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"Got Milk?", come la più stupida campagna pubblicitaria è riuscita ad abbindolare milioni di persone

Creato il 23 dicembre 2015 da Michelotto
Questo post si può considerare un' appendice di quello precedente, "Tutti i misfatti che si celano dietro l' industria alimentare", in quanto ho voluto soffermarmi su un fenomeno mediatico che ha quasi dell' incredibile, a proposito del potere delle lobby e dei media, loro fedeli alleati,  di manipolare la popolazione influenzando la sua percezione di un prodotto commerciale
L' esempio che sto per illustrare riguarda il latte, l' alimento più sopravvalutato e mitizzato di sempre nonostante non esista uno straccio di prova scientifica seria che ne dimostri i vantaggi, ma soprattutto nonostante il crescente numero di quelle che ne dimostrano i danni, nel caso non aiutino il buonsenso e la consapevolezza dei fatti.
Leggevo proprio in questi giorni che uno sconcertante 96% di consumatori statunitensi crede ancora che il latte sia un alimento salutare e necessario, dimostrando quanto efficace sia stato il lavaggio del cervello in tanti decenni di condizionamenti socio-culturali. Ed è proprio negli USA che ha luogo la storia della mitica campagna promozionale conosciuta con l' ormai storico slogan "Got Milk?", che può significare sia "Hai preso il latte?", sia "Hai il latte?" (in frigo, nella dispensa ecc.), divenuto in breve tempo una icona sociale, un logo di cui si avvalsero tutti i produttori di latte acquistandone la licenza.
Era il 1993 quando fu costituita una commissione no-profit (California Milk Processor Board) appositamente per far fronte alla crisi del latte, il cui consumo pro-capite annuo era da diversi anni in costante declino in tutto il Paese, calando  dai 29 galloni nel 1980 ai 23 nel 1993 (1 gallone U.S. = 3,79 litri). Così, dopo un' accurata ricerca di mercato, fu studiata una strategia multimediale, un vero  piano machiavellico per una campagna promozionale senza precedenti da cui nacque appunto il celebre sloganche divenne presto popolarissimo perchè simpatico, divertente e che rimaneva ben impresso nella mente  in quanto nelle varie pubblicità quella frase era sempre accompagnata dalla  suggestiva immagine di  un personaggio più o meno famoso  che esibiva il labbro superiore adornato dai caratteristici "baffi" bianchi di chi ha appena tracannato un bicchiere di latte.

