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“Habemus Papam” dimissionarium! L’abdicazione di Benedetto XVI alla luce del “profeta” Nanni Moretti

Creato il 11 febbraio 2013 da Onesto_e_spietato @OnestoeSpietato

habemus papam

“Sono stato scelto, ma questo invece che donarmi forza e consapevolezza, mi schiaccia e mi confonde ancora di più. In questo momento la Chiesa ha bisogno di una guida che abbia la forza di portare grandi cambiamenti, che cerchi l’incontro con tutti. Chiedo perdono al Signore per quello che sto per fare e non so se Lui potrà perdonarmi. Io però devo parlare a Lui e a voi con sincerità. Purtroppo ho capito di non essere in grado di sostenere il ruolo che mi è stato affidato. La guida di cui avete bisogno non sono io”.

Queste le parole pronunciate dal Papa dimissionario, Benedetto XVI? Sembrano. Ma non sono. Sono bensì quelle del (non) Papa Melville (Michel Piccoli) dello splendido Habemus Papam di Nanni Moretti. Parole che però sono così simili a quelle realmente pronunciate poche ore fa da Joseph Ratzinger:

Nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro. Chiedo perdono per tutti i miei difetti”.

I due discorsi sono molto somiglianti, tanto che, con malignità e ironia, il secondo sembra ispirarsi al primo! Ma se il primo avveniva nell’ “immaginazione” del cinema, il secondo è una (triste) realtà che ricoprirà profonda valenza storica e porterà grosse ripercussioni a livello globale.

Il sentimento di fondo è però il medesimo: rispetto e compassione per una scelta così importante. Un gesto di straordinaria umanità e sincerità, di un Papa che è prima “uomo” e poi “eletto”. Un gesto sto(r)ico ed “eroico”, che fa onore e lode, che nella debolezza da cui scaturisce è invece sintomo di audace forza morale.

Nanni Moretti nuovo profeta? Altro che i Maya!

:D

Ora la domanda è: se si è avverato questo primo “oracolo”, così sarà anche per il finale de Il Caimano? Ovvero la condanna in tribunale di Silvio Berlusconi si tramuterà in realtà? Per i più ottimisti non c’è uno senza due! Ma se il primo già rasentava l’impossibile, il secondo pare esserlo ancor di più (Benigni già si pronunciò sulla “rivalità” tra Silvio e Dio. Le vie del Signore sono finite diceva il grande Massimo Troisi. Chissà… magari Moretti fa ambo e si scopre pure detentore di poteri taumaturgici…


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