Gravity (2013)

Creato il 23 giugno 2014 da Nickparisi

La dottoressa Ryan Stone partecipa ad una missione nello Spazio a bordo della spedizione Shuttle guidata dal veterano Matt Kowalsky. 
Questa sarà l'ultimo viaggio per Kowalsky, un sognatore innamorato del suo lavoro, invece Ryan ancora non ha superato il trauma per la morte della giovane figlia.
Mentre stanno effettuando delle riparazioni al telescopio spaziale Hubble un enorme flusso di detriti distrugge la navetta shuttle uccidendo il resto dell'equipaggio.
Rimasti soli nello spazio, con l'aria che sta per finire, Ryan e Matt intraprendono una disperata battaglia per la sopravvivenza contro un ambiente inospitale.


USA- UK. ANNO 2013.  Regia: ALFONSO CUARON.
Interpreti: SANDRA BULLOCK; GEORGE CLOONEY.

Gravity è uno dei film simbolo di questa annata cinematografica, uno di quei successi annunciati sin dall'inizio. Dopotutto al timore di tutta l'operazione c'è un regista capace come il messicano Alfonso Cuaròn, responsabile in passato di film come Harry Potter e il Prigioniero di Azbakan ma sopratutto lo splendido I Figli degli Uomini. Come se non bastasse quasi tutto il film si appoggia a due attori molto amati come Sandra Bullock e George Clooney (doppiato in questo film dal bravo Francesco Pannofino,  l' indimenticato René Ferretti di Boris ) non solo due interpreti di prim'ordine ma due tra i"nomi" recitativi più conosciuti al mondo.
Parlo di "nomi" non a caso, perché in Gravity tutto sembra costruito con attenzione,  con capacità, quasi con furbizia, per capitalizzare il maggior successo possibile.

Successo che, naturalmente, arriva senza problemi: Gravity non solo trionfa ai botteghini mondiali ma conquista, in genere il gradimento dei critici, per non parlare di quello degli esperti- tecnici ed astronauti NASA, in primis, che ne approvano la verosimiglianza scientifica di molte scene.

Il culmine arriva con la serata degli Oscar con oltre dieci nomination e sette statuette portate a casa, tra cui il prestigioso premio al miglior regista vinto  da Cuaròn.
Fin qui la parte storica, la cronaca dei fatti. 
Ma com'è in realtà questo film? La sceneggiatura, la recitazione ed il film e tutti gli altri elementi che costituiscono il film, funzionano? Riescono a costruire un buon prodotto aldilà della sua confezione?
Probabilmente una domanda del genere dovremmo rivolgercela in occasione di tutti i hollywoodiani.
Gravity ha degli indubbi meriti: Cuaròn, qui in veste anche di produttore e di sceneggiatore compie un gran lavoro e sa utilizzare il comparto degli effetti speciali  in maniera mai fine a sé stessa. Ci troviamo quindi davanti ad uno di quei rari casi in cui il tripudio e lo sfolgorio dei trucchi cinematografici non risulta un mero orpello o un rivestimento per nascondere la povertà di idee.
Non è infatti un caso, se il secondo dei sette Oscar vinti riguarda proprio il comparto effetti speciali.

C'è anche da dire che la sceneggiatura dietro alla spettacolarità indiscussa di molte scene, in realtà affronta un tema importante.  Uno di quegli aspetti di cui l'esplorazione spaziale dovrà sempre più tenere conto: quello dei detriti spaziali (oggetti perduti dagli astronauti, spazzatura abbandonata in orbita, frammenti di navette, satelliti andati fuori uso e così via)  il cui numero aumenta in maniera esponenziale, missione dopo missione e che sta diventando causa di di quel fenomeno conosciuto come Space Debris  (inquinamento spaziale ). Fenomeno che preoccupa sempre più gli esperti, preoccupati dei danni che sempre più i detriti causano alle spedizioni spaziali.
 Anche se non siamo ancora arrivati alle situazioni descritte in questo Gravity (o nel recente anime Planetes ) scienziati ed astronauti calcolano che ben presto sarà praticamente impossibile riuscire a superare l'atmosfera terrestre.

Alfonso Cuaròn Orozco


Buono anche il comparto recitativo; come detto il film il peso del film ricade quasi esclusivamente sulle spalle di Sandra Bullock - ed in misura minore di George Clooney - e, nella versione originale va segnalata anche la presenza della voce di Ed Harris che riveste il ruolo del controllore di Houston  che, nelle scene iniziali dialoga con gli astronauti. Purtroppo però questo particolare si perde nella fase di doppiaggio
I due attori  protagonisti si dimostrano bravissimi , pur non essendo stato nessuno dei due la prima scelta di Cuaròn (inizialmente infatti per il ruolo di Matt Kowalsky era stato opzionato Robert Downey Jr mentre per quanto riguarda il ruolo femminile di Ryan Stone, prima Sandra Bullock accettasse la parte, erano state contattate numerose altre attrici per il ruolo, una tra tutte Angelina Jolie, ma il regista aveva ottenuto una serie di brucianti rifiuti )
Il problema, la vera nota dolente, riguarda invece le caratterizzazioni.
 I due personaggi risultano infatti quasi tagliati con l'accetta; da un lato abbiamo Kowalsky, il classico astronauta d'altri tempi che sembra uscito da una missione Apollo, gran seduttore e dagli atteggiamenti guasconi, ma di buon cuore che, alla sua ultima missione, si trova ad affrontare una tragedia imprevista proprio mentre pensa di averle già viste tutte (che culo, eh?).
Dall'altro troviamo la Ryan interpretata dalla Bullock, 
una donna che ha deciso di buttarsi a testa bassa nel lavoro dopo aver perso la figlia (cosa che non perde occasione per ripetere ogni cinque minuti!)
Insomma, quante volte avete già sentito storie come questa all'interno di un film?
In parole povere: non aspettatevi nessuna forma di originalità nelle caratterizzazioni dei personaggi.

Oltretutto Ryan Stone non è un personaggio che risulti immediatamente simpatico e che prima del finale compie diversi, troppi errori (come mandare a fuoco l'intera Stazione Internazionale ISS) prima di riscattarsi immancabilmente nel finale.
Tutto da copione, quindi.

Gravity si dimostra comunque un gran bel film, che mantiene la tensione alta per tutti i 90 minuti della sua durata e che vale la pena vedere.
Alla fine sembra di essere veramente stati nello Spazio ed è questo il pregio maggiore di tutto il film.
A modo suo Gravity raggiunge lo scopo che si è prefissato.
E vista la qualità media non propriamente eclatante dei film che girano in questo periodo, non è certo un risultato da poco.

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