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Ginevra. Intesa nucleare rimandata per stop Francia

Creato il 10 novembre 2013 da Retrò Online Magazine @retr_online
A Ginevra i colloqui sul nucleare iraniano hanno subito uno stop a causa dell'irrigidimento delle posizioni della Francia, sulla scorta di Israele.

Photo credit: Sémhur / Wikimedia Commons / CC-BY-SA-3.0

A Ginevra brusca interruzione sulla strada di un accordo per la riduzione del nucleare iraniano. Proprio quando sembrava che un accordo sul nucleare tra il cosiddetto “gruppo dei 5+1″ e Teheran fosse questione di ore, c’è stato un forte rallentamento sul fronte della discussione, a Ginevra. A frenare le cose ci ha pensato Parigi, che negli ultimi giorni ha improvvisamente irrigidito la propria posizione, con la richiesta di imporre a Teheran dei vincoli ben più rigidi di rispetto del nuovo protocollo nucleare. La posizione della Francia si è irrigidita dopo la chiara presa di posizione israeliana, con il premier Benjamin Netanyahu, che ha bruscamente condannato i colloqui di Ginevra. La trattativa è stata quindi rimandata al 20 novembre, ma sono apparse delle nubi all’orizzonte di quello che sembrava un accordo storico ormai raggiunto. La dura presa di posizione israeliana degli scorsi giorni aveva spinto il presidente Obama a parlare con Netanyahu, per cercare di tranquillizzare l’alleato in merito alle intenzioni iraniane, ma l’intransigenza israeliana ha finito per condizionare lo stesso atteggiamento degli Stati Uniti, mentre i francesi hanno detto di voler “tenere in considerazione le preoccupazioni israeliane”. Nonostante ciò, il ministro degli esteri iraniano Zarif ha gettato acqua sul fuoco, dicendo che “lavoriamo insieme e fortunatamente saremo in grado di giungere a un accordo quando ci incontreremo di nuovo”. Anche il segretario di Stato americano John Kerry ha cercato di tranquillizzare sulla situazione dei colloqui di Ginevra, asserendo che in questi giorni “le divergenze sono state ridotte, lavorando bene l’obiettivo potrà essere raggiunto”, ma lanciando anche un monito sulla durata delle trattative, che non saranno continuate “a tempo indeterminato”. Dura invece la presa di posizione del presidente iraniano Rohani che, tornato a Teheran, è stato molto duro in un suo discorso davanti al Parlamento, asserendo che l’Iran non piegherà la testa di fronte a qualsiasi minaccia o sanzione.

 


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