Guardiani della Galassia, Tartarughe Ninja e altri filmacci (aka Il Raggio B(l)utico)

Creato il 12 novembre 2014 da Sommobuta @sommobuta
E benritrovati col nostro appuntamento mensile cinematografaro, Il Raggio B(l)utico!
Oggi (s)parliamo di un bel po’ di filmacci che mi sono sparato in endovena in questi ultimi 30 giorni. Titoli nuovi, titoli vecchi, pellicole trashonissime, blockbusteroni, horror e documentari.
Per non farci mancare nulla.
E no, non ho ancora visto Interstellar. Dobbiamo organizzarci coi ragazzi butici londinesi, ma ammetto che 3 ore di McCoso che biascica col suo inglese incomprensibile mi fanno titubare non poco.
In ogni caso, eccovi una carrellata di cose sfiziose da vedere (oppure no).
Ready?
Guardiani della Galassia
Partiamo subito col botto, con il film che tutti hanno idolatrato a miglior cinecomics della storia dell’umana umanità, cheguardaproprioètroppobello, guardapropriofatantoridere, guardapropriolodevivedè.
E io l’ho visto.
E sono rimasto vittima di quella che io ormai chiamo “Sindrome degli Avengers”. Che poi sarebbe quel sentimento che ti coglie quando guardi un film che tutti dicono “è un capolavoro”, mentre io mi limito a un’alzata di spalle, perché per me è il classico film senza infamia e senza lode. Ha la stessa identica struttura di Star Wars: Episodio IV (o delle Tartarughe Ninja, keep calm, wait and see), non mi ha fatto ridere nemmeno per sbaglio (davvero ridevate ogni volta che Groot diceva “Io sono Groot”? Non ha nemmeno quel senso umoristico di Hodor che dice solo “Hodor”…), e se i Guardiani possono essere una simpatica amalgama, come tutti i film Marvel da anni a questa parte soffrono di un problema enorme: la mancanza di un villain degno di tale nome. Ormai in tutti i film Marvel basta che c’è uno da identificare come “cattivo” ed è fatta.
Alla fine della fiera il film intrattiene, ma dopo averlo visto me ne sono subito dimenticato.
Problema mio? Problema mio.
The Conjuring – L’evocazione
Ne parlavo con la padrona di casa de Il giorno degli zombie qualche giorno fa: negli ultimi anni l’horror sta vivendo una sorta di seconda giovinezza. E non è affatto male, come cosa. Negli ultimi tempi sto rimanendo piacevolmente sorpreso con gli horror in cui mi imbatto. Oculus è stato veramente superlativo, The Innkeepers è un film tesissimo, e The Descent mi ha dato un vero senso di claustrofobia e la prima parte l’ho trovata eccellente (anche di più della parte puramente horror con i Gollum a piede libero). E poi c’è questo “The Conjuring – L’evocazione” che sul finale mi ha un tantinello inquietato.
E per inquietare me ce ne vuole, eh.
La storia è semplice: una famiglia si trasferisce in questa casa, salvo scoprire che la casa è infestata da spettri maligni che li stanno indebolendo (mentalmente e fisicamente). La mamma si sveglia con strani lividi, le bambine vengono strattonate nel sonno. “Solite cose demoniache”. Vengono chiamati ad indagare i coniugi Warren, che faranno luce sui misteri della “possessione demoniaca”.
Ecco, diciamo che la cosa inquietante è che, per quanto romanzato e amplificato, il film è tratto da una storia vera…
Blue Jasmine
L’ultimo film di Woody Allen che ha persmesso a Kate Blanchett di vincere l’Oscar quest’anno.
Anche qui la storia è semplicissima: dopo aver trascorso una vita da nababba, tra feste, gioielli, viaggi intorno per il mondo e proprietà miliardarie, Jasmine scopre che suo marito Hal, ritenuto un genio della finanza, in realtà era uno dei più grandi truffatori di Wall Street. Quando suo marito si suicida in carcere, Jasmine decide di rifarsi una nuova vita trasferendosi dalla sorella, a San Francisco. È un film molto bello, proprio grazie alla Blanchett che regala una performance strepitosa. Il suo personaggio passa da momenti di lucidità implacabili a veri e propri attacchi folli derivanti dallo stress e dai traumi passati. Alterna momenti di raffinatezza e comportamenti “di alta classe” a vere e proprie crisi isteriche.
