Hortus Urbis: nuovi appuntamenti e sostegno popolare

Da Ortoweblog

Nel Comune di Roma il 68% del territorio è non costruito. Questo “vuoto” è dato dal paesaggio, il famoso “agro romano” che purtroppo in 10 anni ha perso oltre il 20% di superficie, e dallo spazio pubblico, il cui grado di cura è conosciuta da ognuno di noi nella sua esperienza quotidiana. Il risultato è l’abbandono. Molti cittadini romani davanti a questa situazione e all’inerzia delle istituzioni si sono rimboccati le maniche facendo.

Zappata Romana è una mappa degli orti e giardini condivisi on line. La mappa censisce orti condivisi, giardini condivisi e giardini spot (la cosiddetta guerriglia gardening) a Roma. È una mappa basata su icone, per ogni icona una finestra con una foto, una descrizione e un riferimento. Dal 2010 sul sito di Zappata Romana (www.zappataromana.net) e grazie ai social network (Facebook, Twitter, Instagram) abbiamo raccontato le storie di questi cittadini che fanno, mettendo a disposizione gli strumenti per fare. Il messaggio che abbiamo cercato di veicolare è uno, “si può fare”. Tutto ciò è possibile grazie all’articolo 118 della costituzione: la sussidiarietà.

A Roma vi sono oltre 200 orti e giardini condivisi (aggiornamento 2016), luoghi di cittadinanza attiva, dove si restituiscono spazi abbandonati a tutta la cittadinanza e si risponde ai bisogni dei cittadini: autoconsumo, cura del verde, rapporto con la natura, costruzione di relazioni, ecc.
La mappa ha reso una realtà frammentata (i molti orti e giardini condivisi) un paesaggio coerente con una differente e nuova coscienza urbana. Questi luoghi sono preziosi perché sono beni comuni. Beni comuni che generano altri beni comuni: partecipazione, socializzazione, relazioni intergenerazionali, cura dell’ambiente, scambio di saperi, recupero di tradizioni, cultura, ecc.

A seguito di questa esperienza dal 2012 abbiamo avviato l’Hortus Urbis (www.hortusurbis.it), un orto didattico condiviso con piante selezionate fra quelle utilizzate ai tempi dell’antica Roma che tutte le domeniche da marzo a giugno e da settembre a novembre vede l’organizzazione di laboratori per bambini.

La gestione dell’Hortus Urbis è affidata a volontari che curano uno spazio pubblico aperto a tutti nella magnifica cornice del Parco dell’Appia Antica. Questo spazio pubblico non riceve finanziamenti di sorta.

Il progetto è stato condiviso con il Parco dell’Appia Antica e questo rapporto ha permesso di sperimentare una collaborazione tra istituzioni e società civile che non abbiamo riscontrato in molti progetti a Roma dove Municipi e Comune hanno come obiettivo prioritario quello di scaricare la manutenzione di proprietà pubbliche sui cittadini senza necessariamente creare innovazione sociale.

Se non ora quando? Oggi dopo Mafia Capitale, lo scioglimento del consiglio comunale e l’esperienza commissariale con le nuove elezioni ci auspichiamo che si ridisegni una città diversa, più innovativa, più giusta, più bella.
E’ tempo perché a Roma si parli di spazi di innovazione sociale, beni comuni e pratiche collaborative. Una storia che si può scrivere solo tutti insieme per rispondere a domande semplici. Come utilizzare le tante energie positive presenti a Roma per il bene comune? Come avviare pratiche collaborative tra amministrazione, cittadini e privati?

In attesa che la politica si muova continuiamo a far da soli.

Per l’Hortus Urbis abbiamo deciso di partecipare a un bando di Aviva Community Fund per attivare un finanziamento dal basso.
La procedura dell’Aviva Community Fund prevede che vi sia una fase di votazioni sul web per i progetti selezionati e poi un vaglio di quelli più votati da parte di una giuria.
Il progetto Hortus Urbis è stato accettato da oggi, 18 febbraio inizia la fase di votazione aperta a tutti che termina l’8 marzo.
È importante raggiungere più voti possibile.
Per chi ci volesse aiutare ecco il link diretto al progetto: https://community-fund-italia.aviva.com/voting/progetto/vista/14. Nella pagina del link, ci si registra con una email e una password, e si hanno 10 voti a disposizione da assegnare.

Il 20 marzo partiranno i laboratori per bambini che proseguiranno fino a giugno, mentre in questi mesi si sistema l’orto coinvolgendo i cittadini. Dopo i corsi di cesteria e giardinaggio, sabato 27 marzo vi sarà il corso popolare sulle potature degli alberi da frutto e ornamentali a partecipazione gratuita e successivamente un appuntamento sulle potature delle rose.

Due iniziative che mirano a condividere i saperi presenti nelle eccellenze della nostra città (saranno coinvolti i tecnici giardinieri dell’Orto Botanico e del Roseto Comunale) rendendoli questi saperi accessibili a tutti per aumentare la sensibilità verso l’ambiente e avvicinare Istituzioni e cittadini.


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