Ecco Michael Meyers, che per gli autori del libro è "l'arcano spettro delle più basilari paure, sorto alla fine dell'infanzia e destinato a perseguire l'età adulta, nemesi della purezza e del suo inevitabile declino, nume non tutelare ma persecutorio di una Famiglia che cova in sé il Mostro e lo vede insorgere e risorgere con una determinazione assassina capace di nutrire il suo stesso Mito", Michael Meyers, dicevo, è l'ennesima figura consumata eppure ancora viva nel cinema di oggi, la dimostrazione di quanto le forme e i racconti odierni siano incapaci di generare partecipazione. Michael Meyer, quindi, è una buccia di banana pure lui, una delle tante su cui continuiamo a scivolare, incapaci di rialzarci e di andare alla ricerca di nuove banane. Per il momento la dispensa è ancora fornita.
Ecco Michael Meyers, che per gli autori del libro è "l'arcano spettro delle più basilari paure, sorto alla fine dell'infanzia e destinato a perseguire l'età adulta, nemesi della purezza e del suo inevitabile declino, nume non tutelare ma persecutorio di una Famiglia che cova in sé il Mostro e lo vede insorgere e risorgere con una determinazione assassina capace di nutrire il suo stesso Mito", Michael Meyers, dicevo, è l'ennesima figura consumata eppure ancora viva nel cinema di oggi, la dimostrazione di quanto le forme e i racconti odierni siano incapaci di generare partecipazione. Michael Meyer, quindi, è una buccia di banana pure lui, una delle tante su cui continuiamo a scivolare, incapaci di rialzarci e di andare alla ricerca di nuove banane. Per il momento la dispensa è ancora fornita.