Google acquista Motorola Mobility: cosa bolle in pentola?

Creato il 16 agosto 2011 da Malefika

Altro colpo grosso messo a segno da Google, il colosso reso famoso dal suo motore di ricerca, espanso per via dei suoi servizi online e cresciuto in maniera smisurata grazie a Youtube, a Chrome e – più recentemente – grazie al sistema operativo Android. Ed è proprio da quest’ultimo che voglio iniziare: saprete sicuramente che Google, proprio per via di Android, si è trovata contro colossi come Oracle, Apple e Microsoft.

Chi ha seguito le vicende (tutt’altro che concluse, tra l’altro) ne conoscerà certamente i dettagli. Per chi non dovesse esserne a conoscenza, anzichè dilungarmi in discorsi complicati e lunghi, vorrei riassumere il succo della questione in una frase: “Un sistema operativo senza hardware serve veramente a poco”. A questo punto avrete sicuramente capito che il fulcro della lotta sono i brevetti: mettere in difficoltà Android – ed accusare Google – giova tantissimo sia ad iOS piuttosto che a Windows Phone.

A quanto pare Google ne ha piene le scatole e, viste le smisurate possibilità del colosso informatico, ha messo a segno una manovra da circa 12 miliardi e mezzo di verdissimi dollaroni per l’acquisto di Motorola Mobility, divisione della vecchia azienda Motorola che si occupa della creazione di cellulari, smartphones e accessori.

Oltre al fatto che da ieri, quando la notizia è stata ufficializzata, le quotazioni in borsa di Motorola hanno spiccato il volo, direi che ora Apple e Microsoft hanno davvero qualcosa di cui preoccuparsi.

Larry Page - Amministratore delegato Google

Larry Page, amministratore delegato di Google, ce lo dice a chiare lettere nel suo comunicato ufficiale sul blog di Google:

Our acquisition of Motorola will increase competition by strengthening Google’s patent portfolio, which will enable us to better protect Android from anti-competitive threats from Microsoft, Apple and other companies.

Uno scambio equo, quindi, tra le due parti: i vantaggi tratti da Motorola sono l’ingente somma di denaro entrata nelle casse, nonchè il volo delle quotazioni Motorla in borsa e, ultima ma non in ordine di importanza, la garanzia del sistema operativo Android sulle periferiche marchiate M.

Google, dall’altra parte, guadagna ciò su cui le major concorrenti hanno tentato di colpire: un portfolio di brevetti non indifferente, vista la vasta esperienza di Motorola nel campo della telefonia mobile (parliamo di almeno 25 anni se vogliamo pensare alla telefonia cellulare…). Sono assolutamente sicura che quest’acquisizione porterà grandi cose: l’esperienza pluridecennale di Motorola nel campo hardware abbinata alla potenza del sistema operativo Android farà certamente faville. E poi, da non dimenticare, Google dovrà far fruttare un investimento da capogiro.

I più prudenti, a questo punto, saranno portati a chiedersi se in qualche modo sarà la licenza di Android a pagarne le spese modificando la propria politica open. Anche su questo Larry Page rassicura l’utenza, puntando direttamente al sodo:

This acquisition will not change our commitment to run Android as an open platform. Motorola will remain a licensee of Android and Android will remain open. We will run Motorola as a separate business. Many hardware partners have contributed to Android’s success and we look forward to continuing to work with all of them to deliver outstanding user experiences.

E, a questo punto, non ci resta che fare un grosso in bocca al lupo ad entrambe le aziende!


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