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Ho nostalgia del linguaggio pesante e duro dei miei scritti. Lì la sincerità è totale, ha un senso e una levatura completamente diversi da quella psicologica, Emanuele Severino “Il mio ricordo degli eterni”. Autobiografia

Creato il 31 ottobre 2017 da Paolo Ferrario @PFerrario

Ho nostalgia del linguaggio pesante e duro dei miei scritti. Lì la sincerità è totale, ha un senso e una levatura completamente diversi da quella psicologica. Indicano ciò che sta più in alto. Possono essere pesanti e duri finchè si vuole, ma il loro contenuto non abbassa la testa di fronte a niente e nessuno; e quindi salva il linguaggio da cui è indicato, come una nave che porta con sé le alghe che le si sono attaccate alla chiglia. C’è chi può ridere delle alghe, ma le vele della nave ridono, di costui, di un riso infinitamente più luminoso (E. Severino “Il mio ricordo degli eterni”. Autobiografia)


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