Gracias raul

Creato il 16 novembre 2015 da Agentianonimi

Oggi è un giorno speciale per il mondo del calcio. Oggi il prato verde ed un numero 7 chiudono per sempre il loro rapporto. E’ arrivata l’ora, come si dice solitamente, di “appendere le scarpette al chiodo”. Oggi, Raul Gonzalo Blanco, avrà sicuramente detto queste parole. Si ritira dal calcio una delle figure più importanti degli ultimi trent’anni, che sicuramente lascia un segno indelebile nella storia di questo sport.

Nel 1990, il piccolo Raul solo tredicenne, firma subito un contratto con l’ Atletico Madrid, squadra tifata dal padre. Qui gioca e vince i due campionati giovanili, prima di essere ceduto, per problemi finanziari dei colchoneros, al Real Madrid.
Blanco, però, continua a farsi notare a suon di gol e prestazione esuberanti. Conquista successivamente il posto in prima squadra . Sfrutta gli infortuni di Alfonso e Martin Vazquez per disputare la sua prima partita in Liga. Diventa il giocatore più giovane a esordire con la camiseta blanca sia in campionato che in Europa.
Come i veri predestinati segna il suo primo gol nel derby di Madrid e al primo anno ad alti livelli vince Liga e Coppa del Re, totalizzando 9 reti.
Nonostante la giovane età conquista subito un posto da titolare. Viene apprezzato in ogni partita dagli 81.000 del Santiago Bernabeu , soprattutto quando sforna la sua prima tripletta europea ai danni del Ferencvaros. Diventa così il più giovane ad aver segnato una tripletta nella manifestazione. Raul è un crescendo. Al secondo anno di Blancos conquista per la seconda volta la Liga, realizzando 20 gol. Negli anni successivi , Raul è il numero 7 inamovibile del Real. Con Fabio Capello diventa perno fondamentale del centrocampo madrileno, arretrando di pochi metri la sua posizione in campo. Segna la bellezza di 21 gol in 42 presenze, facendosi così eleggere miglior giocatore del campionato spagnolo.
Apre la nuova stagione alzando la Supercoppa di Spagna , segnando 3 gol in due partite contro il Barcellona e la chiude con la Champions League vinta ai danni della Juventus. Ma “El Siete” ha fame di titoli. Sale in cima al mondo con la conquista della coppa intercontinentale contesa con il Vasco da Gama, trofeo conquistato grazie a un suo capolavoro. Vince la seconda Champions League contro i connazionali del Valencia e viene eletto miglior giocatore della competizione.
Raul è predestinato a battere ogni record. Diventa il più giovane madridista a raggiungere le 100 marcature nella Liga.
Al ritiro di Hierro, diventa capitano dei “Galacticos” . Vince tutto ciò che un giocatore può vincere. Viene ritenuta clamorosa la sua mancata assegnazione del pallone d’oro. Sfonda e firma qualsiasi tipo di record personale e , ancora oggi, è il terzo marcatore europeo di sempre.
Dopo 18 lunghissimi anni ad alti livelli con le Merengues, dopo aver conquistato 3 Champions League, 2 coppe intercontinentali, 1 Supercoppa UEFA, 6 campionati spagnoli, 1 Coppa del Re e 4 Supercoppe di Spagna e dopo essere entrato nel cuore di tutti i suoi tifosi, El Ángel de Madrid si separa dai Blancos.
Prova una nuova avventura in Germania con la maglia dello Shalke 04. Il suo destino da vincente lo porta alla conquista di una coppa di Germania e della Supercoppa tedesca. Totalizza 28 gol in 66 presenze.
Lascia l’Europa per un’esperienza calcistica in Qatar con la squadra di Doha (Al-Sadd) per poi trasferirsi a New York.
Conclude la sua carriera proprio nella città statunitense. Ai New York Cosmos corona il suo ritiro con la vittoria della NASL (North American Soccer League). Carriera gloriosa e da vero e proprio mito. Si ritira dal calcio alzando l’ennesimo titolo. Nome indelebile che caratterizza la storia non solo del Real Madrid , ma anche del mondo del calcio.


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