"Pronto, 'povna, sono Bigas Luna, scusa se ti disturbo".
"Figurati, Bigas, che piacere sentirti!" - replica la 'povna sporgendo ancora di più il busto fuori dalla finestra, cercando così di venire a capo, con decennale pratica, della scarsità di campo telefonico della sua casa.
"Ti chiamavo per darti una notizia che ti lascerà entusiasta: tra dieci giorni (e aspettando l'uscita dell'ultimo) al cinema figo della città della stazione nota faranno una maratona di Harry Potter: tutti e sette, dal pomeriggio fino a notte, spalmati su tre giorni e in inglese".
La 'povna, in equilibrio precario, deglutisce senza profferire verbo, lo sguardo già perso verso l'infinito.
"E... aspetta!" - continua Bigas imperterrito - "come sai l'evento è organizzato dalla fidanzata di Telemaco, l'ho già chiamata per avvertirla e mi ha detto che, se sei d'accordo, ti lascia in cassa un ingresso stampa per tutti e tre i giorni, ovviamente a tuo nome".
"Questo è un sogno, Bigas; non so che cosa dire e nemmeno come ringraziarti".
"Ci mancherebbe, 'povna: noi ci vediamo comunque domani per parlare di Neverland, e poi buona visione!".
Forte di questo premio che l'attendeva scintillante, la 'povna ha affrontato la settimana della commissione tosta (ma anche la causa Jarndyce vs Jardyce, l'altro mondo di Neverland e delle tesi di laurea, le telefonate ultra-scolastiche delle mille esigenze) con rinnovato ardore. E giovedì scorso, dopo avere infine consegnato tutti i modelli al provveditorato e in vicepresidenza (e essere stata mandare a fare in culo dalla collega VogliadiLavorare in diretta), è salita in corsa sul primo treno utile, e si è lanciata a grandi passi verso il maghetto del suo cuore.
Ovviamente, si era organizzata in modo che non le rompessero le palle: a scuola, aveva detto che era nell'altro mondo, dove invece aveva segnato quelle tre date come off-limit adducendo imprecisati impegni presi da lungo tempo e improrogabili, che la chiamavano forzatamente altrove. Inoltre, per essere sicura di non farsi tentare da nessuna emergenza, si era scelta tre giorni di ferie.
Preso posto dunque sui velluti ocra di uno dei cinema più antichi e più belli, la 'povna ha atteso trepidante che si spegnessero le luci, e poi si è affidata all'identificazione romanzesca, ha attraversato il Binario 9 e 3/4 e ha trascorso otto ore circa (dalle quattro a mezzanotte) in compagnia di Erbologia, Quidditch, Trasfigurazione, Difesa contro le Arti Oscure e Incantesimi, dimenticando con grazia la prosa di questo mondo di Babbani.
Al termine dello spettacolo, si è alzata barcollante e ubriaca di pellicola e - mentre tornava a casa nella calura scura della notte - ha pensato che vederli così di seguito, e nella lingua originale degli angeli, è un'esperienza che vale la pena di vivere; e che le aveva, anche in termini di adattamenti e analisi, fatto riconsiderare un po' di cose. Nello specifico, conferma che per lei la classifica dei migliori registi recita, in quest'ordine: Cuarón, Newell, Yates, Columbus. Che Philosopher's Stone e Chambers of Secrets sono un po' noiosi, ma filologicamente perfetti. E che alcuni degli aggiustamenti di Order of the Phoenix e Half-Blood Prince restano comunque gratuiti.
Per il giudizio definitivo sui Deathly Hallows aspetta invece, impaziente, il pomeriggio di domani.