Giuseppe ungaretti, ultimi cori per la terra promessa.

Da Antonio Ragone @AntonioRagone

 
Il Taccuino del Vecchio comprende versi che Ungaretti scrisse tra il 1952 e il 1960. È una prosecuzione della raccolta precedente, La Terra Promessa. Il linguaggio, distaccato ormai da qualunque canovaccio o tessuto narrativo, assume caratteristiche proprie dei frammenti, che riportano al riepilogo totale dell’esperienza della sua vita. Sono ventisette frammenti, o cori, intitolati appunto Ultimi cori per la Terra Promessa.
Qui riporto il coro 4: Itaca è l’isola di Ulisse, l’avventura della vita che non si esaurisce mai; il Sinai è la legge che regola la vita e la morte dell’uomo, racchiuso in un  mistero che l’uomo stesso mai potrà riuscire a chiarire.
4.

Verso meta si fugge:
Chi la conoscerà?

Non d’Itaca si sogna
Smarriti in vario mare,
Ma va la mira al Sinai sopra sabbie
Che novera monotone giornate.

Giuseppe Ungaretti