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Guida Copa América Centenario, Gruppo B: Haiti

Creato il 25 maggio 2016 da Pablitosway1983 @TuttoCalcioEste
Guida Copa América Centenario, Gruppo B: Haiti

Per Haiti questa è la prima partecipazione assoluta in una Copa America, infatti nel corso della sua lunga storia la selezione rossoblu non ha mai avuto la possibilità di partecipare al gran galà sudamericano. Una qualificazione che ha spiazzato tutti e che è arrivata grazie alla vittoria di misura ai danni della nazionale di Trinidad & Tobago, la quale si è dovuta inchinare al cospetto della rete di Kervens Belfort nella gara secca di playoff. Una prima volta da cenerentola assoluta per la selezione haitiana, che cercherà di portare in alto i colori della propria nazione in una delle competizioni più sentite ed appassionanti del mondo del pallone.

Dal punto di vista dell'albo d'oro Haiti non è una squadra pluripremiata, ma si è comunque tolta diverse soddisfazioni nel corso della sua storia calcistica (cominciata nel lontano 1925 con la sfida per 2-1 contro la Giamaica in quel di Port-au-Prince). L'annata d'oro del calcio haitiano risale agli anni settanta, dove "Les Grenadiers" si imposero nell'olimpo del calcio targato CONCACAF con un decennio di alto livello. Tutto ebbe inizio dalla Gold Cup del 1971, dove Haiti chiuse con un ottimo secondo posto (senza mai perdere) alle spalle solo del grande Messico schiacciasassi. Questo è solo il biglietto da visita, infatti appena due anni dopo arriva il primo trionfo continentale (con annessa qualificazione ai Mondiali tedeschi del 1974) con la vittoria del girone finale organizzato in casa presso Port-au-Prince. Qui stavolta a doversi chinare furono i messicani, che insieme alla nazionale di Trinidad & Tobago, arrivarono alle spalle dei Grenadiers di soli due punti. La vittoria, come detto precedentemente, portò la qualificazione ai mondiali tedeschi del '74, dove gli Haitiani non riuscirono a raccogliere nemmeno un pari ma fecero emozionare un paese intero. Nonostante ciò arrivò anche qui qualche soddisfazione: infatti oltre alle tre sconfitte contro Italia (3-1), Polonia (7-0) e Argentina (4-1), furono proprio gli Haitiani a far cadere il muro invalicabile di un certo Dino Zoff, precisamente grazie alla rete di un certo Emmanuel Sanon che fermò le lancette del cronometro al minuto numero 1143. A chiudere questa annata d'oro furono il secondo posto nella Gold Cup del 1977 (ancora dietro al Messico) e la bella vittoria del 1979 del secondo Campeonato CFU (poi successivamente rinominato Copa de Caribe) con la vittoria in finale ai danni del Saint Vincent and Grenadine.

Guida Copa América Centenario, Gruppo B: Haiti

Recentemente le grandi soddisfazioni per la selezione di Haiti sono arrivate solo tramite la Copa de Caribe (trofeo organizzato dal CFU, ovvero federazione calcistica della zona caraibica), dove dagli inizi del 2000 ad oggi sono arrivati una vittoria, un secondo posto e 3 bronzi. Il massimo successo risale all'edizione del 2007, dove in finale arrivò la vittoria ai danni dei padroni di casa del Trinidad & Tobago grazie alle reti di Boucicaut e Fucien. Caso vuole che degli altri quattro podi centrati, tre arrivarono proprio in edizioni ospitate in Trinidad & Tobago (terra portafortuna per Haiti) mentre la quarta è arrivata circa quattro anni fa nell'edizione ospitata in Antigua & Barbuda (terzo posto conquistato ai danni della Martinica). Per il resto risultati non altrettanto brillanti sono arrivati nella Gold Cup, infatti i Grenadiers sono riusciti a staccare il pass di qualificazione solo a bienni (2000-2002, 2007-09, 2013-15). il miglior risultato ottenuto sono i quarti di finale conquistati nelle edizioni 2002 (eliminazione per mano della Costa Rica con punteggio di 2-1), 2009 (poker del Messico firmato principalmente da Sabah) e 2015 (vittoria di misura della sorpresa Giamaica con la rete di Barnes).

ANALISI TECNICO-TATTICA
Guida Copa América Centenario, Gruppo B: Haiti

Il commissario tecnico francese Patrice Neveu ha fatto giocare Haiti utilizzando principalmente due moduli: il 4-5-1 per le partite tra le mura amiche e il 5-4-1 molto malleabile per le battaglie in terra nemica. Dando uno sguardo veloce agli impegni della nazionale haitiana in questa Copa America la scelta più probabile sembra ricadere sul secondo modulo più difensivo, che però ha fruttato la qualificazione a questa competizione; nonostante ciò non è da escludere definitivamente qualche stravolgimento clamoroso per mettere in difficoltà i diretti avversari.

