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Horizon Zero Dawn The Frozen Wilds: le novità dalla Paris Games Week

Creato il 01 novembre 2017 da Lightman

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Alla Paris Games Week, il team Guerrilla Games ci ha illustrato tutte le caratteristiche di The Frozen Wilds, primo DLC di Horizon Zero Dawn

Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d'avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

L'immaginario imbastito da Horizon: Zero Dawn è troppo vasto ed affascinante per essere contenuto in un solo gioco: Guerrilla Games ha infatti dato vita ad un universo complesso, ricco di possibilità espressive, in cui "orizzonti" brulli e incontaminati sono puntellati da una tecnologia futuristica che stride piacevolmente con la bellezza naturalistica dell'ambiente. Nonostante la vastità della storia principale, il team olandese sembra non aver ancora esaurito tutto il suo potenziale, tramutandosi così in una fucina inesauribile di idee, desiderosa di raccontare ancora altri frammenti del suo mondo " stonepunk" così tanto articolato. The Frozen Wilds, primo e unico DLC di Horizon, nasce proprio dall'intenzione di espandere i confini del setting e donare agli utenti un'avventura inedita, ambientata in terre ostili, immerse nella neve e nel gelo. La nuova area, chiamata The Cut, spalanca le proprie porte nell'estremo nord della mappa: il panorama è glaciale, ricoperto da una spessa coltre di nevischio.

La palette cromatica, in cui predominano i colori freddi e spenti, è rinvigorita in lontananza dal rossore di un gigantesco vulcano in eruzione: il contrasto visivo che si crea è poderoso, e grazie alla saturazione dell'HDR rasenta persino il prodigio. The Frozen Wilds riconferma la grande verve artistica di Guerrilla Games, in grado di dar forma ad un ambiente abbastanza differente da quello del gioco base, eppure al contempo ugualmente avvolgente e magnetico. Questo contenuto aggiuntivo, giocabile unicamente se si possiede anche l'opera originale, si situa - narrativamente - a circa un terzo della storyline principale: una nuova quest porterà la nostra Aloy ad indagare sull'identità di un misterioso " Deamon", che pare possegga un'incredibile influenza sulle macchine. La sua indagine la condurrà tra la tribù dei Banuk, nomadi abituati al freddo ed al pericolo: una volta messo piede nell'accampamento ci si rende conto di come la loro sedentarietà sia diversa da quella degli altri popoli. A stabili costruzioni si sostituiscono infatti tende di fortuna e ripari improvvisati, sintomatici di uno stile di vita sempre in movimento. La loro architettura primitiva ci dà inoltre la misura dello stato di costante precarietà in cui vive la tribù, nonché dell'alto livello di pericolosità del The Cut. Come al solito, Guerrilla è riuscita a caratterizzare con pochi, ma importanti dettagli la "cultura" e le tradizioni di questo popolo: muovendosi nell'insediamento, è facile restare incantati, ad esempio, dalle tecniche di lavaggio dei vestiti, immersi in un laghetto sulfureo, che pian piano si riempie di tante piccole macchie multicolore, creando a schermo un effetto davvero ammirevole.
Lo studio non si è limitato soltanto a delineare, in ogni minimo particolare, gli usi ed i costumi dei Banuk, ma ha anche perfezionato gli aspetti più ruvidi dell'avventura originale. Nei dialoghi, quindi, le espressioni facciali hanno subito lievi limature, così come la gestione delle inquadrature e della telecamera, ora più fluida e meno grossolana. Ed ancora, la rinnovata gestione della neve contribuisce a rendere l'esplorazione ancora più coinvolgente ed immersiva: insomma, sul versante tecnico-artistico The Frozen Wilds migliora lo spettacolo già ampiamente apprezzato nel gioco base.

Tuttavia, il DLC non si limita a rifinire alcuni dettagli di natura grafica, ma aggiunge anche una corposa dose di novità in termini prettamente ludici. Questa mini-avventura di Aloy si svilupperà nell'arco di circa quindici ore, presentandoci sia una storyline primaria, sia il solito novero di sotto trame secondarie. Fanno capolino quindi nuovi personaggi e mercanti, il cui unico intento sarà quello di fornirci sempre più incarichi e ricompense. Non mancheranno insomma nuove armi, modifiche e costumi per Aloy, distribuiti lungo un sistema di crescita che completa quello presente nella versione base. L'albero dei talenti della protagonista vede infatti l'introduzione di un quarto ramo, denominato Traveller: si tratta di una serie di skill che permette di apprendere nuove abilità o potenziamenti, tra cui l'aumento dello spazio disponibile per le scorte, la facoltà di disassemblare i materiali e la capacità di attaccare un avversario quando si è in groppa ad una cavalcatura, assalendolo con un balzo coreografico e dannoso. E se l'avanzamento si mantiene sempre identico a quello originale, attraverso un mix ben riuscito di esplorazione, caccia e combattimento, a donare al DLC una propria personalità ci pensa l'inserimento di nuove aree, nemici e strumenti offensivi. Vagando nel nevischio, Aloy può imbattersi anche nelle cosiddette " Control Tower", ossia enormi strutture meccaniche che presidiano una specifica porzione di territorio. Il loro campo d'azione, da disattivare il più in fretta possibile, copre un raggio molto ampio: sotto la loro influenza le macchine circostanti diventano quindi più forti, e possono persino essere riparate. Mostrandoci soltanto da lontano queste torri artificiali, Guerrilla Games ci ha confermato che la loro presenza svolgerà un ruolo centrale nell'economia narrativa di The Frozen Wilds, senza però fornirci ulteriori dettagli su come sia possibile distruggerle.
Dopo essersi allontanata da una Control Tower, Aloy si orienta quindi verso un punto distante della mappa, dove un "Collolungo" è completamente paralizzato dal ghiaccio: nella versione definitiva, sembra che la nostra eroina sia costretta a trovare un modo per liberare la creatura, così da poter proseguire lungo l'avventura. Già da questi primi secondi di gioco si intuisce come The Frozen Wilds, tenendo fede al suo nome, cerchi di proporre un'esperienza maggiormente "hardcore", catapultando il giocatore all'interno di un luogo del tutto inospitale, popolato da nuove, terrificanti bestie di metallo.

Tra queste, il team ha preferito palesarci soltanto il Sorcher, quadrupede ferino, aggressivo ed estremamente pericoloso, in grado di lanciare un gran numero di mine dalle sue spalle. Per fronteggiarlo, Aloy è stata dotata di un'arma inedita, lo Stormslinger, le cui scariche si sono rivelate parecchio utili contro l'aggressore. E questo è solo l'inizio di un'espansione che, nelle ambizioni di Guerilla, intende conservare e finanche incrementare l'altissima qualità, contenutistica, artistica e ludica di Horizon: Zero Dawn.

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