In ogni caso, interpretando la più classica delle snob ricchissime, è odiosissima (ma altrettanto magnetica) sin da subito.
Colpo di scena finale “magistrale”. Varrebbe la pena di vederlo anche solo per questo.
Ma che colpa abbiamo noi
Che era l’unico film di Verdone che ancora non avevo visto. Dalle interviste rilasciate Verdone dice sempre che “Ma che colpa abbiamo noi” sia uno dei suoi migliori film in assoluto, ma che purtroppo è stato snobbato dal pubblico.
Ora che l’ho visto posso smentire di brutto Verdone: è esattamente il punto zero da cui ha iniziato il suo lento declino. L’ho trovato un film vuoto, il classico “tutto fumo e niente arrosto”, un film confezionato bene ma privo di contenuti.
In buona sostanza, un gruppo d’analisi collettiva non si accorge che la loro terapeuta muore nel corso della loro sessione. Iniziano così a ricercare un nuovo psichiatra, salvo poi pensare che, dopo tanti anni, forse possono darsi all’autogestione. Ogni settimana organizzano così degli incontri, che puntualmente non portano a nulla. Si lascia guardare, strappa qualche risata, ma già da questo film del 2003 Verdone era già il lontano parente di quell’acuto osservatore della realtà che era stato negli anni precedenti.
Per “L’angolo del Truzzone” (pappara-parapapà!), invece, ho scelto due filmazzi.
Tartarughe Ninja
“Quattro tartarughe, per difendere la Terra! W i ninja! Ninjaaaa!” (cit.)
Se canticchiate la sigla iniziale del cartoon delle tartarughe di fine anni ’80, avete la sinossi perfetta di questo film. Le 4 tartarughe fronteggiano la minaccia di Shredder e vincono.
Fine.
Che poi è la stessa trama de I guardiani della Galassia, con una struttura narrativa molto simile (e se dite di no siete ) e con lo stesso identico problema: il cattivo. Shredder è una macchietta, un Transformers in miniatura che fa una fine ignobilissima. Il film è un videoclippone lungo un’ora e mezza, una classica produzione “alla Michael Bay”, tutta mazzate ed esplosioni.
Le tartarughe, come gruppo, funzionano perché sono ritagliate con lo stampino: Leonardo è il leader, Donatello il geek, Raffaello il duro&puro, Michelangelo il “party dude” (cit. – chi la capisce è bravo). Se non pensate alle Tartarughe Ninja il film fila anche bene, se invece pensate alle Tartarughe Ninja sono talmente “poco” Tartarughe Ninja che al confronto quelle coccolose del cartoon anni 80 erano le copie perfette del fumetto ultraviolento di Estman e Laird. E se non sapete di che parlo, cliccate QUA.
Hercules il Guerriero
E qui invece, nonostante il film truzzissimo, arriva la sorpresa che non mi aspettavo. Perché il film è trashone, ha una trama standard che sgami dopo 10 minuti, sai già chi è il cattivo e chi è il buono nonostante vogliano farti credere una cosa diversa da un’altra, e The Rock è il solito monolita attoriale.
Però il film funziona sotto un aspetto che in teoria è secondario, ma che invece è il suo punto di forza: la decostruzione del mito. In buona sostanza, la leggenda di Hercules viene smitizzata sono ogni aspetto. È lo stesso Hercules, coadiuvato dai suoi compagni, a far circolare le voci che avrebbero ammantato il personaggio dell’aura leggendaria che sopravvive fino ai nostri giorni, e che gli servivano per incutere maggior timore nei propri nemici.
In buona sostanza, invece, Hercules altri non è che un mercenario che combatte questa o quella battaglia per soldi.
Insomma, sembra un film scemo (e sotto certi aspetti lo è pure), ma è meno scemo di quanto appaia. E poi è divertentissimo. E ha un paio di battaglie abbastanza riuscite. Provateci a buttare un occhio.
E voi invece? Che avete visto di bello?
Mi consigliate qualcosa?
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