La Grecia sta vivendo una situazione estremamente complicata e ricca di tensione. Dalla crisi iniziata nel 2009 al referendum del 5 luglio 2015 ci sono stati anni complessi, ma la penisola ellenica rimane uno dei luoghi in cui la società e la cultura hanno visto i loro albori.
Se si ripensa alla Grecia classica, è quasi inevitabile ricordare la figura dell'eroe, che vanta personaggi del calibro di Ulisse o Achille. Gli eroi attuali, però, non hanno armature, non combattono per delle schiave ai piedi di Ilio e non hanno origini divine. Gli eroi moderni sono persone comuni che cercano di sopravvivere, facendosi forza nonostante il periodo storico in atto. Ci sono uomini che combattono per strada o in coda a un bancomat che molto probabilmente non erogherà. In un'epoca di incertezza come quella attuale, forse è cambiato il concetto di eroismo, o forse sono solo cambiati i mostri da sconfiggere: prima c'erano le Erinni, adesso c'è la crisi.
Breve panoramica del mito greco
La mitologia greca è tra le più conosciute a livello mondiale. Originariamente, il termine "mito" significa semplicemente "storia". Molto spesso, il mito è un racconto eziologico, che serve quindi per esplicitare le origini di un determinato fenomeno (basti pensare a quelli sull'origine dell'Universo o sull'alternarsi delle stagioni). Successivamente, il termine mitologia, già presente in Platone, verrà utilizzato per i racconti che hanno come protagonisti principali le divinità dell'Olimpo.
Per quanto riguarda la letteratura, le principali fonti dirette rimaste per lo studio della mitologia greca sono, oltre ai poemi di Omero, la Teogonia di Esiodo e alcuni poemi successivi. I miti possono essere distinti in tre macro-categorie: i miti eziologici, quelli che vedono la convivenza di uomini e divinità, e infine quelli dedicati agli eroi, che ci interessano particolarmente in questa trattazione.
Kalos kaì agathos: queste tre parole, in greco antico, significano letteralmente "bello e buono", inteso come nobile d'animo, moralmente ineccepibile. Si definiva così un ideale legato alla personalità e al comportamento, e aveva particolarmente importanza in ambito militare. Gli eroi dei poemi classici sono quasi sempre assimilabili a questo archetipo. Un uomo che possa essere degno di questa definizione greca dev'essere perfetto nel corpo, nobile nello spirito. Sono personaggi privilegiati, nati da famiglie di alto rango, educati fin da ragazzi ad eccellere nella lotta e nello sforzo fisico, oltre ad avere un'educazione altolocata e completa.
Alcuni degli esempi omerici in questione sono Achille e Ulisse, entrambi fisicamente allenati, nonché retti da una forte tempra morale. Controesempio può essere invece Tersite, descritto come orrendo e deforme e caratterizzato come personaggio eticamente negativo. Achille è incredibilmente orgoglioso, ha discendenza divina (il padre Peleo è un mortale che si è unito con la ninfa Teti), e la descrizione nel poema epico ce lo riporta come un bellissimo uomo, dai capelli biondi e gli occhi azzurri. L'amicizia con il giovane Patroclo fa esplodere il suo orgoglio quando il ragazzo viene ucciso da Ettore, ma il personaggio è sempre descritto come moralmente ineccepibile. Lo stesso si può dire del personaggio di Ulisse, o Odisseo: è avvenente e dotato di un'intelligenza raffinata e acuta, che gli permette di escogitare lo stratagemma del cavallo per entrare nelle mura di Troia e, successivamente, superare indenne decine di imprese per ritornare sano e salvo all'isola di Itaca. Ulisse è dotato di metis, ingegno: è quello che gli permette di escogitare l'enigma del cavallo per rompere l'assedio e conquistare Troia, che gli permette di sopravvivere a Polifemo presentandosi come Nessuno e accecandolo per poi nascondersi sotto le capre e uscire senza pericolo. Gli eroi sono in sostanza questo: avvenenti, di discendenza divina, forti, coraggiosi, intelligenti, pronti; sfolgoranti nelle loro armature dorate (molto spesso vengono descritti con termini che indicano un fulgore della loro persona), sono pronti a gettarsi in battaglia per vincere e ottenere la gloria, oppure morire con fierezza.
La Grecia antica ha abituato generazioni di studiosi all'immagine dell'eroe ineccepibile fin qui descritto, e Achille e Ulisse sono solo due esempi, per quanto distanti tra loro, tra i tanti che hanno per protagonisti degli eroi. Tuttavia, il termine sembra ormai quantomeno obsoleto, soprattutto nella Grecia del 2015.
Gli eroi greci, oggi
Nessuna armatura né cavalli bardati, né assedi a città da conquistare sono rintracciabili nella Grecia di oggi; se mai c'è stato, il tempo degli eroi classici dalla spada sguainata e dall'onore incorruttibile è finito da tempo, sebbene l'archetipo sia ancora molto apprezzato e studiato dagli amanti delle lettere classiche. Inutile specificarlo, la Grecia oggi non è così; la crisi ha messo in ginocchio quella che in tempi antichi è stata la culla della civiltà. Nonostante questo, però, la figura dell'eroe non è scomparsa, si è solo modificata, adattandosi ai tempi moderni e alle difficoltà che comportano.
Pochi giorni fa, in Grecia ha vinto il "NO" al referendum, e nel corso del tempo si sono susseguite numerose immagini degli eventi, pre e dopo referendum. Nel 2015, la concezione di eroe sembra essersi radicalmente urbanizzata e, soprattutto, differenziata in più di una categoria. Non sono gli eroi dello sport a eccellere, o almeno non solo; ci sono le immagini di un anziano pensionato in lacrime davanti all'erogatore del bancomat, quelle di una persona anziana schiacciata dalla folla durante le manifestazioni ad Atene, altri che bloccano il passaggio alla polizia con sguardo risoluto. Ci sono poi anche i poliziotti che respingono la folla, colpiti da una ressa che sembra incontrollabile; una semplice digitazione su Google potrebbe portare a questi e molti altri risultati.