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GIUSEPPE LUPO con “Breve storia del mio silenzio” (Marsilio) in radio a LETTERATITUDINE

Creato il 09 aprile 2020 da Letteratitudine

GIUSEPPE LUPO con “Breve storia del mio silenzio” (Marsilio), ospite del programma radiofonico Letteratitudine trasmesso su RADIO POLIS (la radio delle buone notizie)

GIUSEPPE LUPO con “Breve storia del mio silenzio” (Marsilio) in radio a LETTERATITUDINE

In streaming e in podcast su RADIO POLIS

trasmissione curata e condotta da: Massimo Maugeri

regia e postproduzione: Federico Marin

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Ospite della puntata: Giuseppe Lupo con cui abbiamo discusso del suo nuovo romanzo intitolato Breve storia del mio silenzio” (Marsilio), candidato al Premio Strega 2020.

Come nasce “Breve storia del mio silenzio”? Perché hai scelto di citare in epigrafe questa frase di Canetti (“Chi ha troppe parole non può che essere solo”)? Parlaci di te stesso, del bambino di quattro anni che rievochi nelle pagine di questo libro: cosa puoi dirci di lui? com’è la sua vita a quattro anni? E qual è il suo contesto famigliare? In che modo l’arrivo della sorellina incide sulla sua esistenza? Fino a che punto il ricordo di quei primi anni della tua esistenza è davvero nitido? In che modo il tuo rapporto con la parola si è evoluto, nel tempo? Quali sono stati i libri fondamentali per la tua formazione? Come appariva Milano vista dalla Lucania? Come è stato il tuo impatto con Milano quando ti sei trasferito per studiare? Quali differenze hai registrato rispetto alla città che avevi immaginato? Cosa significa scrivere, per Giuseppe Lupo? Ci parleresti del capitolo del libro dedicato a Cesare De Michelis? Questo tuo nuovo libro, “Breve storia del mio silenzio”, che posto occupa nell’ambito della tua poetica? Come si relaziona con gli altri libri che hai scritto e pubblicato? Se dovessi scegliere un brano musicale come possibile colonna sonora di questo tuo nuovo romanzo – nel libro, peraltro, ci sono riferimenti importanti alla musica che hai amato (Claudio Villa, Angelo Branduardi, Little Tony -, quale sceglieresti?


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