Il campionato austriaco è andato in letargo (durerà due mesi, fino a metà febbraio), ne approfittiamo per tirare le somme di questa prima metà di stagione. Il Salisburgo è saldamente primo, ma chi pensa ad un dominio dei "Tori rossi" si sbaglia perchè in realtà questi ultimi stanno comandando più per demeriti altrui che per meriti propri. CLASSIFICA (dopo 19 giornate) - 38 punti Salisburgo; 30 Wolfsberger, Altach; 29 Rapid Vienna; 28 Sturm Graz; 26 Austria Vienna; 24 Grodig; 23 Ried; 18 Admira Wacker; 15 Wiener Neustadt
Mister Hutter non è riuscito a tenere alta la concentrazione dei suoi sui due fronti convincendo più fuori dai propri confini che in patria: superato infatti trionfalmente il girone di Europa League (tutte vittorie tranne un solo pari, agli ottavi affronterà il Villarreal) in campionato nelle ultime sette giornate solo tre vittorie (anche se sugli ardui campi di Sturm Graz e Austria Vienna), due pareggi e ben due sconfitte, una clamorosamente sul campo della neopromossa Altach (1-4) e l'altra nell'ultimo turno prima della sosta, in casa col Rapid.
Dimostrazione di questa impotenza della concorrenza è il fatto che in seconda posizione (a ben 8 punti dal club della Red Bull) troviamo due sorprese assolute e cioè il Wolfsberger, che fino ad ottobre aveva mantenuto la vetta insieme al Salisburgo, e l'Altach sorprendente neopromossa. I "Lupi della Carinzia" come prevedibile hanno avuto un crollo prestazionale e dallo storico primato di inizio ottobre (raggiunto grazie alla vittoria sul campo dell'Austria Vienna) non hanno più e portato a casa solo tre punti in otto match, due di essi paradossalmente contro due "big" come Salisburgo e Rapid; evidente la sterilità offensiva (solo cinque gol sempre nelle ultime otto uscite) conseguenza della scarsa vena del fantasista spagnolo Yacobo Ynclan, dell'infortunio della punta slovena Trdina, dell'inadeguatezza delle alternative (il brasiliano Silvio e l'ungherese Simon) e del rendimento altalenante dell'under 21 Zulj. Discorso diverso per l' Altach che continua a viaggiare a ritmi più da zona Champions' che non da salvezza, primo obiettivo stagionale: quattro vittorie negli ultimi sei turni (tra cui il prestigioso 4-1 al Salisburgo) e, paradossalmente anche qui, due sconfitte (la prima dopo ben nove risultati utili consecutivi, ultimo ko lo 0-5 proprio a Salisburgo a metà agosto) contro due club in fondo alla classifica come il Ried e il Wiener Neustadt; la difesa dei gialloneri rimane pressochè impenetrabile (la seconda migliore proprio dopo il Wolfsberger) abbinando però un attacco sempre più convincente viaggiando alla media di due gol a partita negli ultimi turni. Per entrambe un consiglio umile e spassionato: uno sforzo per rinforzare la rosa e non sprecare un risultato stagionale che, anche grazie all'incertezza delle concorrenti, potrebbe diventare storica.
Le due suddette sorprese rischiano infatti di essere superate da tre club blasonati che, pur peccando di discontinuità e avendo già perso da un bel pezzo il treno per la vetta, stanno risalendo la china e lottano per trovare un posto in Europa. A Vienna il Rapid ha recuperato dopo un pessimo avvio di campionato ma i biancoverdi sono incappati in un novembre "nero" con tre sconfitte (la più bruciante quella nel derby in casa con l'Austria) su quattro match che hanno fatto vacillare le poche certezze di mister Barisic che ringrazia la prolificità del bomber sloveno Beric (vice capocannoniere con 13 gol) ma che aspetta l'esplosione dei tanti giovani in rosa avendo avuto buoni riscontri solo dai ventenni Schaub e Kainz; l'aver sbancato Salisburgo nell'ultimo turno giocato ha rilanciato le ambizioni dei biancoverdi. Se il Rapid piange (o piagnucola), l' Austria Vienna non ride di sicuro. I "Violetti" capaci di due sole vittorie nei primi dodici turni (Baumgartner ha mantenuto stranamente la panchina) ne hanno infilate quattro negli ultimi sette trascinati dai gol del solito Damari (salito a otto reti stagionali) e degli esterni Royer e Gorgon; occhio al 18enne Kvasina (under 19 austriaco) suo il gol vittoria nell'ultimo turno contro il Grodig. Discorso diverso per lo Sturm Graz che "scippato" dell'allenatore (Cellino aveva ingaggiato mister Milanic a fine settembre per il suo Leeds, avventura durata poi solo poco più di un mese per il tecnico sloveno) sotto la nuova guida del tedesco Franco Foda ha avuto un rendimento decente (cinque vittorie, un pari e tre ko) pur fallendo gli esami di "maturità", vedi i ko casalinghi contro Salisburgo, Rapid e ad Altach; i "Neri" trascinati da Djuricin una delle rivelazioni del campionato, under21 austriaco (in procinto di trasferirsi al Salisburgo) e dal vivace esterno Schick, sembrano però volere ma non potere di più, in attesa del mercato di riparazione che potrebbe rilanciare le loro ambizioni.
