Gilles Villeneuve,tra storia e leggenda – seconda parte

Da Carlo69 @F1Raceit

Gilles Villeneuve, la sua storia, la sua leggenda. Ecco la seconda parte del racconto della sua avventura.

1981: I capolavori di Gilles

La 126 CK ha grande potenza, ma un pessimo telaio. In Ferrari arriva il veloce ed ambizioso Didier Pironi. Gilles si sobbarca lo sviluppo della 126 CK. A Long Beach grande partenza, poi un lungo alla prima curva a gomito.

Gilles a grandi imprese associa errori, spesso dovuti alla foga. Ci mette tanto del suo, per colmare i limiti di telaio della sua vettura. Arrivano in sequenza due grandi vittorie: Montecarlo, dopo una gara tutta grinta e la Spagna, forse il suo capolavoro.

A Montecarlo, Jones è in testa con largo margine. Si ferma ai box per un rabocco di benzina. Gilles è a 5 secondi, ma non è questione di carburante per Jones, probabilmente un problema di alimentazione. Gilles passa prima della Saint Devote l’australiano a sette giri dalla fine. E’ il tripudio. Dopo 601 giorni, la Ferrari rivince un Gran premio. E’ la prima vittoria di una monoposto turbo sul circuito monegasco. I duelli con Jones una costante di questi anni. Una bella costante.

In Spagna, Gilles tiene dietro per tutta la gara, grazie al turbo e all’abilità della guida, Laffite e Watson. Un capolavoro di alta scuola. Una resistenza strenua, coronata dal successo. Sarà la sua ultima vittoria.

Il 1981 sarà anche un anno che ricordiamo per la guida in Canada sotto il diluvio alla cieca, con la vista oscurata dal baffo anteriore rotto da una toccata con Derek Daly. Gilles per numerosi giri guida solo seguendo la scia delle altre vetture. Si piazza terzo.

L’anno sarà caratterizzato anche dalla pole ad Imola e dall’errore nel cambio anticipato dei pneumatici da pioggia con quelli da asciutto e numerosi errori e rotture.

Per tutto la stagione Pironi studia l’ambiente Ferrari e ottiene risultati modesti. Sta per arrivare la vettura progettata da Harvey Postlethwaite, tanto veloce quanto pericolosa.

1982: Io sono leggenda
Inizio non semplice, ma la 126 C2 è competitiva. In Brasile un errore di Gilles, mentre lottava per la prima posizione. A Long Beach arriva terzo, dopo un bel combattimento con Rosberg, ma viene squalificato per le dimensioni irregolari dell’alettone posteriore.

Arriva Imola. Per una questione di regolamento legata al peso minimo delle vetture, i team inglesi sono assenti. Unico avversario vero la Renault. Prost rompe subito, Arnoux dopo 44 giri. Rimangono sedici giri. Villeneuve e Pironi si danno battaglia. Gilles è primo al cinquantesimo giro. Gli accordi sono che chi è al comando ci rimane fino alla fine, il cartello “slow” esposto dai box è tanto eloquente quanto forse ambiguo. Qui succede l’imponderabile, o forse qualcosa che chi sa di corse inizia ad intuire.

Pironi supera Villeneuve al cinquantaquattresimo giro per un errore del canadese alle Acque Minerali. Inizia un duello a suon di staccate al limite alla Tosa. Al penultimo giro Pironi attacca e si porta in testa. All’ultimo giro, Gilles ci riprova alla Tosa ma Pironi chiude il varco, il francese mantiene la testa e taglia vittorioso il traguardo.

E’ la fine. Di un rapporto, della fiducia, di un sogno…

Gilles è furioso e scosso: il volto tirato, l’aria offesa. Ignora Pironi sul podio. Nei giorni seguenti il pilota canadese ha parole amarissime per una presunta amicizia tradita. Ma Pironi non è Scheckter. Altra pasta. Gilles si aspetta che la Scuderia prenda una posizione decisa. Lui si è dedicato allo sviluppo del motore turbo, lui è stato leale nei confronti di Scheckter nel 1979. Enzo Ferrari nel tentativo di minimizzare l’accaduto e smorzare le polemiche non difende apertamente il pilota e dichiara: “Non è importante chi vince purché vinca una Ferrari”.

Ma non fa altro che rincarare la dose. Gilles si sente abbandonato e tradito non solo dal suo compagno di squadra, ma anche dalla Ferrari. Pare che Gilles a Marco Piccinini, DS Ferrari abbia detto: “Adesso cercatevi un altro pilota”. Sullo sfondo le voci di un possibile passaggio del francocanadese alla Williams o l’idea di un team proprio.
In Ferrari la situazione è tesissima, sono passate due settimane dai fatti di Imola. È l’8 maggio 1982, ore 13:52 a Zolder, mancano pochi minuti al termine delle qualifiche del sabato: Villeneuve è indietro, è sesto. Soprattutto dietro a “quello lì” come ora chiama Pironi, che è terzo. Gilles affronta la chicane alle spalle dei box e successivamente la discesa che immette alla curva Terlamen.

È in quinta piena quando improvvisamente si trova davanti la March numero 17, guidata da Jochen Mass, il quale lo vede arrivare e si sposta subito a destra, pensando che il canadese lo superi a sinistra; Villeneuve, invece, nella stessa frazione di secondo pensa che Mass si sposti a sinistra, perché vuole affrontare la Terlamen all’interno, lungo la traiettoria più veloce, e anch’egli va quindi verso destra. La collisione è inevitabile: la Ferrari urta con la ruota anteriore sinistra quella posteriore destra della March. La vettura decolla, fa alcune piroette in aria per poi schiantarsi violentemente contro un terrapieno a bordo pista.

Gilles è proiettato fuori, con le cinture di sicurezza divelte e con il sedile della sua Ferrari; strappa la prima rete di protezione e sbatte il collo su un paletto di sostegno delle reti. Nell’urto il casco si strappa.

Soccorso immediatamente, le sue condizioni appaiono gravissime. Viene trasportato in elicottero alla clinica universitaria di Lovanio, ma i medici si trovano un corpo con le funzioni vitali ridotte. L’impatto con quel paletto, la tremenda decelerazione, la violenta trazione esercitata sul collo dalle cinture di sicurezza nel momento in cui il sedile si è staccato dal telaio, hanno causato una lesione del tronco encefalico e la rottura (con conseguente distacco) delle vertebre cervicali con gravissime lesioni midollari. In poche parole, il cervello non manda più impulsi al cuore.

Gilles, ricoverato in terapia intensiva, viene dichiarato clinicamente morto alle 21:00 ora locale. Fosse sopravvissuto, sarebbe rimasto completamente paralizzato. La moglie Johanna alle 21:12 autorizza a staccare la macchina che lo tiene in vita.

Il corpo di Gilles viene riportato in Canada il giorno successivo. Dopo i funerali a Berthierville, la salma del pilota viene cremata.

Qualcuno ha scritto su uno striscione all’autodromo di Vallelunga: “Gilles finita la tua storia, inizia la tua leggenda”.

***
(NdA) Pironi non vinse quel mondiale, non finì quel mondiale. Morì in una gara di Off-shore. Quel giorno maledetto di Imola rimase su di lui e con lui. Qualcuno disse che Gilles lo abbia tirato per i piedi. Io credo che sia andata così.


Potrebbero interessarti anche :

Possono interessarti anche questi articoli :