Magazine Cinema

How to make it in America, 5 motivi per amare la serie di Ian Edelman

Creato il 28 febbraio 2014 da Oggialcinemanet @oggialcinema

How to make it in America, 5 motivi per amare la serie di Ian Edelman

28 febbraio 2014 • Serie TV, Vetrina Cinema, Vita da Cult

5 motivi per cui amare How To Make It in America

How To Make It In America è una serie tv che è stata trasmessa dal prolifico canale della HBO (quello di True Blood, Game of Thrones, Girls e Looking). Conclusasi già nel 2011 dopo due stagioni, la serie è tutt’ora inedita in Italia e forse poche persone sono a conoscenza dell’esistenza di questo piccolo gioiello seriale. Prodotta dall’attore Mark Wahlberg, la serie racconta la vita di due trentenni scapestrati, Ben Epstein (Bryan Greenberg) e Cam Caldero (Victor Rasuk), e dei loro tentativi di sfondare nel mondo della moda newyorkese.

Gli intoppi non mancano e i due ragazzi, legati da un forte senso di amicizia e rispetto, dovranno sfruttare tutte le loro conoscenze per realizzare il sogno nel cassetto. Ad aiutarli ci sarà Renee, il cugino dal sapore malavitoso di Cam, mentre l’attrice Lake Bell, sarà l’interesse amoroso di Ben, interpretato da un bravissimo ed alquanto convincente Bryan Greenberg. Ottima musica, una sceneggiatura fluida e ben congeniata, il tutto condito con delle riprese mozzafiato della città di New York, che hanno strasformato questa serie in un piccolo cult della serialità moderna. How to make it in America quindi è lo show televisivo che non ti aspetti; ma come mai le vicende di Ben e Cam risultano essere così convincenti? Perché questa è un serie che crede nell’onestà dei valori come l’amore e l’amicizia. How to Make it In America è una serie quindi dalle tante chiavi di lettura, ma quali sono dunque i 5 motivi che a prescindere ti fanno amare questa irriverente dramedy televisiva?

Tutto il “folle” cast della serie tv

5. La vicenda. Solo un canale come la HBO, poteva rendere interessante e soprattutto molto attuale, una storia già ampiamente sfruttata sia in tv che al cinema. La vicenda calata nella poetica del network, con l’aggiunta di battute graffianti e mai banali, e con dei personaggi a tutto tonto, riesce ad emozionare episodio dopo episodio.

4.I risvolti romantici. Non c’era solo la corsa al successo ed all’affermazione, ma How to Make It In America era molto attenta anche ai risvolti romantici. Non solo per la storia d’amore anti-convenzionale tra Ben e Rachel, ma per lo stesso rapporto tra Ben e Cam. I sentimenti erano raccontati in maniera reale, senza peli sulla lingua ed avulsi da pallidi clichè.

3.Il sogno americano. Punto focale della serie,  era proprio la voglia di realizzare quel sogno nel cassetto (che quasi stava facendo la muffa). Se i due protagonisti dopo tante peripezie hanno raggiunto il loro obbiettivo, il tutto è stato raccontato in maniera cruda e reale, senza falsi moralismi e trovate stucchevoli, perché per raggiungere quel sogno la strada è tutta in salita.

2. Il look dei protagonisti. Hipster, stravaganti ma tanto alla moda. Ben e Cam sfoggiano un look invidiabile: magliette consunte, jeans attillanti ma non troppo, scarpe invidiabili ed un soprabito da vero ragazzo di strada. Il punto della serie era anche il look, tanto per stare a focalizzare l’attenzione sulle reali intenzioni della tematica show.

1.Il lieto fine. Poche sono le serie tv che quando arrivano a conclusione, convincono lo spettatore più fedele. How To Make it In America si è conclusa forse troppo prematuramente, eppure il finale non è amaro anzi è molto agrodolce. Non solo fa capire come i nostri protagonisti finalmente hanno raggiunto il loro scopo ultimo, ma è simbolo che ognuno di noi, se ha le giuste qualità, può farcela e farsi strada in un mondo competitivo e dove vige la legge del più forse. Il finale di serie infatti è un faro di speranza per tutti i giovani che lottano quotidianamente per affermarsi nel mondo del lavoro.

di Carlo Lanna per Oggi alcinema.net

Bryan GreenbergHow To Make It In AmericaIan EdelmanLake BellMark Wahlbergserie tv HBOVictor Rasuk


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :