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Guercino

Creato il 06 dicembre 2019 da Caval48 @carlovalentini

Vincere il terremoto, che colpì Cento (Ferrara) nel 2012. Il Comune ha deciso di festeggiare il ritorno alla normalità con una mostra dedicata al suo concittadino (nato nel 1591) più famoso: Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino. Un ricorso alla cultura, per indicare il completo ritorno alla normalità, che non a caso si avvale del sostegno dell'Associazione imprenditori centesi per la cultura, un esempio che dovrebbe moltiplicarsi lungo la Penisola per aiutare l'affrancamento dalla crisi, che non è solo economica. Dice Stefano Borghi, presidente dell'Associazione: "In effetti il nostro sodalizio ha pochi riscontri nella realtà italiana, comprende 26 aziende tra le più importanti e significative del territorio. Grazie all'unione delle risorse e alla condivisione di finalità e valori riusciamo a promuovere iniziative culturali di ampio respiro". L'ultima è appunto questa rassegna (intitolata Guercino e l'emozione barocca, fino al 15 febbraio) composta da 27 dipinti, 32 affreschi e 20 disegni, che parte dalla sua prima opera, realizzata all'età di otto anni sul muro della casa paterna, raffigurante la Madonna della Ghiara. Afferma Daniele Benati, curatore della mostra: "Cento prova a ritrovare se stessa, dopo il terremoto, attraverso l'artista che meglio ne ha saputo in passato proporne l'anima serenamente attiva e laboriosa". Svela anche un segreto: "Dalle indagini diagnostiche sui dipinti eseguite dall'università di Bologna è emerso che usava mettere nel colore della sabbia di fiume per dare maggiore brillantezza al dipinto". Guercino morì a Bologna a 74 anni. Curiosa è la descrizione (fantasiosa) che un suo biografo Jacopo Alessandro Calvi diede del suo soprannome (con cui è diventato famoso): "Essendo ancora in fasce, occorse che un giorno, mentre egli dormiva ci fu chi vicino a lui proruppe d'improvviso in grido così smoderato e strano che il fanciullo, svegliatosi pieno di spavento, diedesi a stralunar gli occhi per siffatta guisa, che la pupilla dell'occhio destro gli rimase travolta e ferma per sempre nella parte angolare".


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