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Gli antichi egizi conoscevano i principi dell’aviazione?

Creato il 10 luglio 2017 da Univeryo7p

Sono ancora molti i segreti che le reliquie dell’Antico Egitto conservano gelosamente: piramidi incredibilmente sofisticate, sarcofagi finemente scolpiti, batterie elettriche e altri manufatti inspiegabili. Il più sorprendente è forse una scultura lignea trovata nel sito di Saqqara, un piccolo uccello nel quale, secondo un ingegnere meccanico, sarebbero riprodotti fedelmente i principi fondamentali dell’aviazione!

Le piramidi di Giza e altri manufatti avanzati provenienti dall’Antico Egitto continuano a sconcertare archeologi e appassionati di archeologia.

Tra le tante reliquie del passato egiziano, una piccola scultura in legno farebbe pensare che gli antichi egizi conoscessero i principi generali dell’aviazione, cioè sapevano far volare un aeroplano!

Gli antichi egizi conoscevano i principi dell’aviazione?

Il piccolo manufatto è stato trovato nel 1898 in una tomba dell’antico santuario di Saqqara, in Egitto.

La figurina, classificata come la semplice rappresentazione di un uccello, è stata posizionata insieme ad altre sculture di volatili nel Museo del Cairo, fino a quando, nel 1969, il dottor Khalil Messiha, medico ed egittologo, non notò che la figurina somigliava in maniera sorprendente ai modellini di aereo con cui giocava da bambino.

Gli antichi egizi conoscevano i principi dell’aviazione?

Agli occhi di Messiha, quello non sembrava più un uccello, ma un modellino di un velivolo, cosa che chiaramente gli pareva impossibile.

«Gli altri uccelli esposti al museo avevano le gambe, questo invece non ne presentava. Le ali degli altri uccelli erano state dipinte, questo invece presentava ali spiegate scolpite», commenta John H. Lienhard, professore emerito di ingegneria meccanica presso l’Università di Houston. «Inoltre, gli altri uccelli avevano le piume sulla coda, proprio come un vero uccello. Questa strana scultura, invece, presenta quello che sembra un timone verticale».

L’artefatto ha una lunghezza di 14,2 centimetri e un’apertura alare di 18,3 centimetri. Pesa 39,120 grammi. Sulla parte anteriore sono visibili il becco e gli occhi, e la coda è posta stranamente in verticale. Fra il corpo e la coda è possibile vedere una linea di demarcazione.

Secondo il parere di Lienhard, la figurina, se fosse un aeroplano in scala, presenterebbe un’aerodinamica corretta, e questo non può essere solo una coincidenza.

I ricercatori ortodossi suggeriscono che la forma della coda sia in realtà una banderuola per il vento, forse collocata sulle barche sacre. Questa ipotesi sembrerebbe confermata da alcuni rilievi trovati nel Tempio di Khonsu a Karnak e datati al tardo Nuovo Regno, in cui si vedono banderuole simili che ornano la cima dell’albero maestro di tre barche usate durante le feste di Opet.

Gli antichi egizi conoscevano i principi dell’aviazione?

Secondo altre interpretazioni potrebbe trattarsi di un giocattolo per bambini, o anche di un tipo particolare di boomerang.

Ma Lienhard è convinto che non si tratti di una semplice banderuola, nè di un giocattolo. Anche se il sito di Saqqara è antico di migliaiai di anni, il modellino è più recente, prodotto intorno al 3° secolo a.C.

«Il terzo secolo a.C. è stato un periodo di grande ingegno. Il cosiddetto “periodo ellenistico” ci ha dato ingranaggi, viti, impianti idraulici, valvole di controllo, la geometria di Euclide e di Archimede e l’Astronomia di Tolomeo», riporta Lienhard.

Non sorprenderebbe, dunque, che in questo periodo di grande fermento inventivo qualcuno abbia potuto intravedere i principi del volo moderno. Bisognerà attendere 1800 anni prima che Leonardo da Vinci concepisca velivoli che sbattono le ali ed elicotteri “cavatappi”.

Forse, la reliquia di Saqquara mostra l’ingegno di un egiziano che per primo ha intuito i principi fondamentali per far volare un aliante moderno. Dunque, si tratta solo di un modellino?

«In realtà, nessuno avrebbe potuto concepire un modello così vicino alla realtà senza ispirarsi a qualcosa di esistente su una scala più ampia», spiega Lienhard. «Questo piccolo modello in legno non potrebbe esistere, a meno che qualcuno non abbia lavorato con un modello reale». Quindi l’uccello di Saqqara potrebbe essere un modello in scala di qualcosa che è esistito realmente.

«Gli archeologi hanno cercato invano un prototipo del genere. Un grande modello abbastanza leggero per volare sarebbe comunque troppo delicato per sopportare il trascorrere di 2300», continua Lienhard. «L’originale – se mai sia esistito – è da tempo diventato polvere del deserto».

Così, questo antico “aliante egiziano”, partorito dal mondo dei sogni e dell’immaginazione di un uomo geniale del tempo antico, è tornato proprio lì da dove era uscito. In mancanza di prove, non sapremo mai se l’uccello di Saqqara rappresenta un tentativo reale, o anche un tentativo riuscito, di costruire la prima macchina volante della storia.

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