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Giorno 16

Da Alev

Giorno 16

Aiutare. Chiedere aiuto. Non come se qualcuno fosse rimasto incastrato in un’auto che sta per esplodere o come se tu stessi galleggiando aggrappata ad un pezzo di legno nel bel mezzo dell’oceano. In altre parole… non un SOS ma la disponibilità di tendere una mano. O confrontarsi su un’idea. O bersi una cosa al bar per staccare la testa.

Aiuto come supporto che diventa un filo che unisce.

Aiuto come collaborazione.

Aiuto come forma di scambio.

Credo sia alla base di ogni squadra che funziona. Sapere che se anche di tuo rischi un passo falso, gli altri saranno là per sorreggerti o, a casino combinato, per riordinare ed eliminare le tracce.

Credo che nel mondo cinematografico sia alla base della buona riuscita di un film (hey… ammesso che alla base ci sia una buona sceneggiatura, senza non vai proprio da nessuna parte…). Un gruppo coeso con un obiettivo in comune. Non produttori avidi, attori alla ricerca disperata di riflettori, tecnici mercenari, registi con crisi da primadonna, sceneggiatori compiaciuti dalle loro stesse parole… Obiettivo in comune. Scopo. Meta… Metti tutti in una barca chiamata idea in mezzo al mare magnum di storie da narrare, mostra loro la mappa che indica l’unica isola raggiungibile con la scorta d’acqua a disposizione e dà a tutti un remo. Se sono consapevoli di trovare un buon catering si metteranno a vogare con il giusto spirito…

😉

Ci credo, ci credo davvero. Voglio crederci. Là fuori c’è gente che ama il suo lavoro e lo fa con passione, che non guarda al bonus ma al risultato, che mira al momento in cui sentirsi soddisfatta quando vede l’opera completa, quando tocca con mano cosa, anche grazie al suo contributo, sono riusciti a fare. Per fare un buon film serve una buona squadra i cui membri sono pronti a dare il massimo. Tutti in egual modo… Non ci può essere un solo “campione”… Quello serve ai distributori che se ne stanno già sulla riva in attesa di fare la loro parte. Quello serve al pubblico se non riesci a convincerlo che avere un nome nel cast non equivale a vedere un buon film… Ma quanta più passione non troverai in un gruppo di “anonimi” pronti a spiccare tutti assieme il loro volo…

Nella vita fuori dal mondo cinematografico? Stessa identica storia… lo sport per primo ce lo insegna, le start up che in breve tempo raggiungono ragguardevoli successi ce lo insegnano, le famiglie unite ce lo insegnano… Testa bassa e fa’ la tua parte, gli altri faranno lo stesso… E’ lo spirito con cui mi piace avvicinarmi alla linea di partenza. Sapendo che quando passerò la staffetta il braccio del mio compagno di squadra sarà ben teso verso di me, la mano aperta e pronta a stringere immediatamente il testimone… E se poi uno di noi inciampasse, rallentasse per un po’ ritmo, sbagliasse la partenza perdendo un decimo di secondo… non si fascerebbe la testa perchè sa che gli altri colmeranno quel battito di ciglia di ritardo. Perchè una squadra è fiducia, collaborazione e pararsi le spalle quando serve. Ti aiuterò e so che mi aiuterai perchè il risultato è quello che c’importa veramente, senza “ho fatto di più, hai fatto di meno”.

E dovrebbe succedere anche nella vita reale. E accade ai miei protagonisti. Che seppur diversi, seppur partiti con scopi differenti, si ritrovano a marciare verso la stessa linea di traguardo, forti del loro essere assieme. L’ego di tutti si livella alla stessa altezza: la primadonna si rende conto di non essere infallibile e totalmente autosufficiente, il brutto anatroccolo si guarda per la prima volta nello specchio della consapevolezza e capisce che sotto quelle piume spelacchiate c’è l’animo di un cigno forte e determinato, la ruota di scorta riesce finalmente a scivolare lungo la strada, quello con tanta esperienza si rende conto che senza l’entusiasmo iniziale tutto quello che fa è privo di calore…

Credo che nella vita non si “arrivi” veramente mai.

Ma lungo il viaggio ci sono varie mete da raggiungere e spesso permettono di festeggiare il traguardo assieme ad un gruppo a cui si sente di appartenere. I miei protagonisti ora si stanno godendo proprio quell’attimo in cui, calice in mano, ci si guarda negli occhi percependo il legame che sono riusciti a creare, riconoscendo i meriti dei propri compagni di avventura… Un momento magico… (e sì… quello che voglio vivere anch’io a breve… mica sto pensando a chi vorrei “in squadra” per nulla

😉
)


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