Grecia, Juncker frena l’ottimismo di Moscovici: “ancora non ci siamo”

Creato il 22 giugno 2015 da Rodolfo Monacelli @CorrettaInforma

22 giugno, giornata decisiva per la sorte della Grecia. Moscovici si dichiara ottimista, basandosi sulle proposte fatte ieri sera dal governo ellenico, ma Juncker non è dello stesso parere.

La risposta di Bruxelles alle proposte della Grecia: “una buona base” da cui partire

Ieri sera il governo greco ha approvato una serie di misure da fare ai creditori. È stato proposto il blocco delle finestre di prepensionamento, il taglio degli assegni previdenziali più alti, una rimodulazione delle aliquote Iva (che saliranno a tre, contro le due chieste da creditori) e misure fiscali permanenti per il 2% del PIL greco.

Martin Selmayr ha definito in un tweet queste proposte una “buona base” per trattare. Dello stesso parere di Selmayr è Pierre Moscovici, commissario europeo per gli affari economici, il quale crede che la Grecia abbia fatto delle proposte intelligenti, anche se c’è ancora tanto su cui discutere.

Questa mattina, tuttavia, Juncker ha spezzato lo spirito positivo ed ottimista. All’ingresso a Bruxelles del premier greco Alexis Tsipras, il presidente della Commissione Ue ha infatti ammesso che sono stati compiuti dei notevoli progressi nei giorni passati, tuttavia non sono stati sufficienti. Si dice fortemente dubbioso su un esisto positivo che porterebbe l’Ue e la Grecia a stipulare un accordo. Tsipras risponde, affermando di voler cercare una soluzione finanziariamente sostenibile, senza arrivare ad aumenti inconcepibili dell’Iva e salvaguardando pensioni e stipendi.

La decisione spetta all’Ue: Grecia dentro o fuori?

Le sorti dell’euro e della Grecia si giocheranno oggi; prima l’Eurogruppo, poi i leader Ue decideranno cosa fare del paese in crisi. Dopo l’evoluzione della situazione nelle ultime ore, i mercati scommettono su un accordo tra Ue e Atene.

Gli analisti di Intesa Sanpaolo sono dell’idea che se il governo ellenico si presentasse con delle proposte coerenti con le richieste da parte dell’Ue, la risposta di quest’ultima sarebbe positiva e, di conseguenza, il piano dovrebbe essere tradotto il più velocemente possibile in un programma operativo, sperando poi che la Grecia riesca realmente ad adottare i provvedimenti proposti e richiesti. In caso di risposta negativa, invece, si potrebbe aver bisogno di una riunione per gestire la successiva emergenza generata dalla scelta di far uscire la Grecia.


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