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Glenn Gould sulle possibilita’ dell’ascoltatore di domani da "Strauss e il futuro elettronico", 30 maggio 1964

Creato il 21 marzo 2012 da Maxscorda @MaxScorda

21 marzo 2012 Lascia un commento

E’ importante rendersi conto che se le esigenze e le circostanze dell’età elettronica trasformeranno la funzione e il peso del compositore nella società, trasformeranno anche le categorie di giudizio in base alle quali affrontiamo il problema della responsabilità artistica.
Il contributo più importante che l’elettronica abbia dato all’arte è certamente la creazione di una nuova e paradossale situazione di intimità.
Il maggior paradosso della trasmissione elettronica del suono è data dal fatto che, nel rendere accessibile ad un pubblico sconfinato la stessa esperienza musicale, in forma diretta o differita, essa stimola così gli ascoltatori a reagire non come una massa di schiavi o di automi ma come persone in grado di esprimere il proprio giudizio con una spontaneità del tutto nuova.
Ciò avviene perchè la trasmissione più pubblica può essere ricevuta della cornice più intima e perchè l’ascoltatore, oppure se preferite quell’essere ibrido che è il futuro fruitore-critico-critico-compositore, avrà accesso a una varietà strabiliante di linguaggi senza dovere per questo frequentare determinate sedi sociali, dove influiscono in modo rilevante gli inevitabili compromessi dell’ascolto multiplo e della contemporaneità.


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