Homeland - Mi fido o non mi fido -

Creato il 28 novembre 2012 da Sgruntreviews
Buongiorno a voi tutti, sono recentemente sopravvissuta all’influenza e tra una medicina e un fazzoletto ho deciso di recuperare Homeland. Non so quanti di voi conoscono questa serie, io (per fortuna) l’ho recuperata da poco, un po’ per insistenza di altri amici dipendenti, un po’ per noia incalzante. Vi confesso che ero riluttante, avevo sentito parlare di questo show agli ultimi Emmy Award (gli Oscar della Televisione) dove sia i due protagonisti che la serie hanno vinto l’ambita statuetta, scansando il pluripremiato Mad Man. Molti promo e recensioni lo definivano una Spy-story e a me il genere piace solo sul grande schermo (perché ha i “fondi” per essere realizzato) e questo è vero per metà, poiché siamo di fronte a una serie che non si limita alla caccia alla spia (come il secondo titolo ci suggerisce), ma anche ad altri espedienti dremmaturgici.
Per chi non conosce la storia, la trama parla di Nicholas Brody (Damian Lewis), un sergente dei Marine che scompare in Iraq durante una missione, che dopo otto anni viene trovato durante un bliz e riportato in patria. Una volta rientrato la sua vita riempie i media e l’intera nazione lo associa all’eroe americano per eccellenza, dandogli grande visibilità e riconoscimenti. L’unica a non crede interamente alla sua storia è Carrie Mathison (Claire Danes), un'analista della CIA (più specificatamente dell’Homeland Security, la sezione antiterrorismo della CIA) convinta per via di una soffiata, che il sergente Brody stia nascondendo altre verità e che sia affiliato ad Al-Qaeda per complottare contro l’America. Le teorie di Carrie si scontrano con i suoi superiori e con i comportamenti dello stesso sergente, questa farà tutto ciò che le è possibile per smascherarlo.
 (promo prima stagione) La sceneggiatura la si può definire come una Thriller-Psicologico ambientato nell’America del dopo 11 settembre, chi la produce è Showtime (che è un altro canale della CBS) ed attualmente è alla seconda stagione, io la prima me la sono divorata in due giorni (12 puntate da 50 minuti circa) ed è stato amore a prima vista. Ogni puntata racchiude in sé una bellezza unica, ricca di suspense, bei dialoghi, inquadrature con questa fotografia abbastanza fredda e un gran lavoro degli attori visibilissimo nei primi piani. Quindi, tante idee e creatività per un nuovo genere sul piccolo schermo. L’atmosfera è dinamica e appassionante, in cui il labirinto dell’intrigo si gioca sui i due personaggi che sono dettagliati per potersi muovere con assoluta facilità su più livelli emotivi del film dando luogo a puntate con trame dense di scolpi di scena e cambi di posizione.
Carrie Mathison è paranoica, stacanovista, istintiva e questo è associabile anche alla sua bipolarità (elemento che influenza molto il personaggio), che insieme alla grande dedizione che ha per il suo lavoro la rende sempre in un'altra posizione rispetto ai suoi colleghi. Nicholas Brody è imperscrutabile, perloppiù calmo, combatte i suoi demoni durante gli incubi notturni e lo vediamo essere se stesso (o quasi) quando si chiude nel garage o è da solo in casa, ha dei piani e dei progetti che riusciamo a cogliere dal suo non esporsi, ma l’ambiguità è uno delle sue peculiarità. Davanti ai riflettori sfoggia grandi sorrisi e discorsi, che prepara in maniera attenta ma da cui non tutti colgono il vero significato delle sue parole. Lo chiamano “eroe”, ma in fondo sa di non essere adatto a quell’uniforme e ci trasmette tutta la sua insicurezza e vulnerabilità di fronte agli eventi.
Per chi non l’ha vista, credetemi, ve la consiglio caldamente, tutta la serie è associabile ad una grande partita a scacchi dove i sentimenti quali fiducia e realtà, decidono il destino dei due personaggi. Amerete il modo contorto di Carrie nel seguire la sua ossessione, a volte l’appoggerete altre volte vorreste prenderla a calci! Cercherete di capire l’agente Brody, chi è veramente? Traditore oppure eroe? Ma sarà l’uomo a conquistarvi. È un telefilm che prende solo le radici del “gioco delle spie” mentre è più interessata ad incentrarlo su due persone e con un legame contorto tra amore e odio che sono dedite a un preciso obiettivo; di mezzo ci sono proprio gli spettatori, che sanno ma non troppo, la realtà tramite espedienti quali i flashback e le risposte contrastanti.
La bravura degli autori è dosare il sentimento di fiducia e di sicurezza, quando si è convinti o dell’uno o dell’altro c’è sempre qualcosa che rimette tutto in discussione con il proseguire della storia.
Alla Prossima Settimana!!!

Sherwill


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