Hereafter

Creato il 11 marzo 2011 da Pim

Tre storie. Uno tsunami che travolge cose e persone, da cui si salva una giornalista francese, affermata, affascinante, non senza un carico di visioni fulminee e presenze lattiginose. Un introverso ragazzino londinese privato improvvisamente del fratello gemello cui era legato in modo viscerale. Un giovane operaio di San Francisco che vorrebbe sottrarsi alla facoltà di comunicare con i defunti (“una condanna, non un dono”). Storie che procedono su binari paralleli, ne incrociano altre (la madre tossicodipendente del ragazzino, un’amica occasionale del sensitivo che nasconde un segreto doloroso), finiscono per convergere e ricomporsi. I morti costruiscono percorsi affinché i vivi possano cercarsi, trovarsi.

Va detto subito che Hereafter non è centrato soltanto sulle esperienze del pre-morte, come la maggior parte dei critici ha sbadatamente sostenuto. È un film che racconta la vita fragile di chi resta, la difficile elaborazione del lutto, la necessità di imparare a sopportare il vuoto lasciato dai defunti, la ricerca di un significato da attribuire alle assenze definitive. Eastwood mostra una stupefacente abilità nel non cadere nelle trappole che l’argomento potrebbe tendere, mantenendo un equilibrio intelligente che evita tanto i toni mistici quanto lo scetticismo. Illustra la disperazione e la speranza dei protagonisti ma non prende posizione, lasciando allo spettatore piena libertà di interpretare secondo la propria sensibilità. La sua mano è delicata, anche nelle sequenze emotivamente più intense, la sobrietà (non solo stilistica) magistrale. Forse nel finale il quadro si fa luminoso troppo in fretta, ma la pace soffusa con cui si esce dalla sala non chiude affatto i conti con l’ignoto che ci attende.

Hereafter, di Clint Eastwood, con Matt Damon, Cécile De France, Joy Mohr, Bryce Dallas Howard (Usa, 2010, 129’). In programmazione al Cinema Massimo 3 di Torino il 10 marzo 2011 in v.o.


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