I 150 anni di Alice

Da Virginia Less

Un giorno Alice arrivò a un bivio sulla strada e vide lo
Stregatto sull’albero.
“Che strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda:
“Dove vuoi andare?”
“Non lo so”, rispose Alice.
“Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza”.

Alice’s Adventures in Wonderland fu pubblicato  nel 1685. L’anno della “celebrazione” volge ormai al termine,  noi nonne siamo informate. Nell’immaginario collettivo Alice si è fissata in modo indelebile con l’aspetto prescelto dalla Disney: bionda e con l’abitino azzurro. Di  trasposizioni cinematografiche in verità ne  ha collezionate ben 26, nessuna altrettanto famosa. E anche   il libro di Lewis Carroll credo sia noto ai più nell’edizione ridotta, illustrata con le immagini del cartoon.

Era invece  una  bambina vera: Alice Pleasance Liddell, figlia del rettore di Oxford,  che ascoltò insieme alle sorelline la  versione orale della storia durante una gita in barca sul Tamigi. Le piacque tanto  che chiese a Charles Lutwidge Dodgson, reverendo e professore di matematica, di metterla per iscritto.

L’edizione integrale del libro contiene sì  le avventure della saggia ragazzina vittoriana alle prese con il bianconiglio, il cappellaio matto, il leprotto bisestile e la terribile regina di cuori, ma è molto più di una favola. Complicata e a tratti criptica, ricca di versi in rima, non sense, giochi logici e linguistici. E implica   questioni scientifiche di notevole spessore: dalla caduta libera nel vuoto all’inversione speculare, dalla quarta dimensione dello spazio alla struttura molecolare. Qui un link per farvene un’idea: http://areeweb.polito.it/didattica/polymath/htmlS/Interventi/Articoli/Alice/Alice.htm

Tutti i nostri nipoti conoscono la storia di Alice… Ma l’occasione si presta a riprenderla: in modi diversi a secondo dell’età, naturalmente.  Leggere/rileggere con loro qualche episodio, cercare in rete notizie, curiosità, aforismi (ce ne sono molti), può essere simpatico e coinvolgente.


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