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“Guns Akimbo”, il fight club del nuovo millennio

Creato il 10 aprile 2020 da Fabio Buccolini

Scritto e diretto dal regista neozelandese Jason Lei Howden, “Guns Akimbo” ha gli elementi classici di un film action a base di tanta adrenalina e poche chiacchiere. Iperviolento, a tratti demenziale, quest’opera estremamente attuale ci mostra quello che l’utilizzo deviato della tecnologia porta nelle nostre vite.

“Guns Akimbo”, il fight club del nuovo millennio

La pellicola impiega circa cinque minuti ad entrare nel vivo dell’azione e ci resta per tutta l’ora e mezza che compone questa psichedelica odissea con un ritmo serrato ormai tipico di questo genere catalogabile come B Movie; un ambito in cui Jason Lei Howden sembra trovarsi a suo agio, specialmente perché gli permette di sbizzarrirsi con simpatiche soluzioni fumettistiche che evidenziano il suo retaggio di esperto di effetti speciali.
C’è tutto in “Guns Akimbo”, ma ogni cosa è declinata nella sua versione tanto estrema da risultare improbabile, irrealistica, iperbolica, incredibile, irresistibile. Come Miles, nerd insoddisfatto condannato ad essere vittima perenne di tutti e catapultato improvvisamente al centro dell’azione più rischiosa; con tanto di pistole avvitate alle mani e corse in mezzo alla strada in mutande, vestaglia e pantofole a forma di leone. O Nix, killer per divertimento che non sbaglia un colpo e butta giù tutti nonostante sia esile e minuta. Il tutto accompagnato da battute sarcastiche e faccine da risultare ridicole all’ennesima potenza.
Rapida, ben ritmata ma un po’ ingenua e prevedibile, la trama galoppa verso l’inevitabile conclusione senza farsi problemi. Lo studio dei tempi è un evidente pregio della pellicola, un film consapevole dei suoi limiti che non vuole spingersi oltre quando non serve. L’ora e mezza di durata non lascia cose in sospeso.
Daniel Radcliffe è uno dei punti di forza. Grazie all’esuberanza con cui indossa un ruolo tanto atipico in una pellicola lontana anni luce dai blockbuster a cui siamo abituati. Ma aver partecipato a questo film è una scelta coerente con il percorso artistico atipico che l’attore ha deciso di seguire, lontano dalla Hollywood che conta.
Pur nel suo esplicito intento spensierato, “Guns Akimbo” ha comunque un sotto testo critico verso la società moderna. Il successo di un gioco come Skizm e il fatto che ciò sia la cosa più realistica del film è una chiara evidenza di cosa si voglia sottolineare. La gente comune, ormai si rispecchia quasi esclusivamente con il mondo del web e la pazzia ormai è diventata la normalità. Il film ci mostra a che punto siamo arrivati senza volersi redimere minimamente per questo estremismo che siamo portati a fare o vedere, come lo stesso protagonista che non cerca alcun riscatto se non quello di essere il più bravo a prendere in giro gli altri nelle community in rete. Aspetti che il film mostra in tutta la loro pochezza.
“Guns Akimbo” non si può definire un capolavoro per via di alcune incoerenze nella trama o per meglio dire nello sviluppo; ma il film sbalordisce più di quanto ci si possa aspettare.
Una visione iperviolenta del mondo che potrebbe arrivare, dove sangue e pistole sono la nuova legge.
Negli anni novanta c’era il Fight club e non si doveva parlare del Fight club…adesso c’è Skizm ed è rigorosamente obbligatorio diffondere la sua preghiera.

FABIO BUCCOLINI


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