C'è poi il Grodig, sorpresa della scorsa stagione che sta pagando il cambio di guida tecnica da Hutter all'inesperto Baur come dimostra l'ondivago andamento di recente, capace di pareggiare (quasi vincere) col Salisburgo e battere nettamente il Rapid ma anche di perdere in casa col Ried; poche prospettive di miglioramento a breve termine per i biancoblu che perderanno quasi certamente la loro stella, il peruviano Jordy Reyna (sette gol negli ultimi sette turni, è ora a quota undici reti) che tornerà alla casa madre Salisburgo. Periodo più positivo per il Ried negli ultimi turni risollevandosi dalla lotta per non retrocedere con quattro vittorie negli ultimi sei turni (ha del prodigioso vista l'unica vittoria nei precedenti dodici turni) e rinnovata speranza degli uomini, schierati da mister Glasner con un originale (in terra austriaca) 3-4-3, capaci di battere le due sorprese Altach e Wolfsberger e "asfaltare" (6-0) il fanalino di coda Wiener Neustadt ipotecando già da ora la salvezza. Salvezza che si contenderanno Admira Wacker (Knaller ha mantenuto la panchina nonostante l'orrendo "score" di quattro punti, con soli due gol all'attivo, in dieci match ma la vittoria nell'ultimo turno contro il Wolfsberger potrebbe risollevare il morale del club rossonero) e Wiener Neustadt dove a Pfeifenberger (esonerato proprio dopo il pareggio di inizio novembre sul campo dell'Admira) è subentrato l'islandese Kolvidsson ex Austria Lustenau che, dopo aver perso al Prater e vinto con l'Altach ha perso malamente col Ried facendo ripiombare l'ambiente biancoblu nella depressione.
LA STORIA - Due notizie che racchiudono il meglio e il peggio della carriera di un calciatore: da una parte il difensore del Bayern Monaco David Alaba è stato nominato (primo ad esserci riuscito) miglior calciatore austriaco dell'anno per la quarta volta di fila, votato dai tecnici della Bundesliga austriaca; dall'altra il precoce ritiro dal calcio giocato del 28enne difensore del Salisburgo Franz Schiemer a causa dei ripetuti infortuni muscolari che l'hanno colpito nelle ultime tre stagioni (nemmeno una decina di presenze in questa stagione).
LA SORPRESA - L' Altach, alla sola quarta partecipazione in prima divisione, sta stupendo tutti. Neopromossa con un allenatore (mister Canadi) debuttante a questo livello e con un mercato estivo a costo quasi zero puntando sugli ingaggi di giocatori "di categoria", la squadra in giallo-nero ha chiuso la prima metà di stagione con uno strepitoso secondo posto (in coabitazione col Wolfsberger). Strepitoso soprattutto se si pensa all'appena decente andamento di inizio stagione (solo due vittorie nei primi otto turni) e al cambio di passo successivo fatto di sei vittorie e appena due sconfitte nei successivi undici turni. Il segreto sta in una difesa difficilmente penetrabile composta dal sicuro portiere Kobras, dai sorprendenti centrali Zwischenbrugger e Pollhuber e dall'offensivo terzino Lienhart, la solidità di capitan Netzer a centrocampo, i gol degli esterni Kovacec (croato) e Mahop (camerunense) e dell'esperto bomber Aigner e del futuribile libico (al secondo anno in prestito dall'Austria Vienna) Ismael Tajouri.
LA DELUSIONE - Innanzitutto complimenti alla dirigenza dell' Austria Vienna che ha rinnovato la fiducia (fino al momento in cui scriviamo almeno) a mister Baumgartner, nonostante i risultati a lungo scadenti. Certo l'etichetta di delusione rimane sempre ai "Violetti" viste le aspettative di inizio stagione; la rivoluzione estiva (dall'allenatore a parte della rosa) non ha pagato per gran parte della stagione finora con nessuna vittoria nei primi sette turni per poi riprendersi ma sempre con risultati altalenanti (vittoria nel derby col Rapid e sul Grodig, ma anche i ko casalinghi contro Sturm e Salisburgo). Una rosa di discreta qualità con qualche picco (la punta israeliana Damari, il trequartista Grunwald) lontana parente per compattezza e funzionalità a quella campione d'Austria di due stagioni fa. E dire che con qualche rinforzo si potrebbe ancora raggiungere il secondo posto.