Hatta Pools: acqua cristallina e canyoning in Oman

Creato il 02 febbraio 2015 da Elisa Pasqualetto @LizAu87

Alle Hatta Pools  ci sono capitata quasi per caso, questa è la fortuna di conoscere qualcuno del posto che possa farti scoprire posti che altrimenti non avresti l’opportunità di vedere. Avrei pensato tutto, ma non di arrivare a fare canyonig in Oman e per giunta senza un minimo di attrezzatura, proprio al naturale, ma devo direi che, dolori alle piante dei piedi a parte, rifarei tutto così com’è stato. 

Raggiungere le Hatta Pools non è esattamente un gioco da ragazzi, distano più o meno un’ora e mezza  da Dubai, una volta passato il confine ed entrati nello stato dell’Oman il paesaggio non è più desertico, ma roccioso, diversamente affascinante e dai colori caldi.

Una volta raggiunte le piscine naturali, un bagno era sicuramente dovuto. La zona delle Hatta Pools è divisa in due parti, a destra negli anni l’acqua e presumo gli enti atmosferici  hanno scavato delle gole naturali dalle incredibili forme, uno dei luoghi dove è possibile, appunto, fare canyoning in Oman, ma mi raccomando, portatevi le scarpe adatte! A sinistra, invece, delle vere e proprie piscine, dove l’acqua è estremamente limpida ed in alcuni punti abbastanza profonda da permettere dei salti da quale metro di altezza.

Come ho anticipato, non avevo idea che sarei andata a fare canyoning in Oman, ma alla fine ti trovi lì e anche se non hai le scarpe e l’attrezzatura adatta, qualche rischio decidi di correrlo. Tutto ciò che avevo era il costume da bagno, potete immaginarvi i miei piedi dopo due ore di cammino, all’ora di punta, tra sassi, acqua gelida, e arbusti spinosi… non di certo una passeggiata.

Abbiamo nascosto i vestiti sotto un paio di rocce, ci siamo calati giù nel canyon stando attenti a dove mettere i piedi, nudi, e cercando ogni appiglio possibile per le mani. Saranno stati 4 o 5 metri di altezza, non troppo per scendere a mani nude, sotto, ci aspettava un corso d’acqua, che attingeva dalle piscine poco più in là, e che avremmo percorso a ritroso, fino a trovare un punto dove risultava facile risalire.

L’unico percorso da seguire è quello segnato dall’acqua, poi per il resto si può lasciare libero sfogo alla fantasia e all’ingegno, per cerca di evitare di calpestare rocce troppo appuntite e di confrontarsi con angoli non proprio puliti. Purtroppo bisogna dirlo, non aspettatevi un luogo immacolato, bellissimo e spettacolare per certi versi, ma veramente mal tenuto in alcuni punti, dove la sporcizia è abbastanza diffusa e dove le scritte con pennarelli e bombolette hanno rovinato la bellezza di alcune pareti naturali.

Ad ogni modo, se nel primo tratto di strada, i sassi sotto il letto del fiumicittolo non erano certo un toccasana per le piante dei piedi e il cercare una via d’uscita che non mettesse a rischio la nostra vita poteva rappresentare un problema, una volta arrampicati e tornati in superficie, tornare indietro è stato addirittura più difficoltoso.

Immersa nell’acqua fino alla vita, rapita dal paesaggio circostante, con la voglia di vedere cosa si celasse al di là della curva successiva, non sentivo più di tanto nè la fatica del continuo scendere, salire, nuotare e camminare, anche il dolore sotto i piedi era sopportabile, ma una volta risalita il discorso si è fatto diverso. Fate conto che ormai si era fatta l’una del pomeriggio, il sole era alto e di certo non tirava un venticello refrigerante. I sassi, rossi per la maggior parte, sotto i raggi ormai da ore erano bollenti, e camminarci sopra non era sicuramente uno scherzo, ad aggiungersi a questi piccoli inconvenienti, la presenza di arbusti spinosi che avevano pensato bene di andare a infilare i loro aghi su tutta la pianta del mio piede.

Un consiglio spassionato: fatelo, perchè vale davvero la pena, non ha importanza avere corde, moschettoni, caschetti, il percorso è semplice e per niente pericoloso, ma, per l’amor di Dio, portatevi delle scarpe adatte!


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