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Guterres(Onu) li giudica positivi per l'intera regione i passi in avanti di Etiopia e Eritrea

Creato il 21 giugno 2018 da Marianna06
  Immagine correlata    (foto tratta dal web)   Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres (foto in alto), ha accolto con favore i passi in avanti compiuti dall'Etiopia e dall'Eritrea verso la normalizzazione delle loro relazioni bilaterali. In una nota diffusa oggi dal suo ufficio, Guterres ha lodato gli sforzi compiuti dai leader di entrambi i paesi per raggiungere “una pace sostenibile e relazioni di buon vicinato che, a loro volta, avranno ripercussioni positive sull'intera regione del Corno d'Africa”. Il segretario generale ha anche espresso la sua disponibilità a fornire tutto il supporto possibile per contribuire all'avanzamento e al consolidamento del processo di normalizzazione dei rapporti tra Etiopia ed Eritrea. Ieri il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha ringraziato il presidente eritreo Isaias Afewerki per la sua disponibilità ad inviare una delegazione ad Addis Abeba per un “impegno costruttivo” con l’Etiopia, in risposta al suo invito alla pace e alla riconciliazione tra i due paesi. L’annuncio del presidente eritreo è giunto in occasione delle celebrazioni annuali della Giornata dei martiri eritrei.
Lo scorso 5 giugno il Fronte democratico rivoluzionario popolare dell'Etiopia (Eprdf), la coalizione al potere nel paese, ha annunciato la storica decisione di dare attuazione all’accordo di pace con l’Eritrea, siglato ad Algeri il 12 dicembre 2000 ma da allora mai in vigore, che pose fine al conflitto fra i due paesi scoppiato nel 1998. Dopo gli accordi di Algeri del 2000, Etiopia ed Eritrea hanno acconsentito all’istituzione di una commissione incaricata di stabilire il confine tra i due paesi, allo scopo di porre definitivamente fine alle ostilità sulla base di quanto concordato con il cessate il fuoco del 18 luglio 2000 e permettere il rimpatrio dei prigionieri di guerra. Meno di due anni dopo la firma degli accordi tra l’allora primo ministro Meles Zenawi e il presidente Isaias Afewerki, la Commissione per la delimitazione assegnò i contesi territori di Badme all'Eritrea. Tuttavia tale risoluzione fu respinta dal governo etiope, che non ha a tutt'oggi ritirato il suo esercito dalla città e da allora si sono susseguiti numerosi episodi di tensione al confine.
Da tempo Eritrea e Etiopia stanno anche combattendo una guerra “nascosta” in Somalia, dove Asmara è stata accusata di sostenere i ribelli jihadisti di al Shabaab che continuano ad attaccare le forze di pace africane di cui fa parte l’Etiopia. La rivalità fra Etiopia ed Eritrea ebbe inizio alla fine della seconda guerra mondiale, quando le Nazioni Unite stabilirono che l'Eritrea (colonia italiana in seguito occupata dai britannici) fosse federata con l'Etiopia, mantenendo la propria autonomia. Gradualmente il governo di Addis Abeba trasformò la federazione in una vera e propria annessione, che ebbe effettivamente luogo nel 1962. Da allora seguirono 30 anni di conflitto che si concluse nel 1991, quando il Fronte di liberazione del popolo eritreo (Fple) guidato dall’attuale presidente Isaias Afewerki condusse il paese all’indipendenza dall’Etiopia. (Fonte Agenzia Nova)      

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