E le tante decine e forse centinaia di celebrità, come atleti, star del cinema, della musica e della televisione, che si sono prestate a fare da testimonial facendosi ritrarre con lo sguardo trasognato e vagamente inebetito possono dare idea delle esatte dimensioni del fenomeno. Fra queste ricordo Elton John, la cui immagine con gli immancabili "baffi" bianchi d' ordinanza campeggiava addirittura nella rivista "OK, la salute innanzitutto" (patrocinata, pensate, nientemeno che dalla Fondazione Veronesi, che dovrebbe essere una garanzia!) in un servizio pubblicato in un numero di fine estate 2006 che altro non era se non spudorata, volgare pubblicità camuffata maldestramente da informazione scientifica. Una cosa veramente assurda e vergognosa.
E poi c'è Steven Tyler, il cantante del gruppo rock Aerosmith (che si vede nell' immagine in alto a inizio post), il quale in un video si esibisce in una serie di pose e smorfie da fare invidia a Mick Jagger, di cui sembra proprio la caricatura vivente. Come quando, spalancata quella sua enorme bocca che sembra una voragine, caccia fuori una spanna di lingua per leccarsi le ultime gocce del "prezioso" liquido rimaste ad incorniciare le labbra.
Nel caso di Angiolina Jolie la faccenda assume poi un tono decisamente ironico, considerato che l' attrice, com'è noto, si è fatta asportare entrambe le ghiandole mammarie e successivamente anche le ovaie a scopo "preventivo", essendo risultata dagli esami genetici a rischio di tumore mammario, non sospettando evidentemente che è proprio il latte da annoverare fra le sue principali cause.
Ironia che si ritrova con quasi altrettanta evidenza in un video emblematico della più becera disinformazione (che ha suscitato fra l' altro  la protesta di un senatore della California) in cui si vuol dar da bere, oltre al latte, anche la classica bufala che indica questo alimento come fondamentale per avere ossa forti. E' da non perdere e perciò l' ho riportato in basso, e anche se è in versione originale si capisce benissimo il senso.
Fortunatamente però a fronte  di tanto clamore e popolarità non si è verificato il successo commerciale sperato, soprattutto considerando gli ingenti investimenti fatti in tanti anni, e i consumi di latte dopo una iniziale ripresa hanno ricominciato lentamente a calare. I media giustificano il mezzo flop chiamando in causa la concorrenza delle bevande moderne che hanno invaso il mercato negli ultimi decenni: i cosiddetti soft-drink, le bevande toniche per sportivi e altri beveroni alla moda, come pure i vari surrogati vegetali del latte tradizionale, ignorando (o facendo finta di ignorare) quella che è con ogni probabilità la principale vera ragione, e cioè la diffusione di una nuova consapevolezza salutista, che si oppone al potere egemonico di chi vorrebbe fare di tutti noi dei pecoroni del tutto privi di autonomia intellettiva, come di fatto è la maggioranza della popolazione.

Ma niente paura: la tanto discussa campagna "educativa", come qualcuno osa chiamarla, dopo vent' anni di onorata carriera nel febbraio 2014 è andata in pensione... ma solo per riprendere sotto nomi diversi e con più sofisticate e diversificate strategie Per esempio stringendo alleanze fra compagnie diverse di cibo-spazzatura, dando luogo a singolari connubi, come latte e Coca-Cola. Ecco dunque comparire altri nomi come "Milk Life", "White Gold" e "Get Real" che hanno preso il posto dello storico "Got Milk?" e che si riferiscono ad altrettante campagne più specializzate. Una di queste ad esempio ha come target i giovanissimi e perciò si attua su internet, dove questi passano molto del loro tempo, ed è finalizzata a indottrinarli sulla presunta importanza del candido alimento nella loro fase di sviluppo, mentre un' altra  prova a confutare i "pregiudizi" contro questo alimento con un sito ad hoc, Milk Truth, cioè "la verità sul latte" (e se lo dicono loro... leggete, leggete qui).
E' interessante cosa ci dice a proposito Colin Campbell nel suo "Whole - Vegetale e Integrale" a pag. 190, perchè ci aiuta a capire come mai negli Stati Uniti (fra i maggiori consumatori di latticini al mondo), che non sono certo un Paese culturalmente sottosviluppato, dove l' uso di internet è sempre stato più diffuso che da noi e nonostante l' inconsistenza degli argomenti a favore del latte, il mito di questo alimento è così radicato e difficile da demolire: 
" (Le associazioni non-profit che ricevono donazioni dall' industria casearia) finanziano attività accademiche che vengono spacciate per 'ricerca' e danno vita a studi che partono dal presupposto che il latte fa bene alla salute per poi trovare modi sempre più creativi e disonesti per 'dimostrare' questi benefici. Fintanto che sono finanziati da campagne come 'Got Milk?' e da altre iniziative pubblicitarie dell' industria casearia, i media convenzionali opportunamente ignorano, minimizzano e mettono in dubbio la miriade di studi dai quali risulta che il latte e gli altri prodotti caseari decisamente non fanno bene all' organismo. E poichè i giornali e le emittenti giornalistiche televisive lottano per mantenersi a galla nell' era dei media digitali, anch' essi sono suscettibili alla sottile pressione dell' industria casearia in favore della sua versione della storia".


Michele Nardella
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