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Hieros Gamos – Sala Casella nei Giardini della Filarmonica Romana – 26 giugno

Creato il 23 giugno 2014 da Giovanni Pirri @gioeco

Ashai Lombardo Arop
Iniziato lo scorso 17 aprile con Amarcord di Luciano Cannito, e proseguito con Comics di Emiliano Pellisari e due coreografie di Aterballetto, il quarto Festival Internazionale della Danza presenta il suo ultimo appuntamento giovedì 26 giugno (ore 20.30, replica nello stesso giorno alle ore 22.30) nella Sala Casella dei Giardini della Filarmonica Romana (via Flaminia 118). Nato dalla felice collaborazione fra Accademia Filarmonica Romana e Teatro Olimpico e da sempre attenta ai nuovi talenti, il festival accoglie il nuovo spettacolo in prima assoluta Hieros Gamos (Sacro vincolo) di Ashai Lombardo Arop, giovane danzatrice, attrice e coreografa italiana di origine africane, vincitrice del premio TAT – Talenti a Teatro organizzato dal Teatro Olimpico.

Affidato ai danzatori della Etno-Contemporary Dance Company, con il violinista Paolo Sullo, la voce di Elena Paparusso, i video di Nicola Formicola e la musica composta ed eseguita da Michele Maione, lo spettacolo prende spunto dal binomio Adamo/Eva fino ad Amore/Psiche di Apuleio e ad Anima/Animus di Jung.

Ashai Lombardo Arop_2

“Dallo yin e lo yang, al lingam e la yoni, fino ad arrivare al Cristo e la Maddalena – racconta Ashai Lombardo Arop – le polarità ierogamiche, l’unione sacra fra mascolino e femminino, sono state al centro della nostra cultura e da essa progressivamente ignorate fino a causare una frattura catastrofica: la conflittualità del nostro secolo tra uomo e donna, che sembrano non comprendersi più. Ma la lotta reale è fra il maschile e il femminile che è all’interno di ogni essere umano e la chiave per ritrovare un equilibrio è la loro riappacificazione. Questa storia di millenni sarà raccontata attraverso l’unico strumento che, forse, può dirci la verità: il corpo, il grande escluso della nostra epoca, ma anche il solo capace di sventare i complotti della mente e gli inganni dell’inconscio”. È quindi attraverso il linguaggio di danze arcaiche e contemporanee, con un particolare sguardo alle danze del Mediterraneo (Mare Nostrum e liquido amnios in cui questi culti sono cresciuti e da cui sono stati partoriti) che si cercherà una soluzione, la ricomposizione dell’uno attraverso le due parti che si dispersero ormai dalla notte dei tempi.

Elemento centrale ed essenziale dello spettacolo sarà la musica di Michele Maione, percussionista e poli-strumentista. Il cuore dei temi melodici sarà affidato al ritmo e alle percussioni del tamburo, simbolo arcaico del ventre materno, cui verranno affiancati violino e voce. La ricerca musicale verterà su un singolare sincretismo, fra il linguaggio musicale classico e quello popolare, quest’ultimo prendendo spunto dalle tradizioni di sud Italia, Medio Oriente e Africa nera, cui verranno affiancate sequenze di musica elettronica.

Biglietti: posto unico 15 euro.

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