone idee a livello creativo.

Ghost of Tsushima non sembra comunque volersi tirare indietro quando si tratta di architettare un racconto suggestivo e drammatico. Le poche scene che si intravedono nel trailer raccontano di un'invasione spietata, di perdite dolorose, di un nemico che alla nobile arte della guerra contrappone una pianificazione meticolosa.
Se c'è una tematica che il video trasmette in maniera davvero perfetta (superando quasi i blockbuster hollywoodiani che hanno provato a declinarla), è l'idea che l'attacco dei Mongoli sia soprattutto culturale: un assalto diretto ad uno stile di vita, una decisa rivendicazione di forza. Alla preparazione tutta interiore dei Samurai, fatta di uno studio lento e quotidiano, di un perfezionamento meccanico dei movimenti di spada, e condotta parallelamente alla ricerca di un equilibrio interiore, i conquistatori venuti dall'est oppongono una ferocia cieca e spietata, ed un'azione militare votata sfruttare le debolezze strutturali della società e di una forma mentis molto tradizionale.
Speriamo che il titolo sappia valorizzare al massimo questa tematica, che sembra rivestire un ruolo molto centrale nella narrazione. Anche perché l'unico modo che il protagonista avrà di reagire a questa invasione sarà quello di abbandonare la via del Bushido per trasformarsi in una figura molto diversa rispetto a quella di un classico Samurai. Emblematica, a tal proposito, la scena finale in cui i paramenti tradizionali che il protagonista indossa bruciano e cadono, per lasciare spazio ad abiti che sembrano più appropriati per la figura di un Ninja.
I guerrieri dell'ombra, astuti assassini che agiscono di soppiatto, sono figure molto importanti nel Giappone del periodo Sengoku (XV secolo), ma la presenza degli Shinobi, sebbene non frequentissima, è attestata anche nel periodo preso in esame da Ghost of Tsushima. Potrebbe darsi che Sucker Punch voglia raccontare, in qualche modo, la nascita di questo nuovo modo di combattere, votato all'inganno e all'elusività, basato sull'astuzia e sulla rapidità più che sull'onore e sul rispetto.
Si tratterebbe sicuramente di un'idea interessante, che potrebbe in effetti fare il paio con la presenza di sequenze di infiltrazione silenziosa. Chissà che davvero, in Ghost of Tsushima, non si possano ritrovare un po' delle atmosfere e delle meccaniche che hanno caratterizzato la già citata serie di Acquire.
Chissà quando il team di sviluppo si sentirà pronto a condividere qualche stralcio di gameplay: probabilmente la PlayStation Experience di dicembre potrebbe essere l'occasione più ghiotta. Sul fronte ludico, del resto, Ghost of Tsushima ha ancora tutto da dimostrare, mentre il team di sviluppo deve dar prova di riuscire a rappresentare in maniera convincente e non troppo spettacolarizzata, la vita, la cultura e l'atmosfera del Giappone del tardo 1200. Da questo punto di vista i primi riscontri sembrano molto positivi, e speriamo quindi che le suggestioni di questo primo video possano incarnarsi in un prodotto interessante e originale.

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