Aldilà del modulo utilizzato sono tre le principali caratteristiche delle selezione haitiana. La prima è senza dubbio la fase difensiva, incentrata sul creare una forte densità di uomini nella propria metàcampo per rendere difficile la costruzione della manovra offensiva alla squadra avversaria. Infatti con 10/11 dietro la linea della palla, che ostruiscono qualsiasi linea di passaggio ed intasano le varie zone di campo per non dare spazio ad una progressione solitaria, la partita diventa una sfida a scacchi e una grande prova di nervi per gli avversari. La seconda caratteristica sono le ripartenze veloci, infatti la squadra di Neveu, spinta inevitabilmente dal proprio stile di gioco, è una di quelle squadre che non appena prende palla cerca subito la verticalizzazione per gli esterni o cerca di innescare l'unico punto di riferimento là davanti per mettere in difficoltà la squadra avversaria e far respirare anche la propria retroguardia, impegnata al 110% nella difesa della propria porta. Infine l'ultimo punto fermo di questa squadra è il bomber Kervens Belfort, che rappresenta il pericolo numero uno per la difesa avversaria e che è capace di tramutare in oro qualsiasi pallone capiti dalle sue parti; per maggiori informazioni chiedere alla retroguardia della nazionale di Trinidad & Tobago, che dopo una partita votata in attacco è stata punita dal cinismo del centravanti in forza al Trabzon.

Rispetto al passato il tasso tecnico della nazionale si è notevolmente innalzato, sia grazie all'apporto dell'esperto tecnico Neveu sia grazie all'esperienza maturata all'estero da molti dei componenti fissi della nazionale. Tra questi, oltre al bomber Belfort, spiccano il giovane terzino Lambese (Scuola PSG e reduce da un'ottima Youth League), Pascal Millien (ex Sligo Rovers), Johnny Placide (Stade Reims), Wilde-Donald Guerrier (Wisla Cracovia) e Jean Sony Alcénat (Voluntari). La singolarità di questa turnata di convocazioni è la presenza di un solo giocatore selezionato dal campionato locale, ovvero il portiere del Luis Valendi Odelus in forza all'Aigle Noir. Infine da segnalare le due esclusioni che hanno lasciato di stucco ma hanno confermato la volontà di Haiti di aprire le porte al cambio generazionale: infatti per l'avventura negli States non sono state chiamate due colonne della difesa come Jean-Jacques Pierre (35enne con 64 presenze in nazionale) e Frantz Bertin (32enne, anche capitano in qualche occasione).

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LA STELLA-

Definire la stella di questo gruppo è davvero una scelta difficile, in quanto sono diversi gli elementi su cui questa nazionale posa le sue fondamenta. Nonostante tutto la scelta ricade inevitabilmente sul bomber Kervens Belfort, nuovo volto del calcio haitiano che avanza ed autore del gol qualificazione nella sfida secca contro Trinidad & Tobago. Giocatore dalla buona esperienza europea (visti i suoi trascorsi, oltre che in Turchia, anche in Svizzera, Cipro e Francia), lui rappresenta la punta di diamante della scacchiera di Neveu che punta fortemente su di lui per quanto riguarda la voce "gol". Nel corso del suo percorso calcistico con la maglia della nazionale ha dimostrato di avere un discreto feeling con la via della rete (11 reti in 27 presenze) ma nel corso di questa Copa America dovrà ricorrere a tutto il suo bagaglio tecnico e di esperienza per condurre la sua nazionale il più lontano possibile. Chissà che non venga ispirato dallo spirito di un certo Emmanuel Sanon.

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LA SORPRESA-

Riprendendo il titolo di questo paragrafo, la sorpresa della selezione haitiana potrebbe (o dovrebbe, a seconda dei punti di vista) essere il promettente terzino dal passaporto anche francese Stéphane Lambese. Classe '95, il giovane di proprietà del Paris Saint Germain quest'anno è maturato parecchio collezionando diversi gettoni di presenza con la seconda squadra del team parigino (35 per ora) e affrontando a pieno regime la Youth League 2013-14, dove la squadra si è fermata solo agli ottavi al cospetto del Real Madrid. Terzino creatosi calcisticamente dal settore giovanile del Paris, la sua impronta è quella di un esterno discreto in fase difensiva ma che dà un apporto particolarmente sensibile quando si tratta di attaccare. Elemento che lo rende prezioso per lo stile di gioco donato da Neveu alla selezione haitiana, che fa delle ripartenze uno dei suoi punti chiave. Infatti Lasembe quando trova spazio davanti a sé può diventare una vera spina nel fianco della difesa avversaria con le sue sgroppate. La via per trovare un giusto accordo e fermarlo? mettete sulla sua fascia un suo omologo offensivo che lo costringa a difendere, ma il successo non è garantito.

Come detto più volte la selezione haitiana arriva al gran ballo sudamericano (ospitato negli USA) da cenerentola assoluta. Il suo obiettivo è quello di fare sicuramente bella figura nel girone eliminatorio ed eventualmente staccare il pass per la fase ad eliminazione diretta. Gli ostacoli tra quest'ultimo obiettivo e i PROSPETTIVE-
Grenadiers sono però parecchio ostici, infatti i monti da scalare sono il Brasile (fortemente ridimensionato ma sempre favorito numero uno) e il duo esplosivo formato da Ecuador e Perù. Proprio con queste due nazionali la selezione di Neveu si giocherà l'impresa secondo posto e una grande fetta della propria immagine in questo debutto in Copa America. Il risultato sembra scontato ma "mai dire gatto se non ce l'hai nel sacco"...

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