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Guida ai film usciti questo weekend (4-6 aprile 2014)

Creato il 06 aprile 2014 da Luigilocatelli

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Father and Son

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È il terzo film in pochi mesi su bambini scambiati nella culla: cosa mai vorrà dire? Stavolta siamo in Giappone, con due famiglie travolte dala rivelazione e alla ricerca disperata di una soluzione. Con la solita domanda sullo sfondo: si è genitori per sangue o per vicinanza di vita con i figli? Film ben girato, ma che resta inesorabilmente prigioniero di molti cliché. Voto 6
Nymphomaniac vol. 1
Storia di una donna di nome Joe che si dice ninfomane e che fin da ragazzina ha usato dosi massicce di sesso per conoscere il mondo, quello fuori di lei e quello dentro. La parte iniziale con gli esordi erotici della giovane protagonista (una meravigliosa Stacy Martin) è alquanto corriva e ricorda certi porco-film italiani anni Settanta (stile a parte, ovvio). Ma ci sono, più in là, sequenze magnifiche, degne del Von Trier massimo. Le parti di sesso parlato e racontato funzionano meglio di quelle, molto goffe, di sesso praticato. Voto: tra il 6 e il 7.
The Special Need

Un documentario (ma con qualche narrativizzazione qua e là) su Enea, un ragazzo friulano assai amato dalla sua famiglia, dal paese in cui vive. Che vorrebbe avere una donna, ma è diffcile. Così i suoi amici cercano di aiutarlo a risolvere quel suo bisognop speciale, quel bisogno di sesso. Unaltro film su quel tema sensibile che è ormai sesso e disabilità. Eppure qui,soprattutto di fronte alla parte finale, si resta a disagio. E ci si innterroga sulla centralità-necessità-inesorabilità che il sesso ha finito con l’assumere nella nostra contemporaneità. E qualche dubbio sulla cultura dei diritti viene. Voto 5
I corpi estranei
Un uomo venuto a Milano a far curare il suo bambino. Un ragazzo arabo che assiste un ricoverato. Ci si aspetterebbe che i due mondi si incrociassero, si scontrassero, si incontrassero, dando vita a una qualche traccia narrativa. Ma tra Antonio e Jaber ci sono solo vaghi contatti, interferenze, collisioni quasi non tracciabili. Mirko Locatelli sceglie la strada del minimalismo radicale, astenendosi da ogni elemento romanzesco. Ma così rischia di azzerare il suo film. Che però ha una sua rarefatta e austera bellezza. Un pudore, una misura rari nel cinema italiano. Con il miglior Filippo Timi da parecchio tempo in qua. Un film che crescerà nel tempo. Voto tra il 6 e il 7
Il pretore
Da un romanzo di Piero Chiara, uno che di storytelling si intendeva. La sua mirabile capacità di raccontare filtra anche in questo film di Giulio Base, pure non memorabile. A Luino, in era fascista, un pretore maneggione e puttaniere, la di lui consorte e il ragazzo appena arrivato in pretura a farsi le ossa. Sarà triangolo. Un po’ fiction Rai Uno domenica sera. Messinscena così così. Aria un po’ di approssimazione. Però Pannofino è bravo. Voto 5+
Nottetempo
Un’opera prima italiana e, spiace dirlo, tremenda. Con un Giorgio Pasotti fisicatissimo che si spoglia spesso, nella parte di un polizotto che da Napoli sale fino in Alto Adige per una storia di famiglia complicata. Voto 3
Ti ricordi di me?
Una di quelle nuove, o seminuove, commedie italiane garbate che rifiutano ogni neri-parentismo. Bea e Roberto si incontrano a una psicoterapia di gruppo, seguiranno corteggiamento e amore. Ma c’è un problema (di lei) che complicherà le cose. Un film che per un’ora va avanti in un modo e poi diventa altro. Anche parecchio déjà-vu. Dialoghi così così, e siamo alle solite. Uno di quei dramedy che Verdone ha sempre fatto, però molto meglio. Leo e Angiolini son bravi, però non basta. Voto 5 meno
Divergent
Non l’ho visto. Dicono che, tra i tanti young adult movies arrivati dopo The Hunger Games, sia il meno peggio. Mi arrischio a dire un: vedibile.


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