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Gli “amici” su Facebook? Si cancellano per motivi politici o religiosi

Creato il 26 aprile 2014 da Stivalepensante @StivalePensante

Quattro anni fa divenne “virale” in rete la campagna per l’Unfriending Day su Facebook, lanciata dal noto conduttore americano Jimmy Kimmel, per dire addio ai “finti” amici “virtuali”. Ora, grazie a uno studio dell’Università del Colorado, possiamo anche ipotizzare chi ne abbia fatto le spese: gli ex compagni di scuola, ma anche colleghi e “amici di amici”.

La pagina pubblica del cantante Lorenzo Jovanotti (facebook.com/lorenzo.jovanotti.cherubini)

La pagina pubblica del cantante Lorenzo Jovanotti (facebook.com/lorenzo.jovanotti.cherubini)

Queste sono risultate le tipologie di contatti più di frequente cancellati su Facebook e, nel caso dei vecchi amici di banco, principalmente per la divergenza di opinioni in materia religiosa o politica.

L’Unfriend, voce del New Oxford American Dictionary, che nel 2009 si aggiudicò pure il titolo “parola dell’anno”, indica la rimozione di qualcuno dalla lista degli “amici” su un social network, principalmente Facebook. A gettare luce su alcune caratteristiche è stato Christopher Sibona, dottorando della CU Denver Business School, che ha interrogato a riguardo poco più di mille persone via Twitter. La ricerca ha un doppio filone di indagine.

Il primo ha evidenziato quali sono le cinque tipologie più frequenti di persone che vengono “cancellate” dagli amici di Facebook. Al top i compagni di scuola (indicati da un quinto degli intervistati), seguiti da un generico “altri” e poi da “amici di amici”, colleghi e amici con interesse in comune.

“Il motivo principale per il quale si toglie da Facebook qualcuno dei compagni di classe – spiega Sibona – è per la pubblicazione di commenti “di parte” su religione o politica.” Questo, aggiunge, perché le proprie convinzioni nel tempo possono essersi rafforzate o sono cambiate. “L’altro grande motivo per l’unfriend è la frequente condivisione di contenuti non interessanti”. Invece per l’eliminazione di un collega di lavoro pesano le sue azioni nel mondo “reale” piuttosto che qualcosa che ha pubblicato online. Il secondo filone ha studiato l’impatto emotivo dell’essere tolti dalla cerchia di “amici”: la reazione “top” è la sorpresa, seguita da fastidio, divertimento e tristezza.

Facebook consente a chi toglie qualcuno dagli “Amici” di non farlo sapere all’interessato (che può rendersene conto solo visitando il profilo dell’ormai ex amico). Per un periodo divenne celebre ‘Unfriend Finder’, che notificava agli utenti se e quando venivano “cancellati” su Fb da qualcuno. Programma che funzionava molto bene prima che il social network lo chiudesse.

Del resto Facebook incoraggia a fare una selezione oculata del “pubblico” con cui si condividono immagini e pensieri, ad esempio sfruttando l’opzione di creare gruppi di amici più ristretti. In questa direzione non a caso vanno le modifiche alle impostazioni per la privacy da poco annunciate e in arrivo. Ad ogni modo al di là di ogni campagna di “Unfriend” o catastrofica analisi di “virus” prossimo all’estinzione (così Facebook venne definito da uno studio dell’Università di Princeton), la platea del social network continua a crescere. In occasione dell’ultima trimestrale, la compagnia di Menlo Park ha annunciato di aver raggiunto un miliardo e 280 milioni di utenti attivi mensili nel mondo, di cui un miliardo si collega da smartphone e tablet.

(ansa.it)

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