Comunicato stampa
VITE A FUMETTI: GIPI, DAVID B, PIA VALENTINIS
I GRANDI AUTORI DEL GRAPHIC NOVEL INTERNAZIONALE AL FESTIVALETTERATURA DI MANTOVA
Nel mondo del graphic novel, pochi autorihanno il dono del racconto e il talento pittorico di Gipi. Prima di lui, soltanto due italiani erano stati premiati al prestigioso Festival d’Angoulême: Hugo Pratt e Vittorio Giardino. Il suo ultimo libro unastoria ha concorso al Premio Strega (prima volta in assoluto per un fumetto) ed è entrato tra i 12 finalisti. Pur spaziando tra stili e tecniche diversi (dall’olio di Esterno notte, ai disegni in bianco e nero de La mia vita disegnata male, agli acquerelli di Appunti per una storia di guerra), la voce di Gipi emerge sempre forte e poetica. Una rara forza narrativa che ha saputo sfruttare anche nelle sue felici incursioni come regista (L’ultimo terrestre e Smettere di fumare fumando). Lo incontra Matteo Stefanelli, studioso di media e fumetti.
E’ grazie ad artisti come David B., al secolo Pierre-François Beauchard, se negli ultimi venti anni in Europa è stata pienamente riconosciuta al fumetto la dignità artistica che merita. Autore di capolavori dell’autobiografia come Il grande Male, considerato uno dei titoli fondamentali del graphic novel internazionale, o del recente Diario italiano, allegorico affresco di viaggio, David B. è stato anche tra i fondatori dell’Association, la più influente casa editrice di fumetto europea, capace di rivoluzionare lo stile e il linguaggio del fumetto esplorando nuovi registri, nuove tematiche e nuovi formati. Dialoga con lui Matteo Stefanelli, fumettologo e studioso di media.
Intervista a partita doppia tra due autrici che in diverso modo si sono sperimentate in nuovi linguaggi espressivi e strade creative: Pia Valentinis, una delle più interessanti illustratrici di libri per ragazzi, esordisce nel graphic novel con Ferriera, una storia che narra la vita del padre operaio in fabbrica a Udine e intreccia con ironia e intensità vita personale e lucidissimi spaccati sociali. La scrittrice Chiara Carminati racconterà invece la genesi del suo romanzo Fuori fuoco: una storia che questa volta non solo rinuncia alle immagini, ma si articola sulla narrazione di tredici fotografie del tutto invisibili. Aneddoti, curiosità, sintonie, percorsi di ricerca in bilico tra parola e immagine.