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Hollywood Icons: le Foto che Crearono i Miti

Creato il 31 luglio 2017 da Dietrolequinte @DlqMagazine

C'è stato un tempo in cui Hollywood concorreva con Omero e Virgilio.

Nel periodo che va più o meno dagli anni '20 agli anni '60 del Novecento (prima cioè che la TV inondasse di quotidianità la già stantìa quotidianità della gente), nelle colline di Los Angeles si creavano miti che, a differenza di ciò che avveniva nell'antica Grecia e nell'imperiale Roma, non erano un tentativo di spiegazione del mondo imperniato su basi anti-scientifiche.

Le major cinematografiche vendevano sogni di celluloide costruendoli a tavolino con metodi industriali. Gli attori in particolare assumevano lo status di divi irraggiungibili attraverso una deificazione che aveva spesso tratti religiosi. Un tributo all'epoca della Golden Hollywood lo celebra il Palazzo delle Esposizioni a Roma ospitando fino al prossimo 17 settembre la mostra itinerante Hollywood Icons, che consta di 161 foto della collezione John Kobal.

Una piccola premessa sulla singolare figura del giornalista e amante di cinema a tutto tondo da cui provengono gli scatti dell'omonima fondazione: gli spezzoni video delle sue interviste e dei suoi documentari sono animati da un fervore e da una passione fanciullesca che ne fanno rimpiangere la prematura scomparsa avvenuta a soli 51 anni. La sua ricerca delle foto d'epoca ha preso i connotati di critica del cinema quando egli ha contattato i vecchi fotografi autori di quegli scatti rivalutando il loro artigianato in arte. E così Hollywood Icons oltre a celebrare gran parte delle stelle che animarono quegli anni è al contempo un sentito omaggio ai lavoratori indefessi senza i quali attori normali sarebbero rimasti tali.

Nell'elegante atrio del Palazzo delle Esposizioni è sin da subito possibile vedere uno dei volti più iconici di queste trasformazioni: Rita Hayworth campeggia infatti in una gigantografia tratta dal suo film più famoso Gilda, fumando sensualmente una sigaretta col bocchino. La chioma rossa con la quale turbò i sogni erotici di gran parte dei soldati statunitensi (alla mostra è presente anche il celebre scatto di Life che la ritraeva in intimo su un letto) fu infatti una precisa scelta della produzione che modificò il suo colore naturale di capelli, bruno chiaro. Anche una bellezza atipica e imperfetta come Marlene Dietrich deve molto al lavoro fotografico di Eugene Robert Richee che seppe valorizzarne, attraverso un sapiente uso di luci, i tratti spigolosi e l'androgina indifferenza che emanavano i suoi splendidi occhi.

Hollywood Icons, oltre ad essere una nostalgica carrellata suddivisa cronologicamente di un cinema che ha fornito gran parte delle fondamenta del nostro immaginario visivo, è quindi un campionario di gustosi aneddoti sui segreti che resero tali alcuni divi. Persino l'aurea Greta Garbo faticò all'inizio ad imporsi per via delle misure fuori target per gli standard americani (1.74 metri d'altezza, spalle larghe e freddezza scandinava), ma la svolta avvenne quando il fotografo della MGM Clarence Sinclair Bull valorizzò questa sua rarefazione estetica per renderla irraggiungibilmente bella.

Giova ricordare che in tempi in cui i trailer non avevano l'attuale diffusione e i film venivano guardati soltanto una volta, la foto dell'attore era l'unico appiglio mnemonico e materiale su cui il pubblico poteva contare. Si prenda ad esempio un'altra foto famosa, quella di Marlon Brando in giacca di pelle de Il selvaggio e presente anch'essa alla mostra. Non tutti avevano visto la pellicola, ma essa assurse a simbolo di ribellione giovanile a livello mondiale.

Hollywood Icons non dimentica naturalmente né le star del muto visto che ci sono significativi ritratti di Buster Keaton, dei fratelli Marx e la chicca di Lillian Gish ne Il vento, né le star italiane come Marcello Mastroianni e Sophia Loren.

L'esposizione della fondazione John Kobal funziona per la sua semplicità d'accesso che la rende prezioso cimelio visivo per un pubblico variegato e che saprà cogliere gli elementi vivi di un cinema passato che mai morirà.

Hollywood Icons: le Foto che Crearono i Miti


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