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I campanelli d'allarme segnalano il rischio di estinzione per l'asino selvatico africano.

Da Hugor @msdiaz61

L'asino selvatico africano (Equus africanus) è un mammifero perissodattilo appartenente alla famiglia degli Equidi. Si ritiene sia il diretto antenato dell'asino domestico (Equus africanus asinus) e proprio per questo motivo viene attualmente classificato all'interno della stessa specie.

Vive nei deserti e in altre regioni aride dell'Africa nord-orientale, in Eritrea, Etiopia e Somalia; in passato occupava un areale molto più vasto che comprendeva anche Sudan, Egitto e Libia. Allo stato selvatico ne rimangono solamente 570 esemplari.

Habitat

I campanelli d'allarme segnalano il rischio di estinzione per l'asino selvatico africano.

Gli asini selvatici africani sono ben adattati a vivere in ambienti desertici o semi-desertici. Il loro apparato digerente è molto resistente ed è in grado di sminuzzare anche i vegetali più coriacei. Inoltre possono resistere senz'acqua per lunghi periodi di tempo. Le grandi orecchie, oltre ad essere un eccellente organo dell'udito, giocano un importante ruolo nel raffreddamento corporeo. A causa della scarsità di vegetazione questi Equidi sono costretti a vivere separati gli uni dagli altri (tranne le madri e i piccoli), diversamente da quanto accade nei cavalli selvatici. Emettono un raglio assordante (udibile persino a 3 km di distanza) che permette ai vari esemplari di tenersi in contatto anche nella vasta desolazione del deserto.

I campanelli d'allarme segnalano il rischio di estinzione per l'asino selvatico africano.

Conservazione
Nonostante la specie Equus africanus non corra alcun rischio di estinzione, data l'abbondanza di esemplari addomesticati (sia asini che burros), le due restanti sottospecie selvatiche si trovano entrambe in pericolo critico. Gli asini selvatici africani sono stati catturati per secoli allo scopo di trasformarli in animali domestici e questa pratica, unita agli incroci tra esemplari selvatici e domestici, ha portato a un notevole declino nella popolazione, tanto che al giorno d'oggi ne rimangono in natura solo poche centinaia. Inoltre questi animali vengono cacciati per la carne e per parti del loro corpo utilizzate nella medicina tradizionale sia in Etiopia che in Somalia, dove i recenti disordini civili hanno messo a disposizione della popolazione potenti armi da fuoco. La competizione per i pascoli con il bestiame domestico e la scarsità delle riserve idriche, usate a scopo agricolo, costituiscono anch'esse un ostacolo al futuro di questi animali. Sebbene la specie sia protetta in tutti gli Stati dove vive, le misure di protezione sono difficili da far rispettare. Una popolazione protetta di asino selvatico della Somalia vive nella Riserva Naturale di Yotvata Hai-Bar, in Israele, a nord di Eilat, istituita nel 1968 allo scopo di incrementare la popolazione delle specie animali minacciate del deserto. Così come i cavalli, gli asini sono animali molto resistenti e se fossero adeguatamente protetti potrebbero aumentare notevolmente di numero in poco tempo.

Stato di conservazione

I campanelli d'allarme segnalano il rischio di estinzione per l'asino selvatico africano.

Critico


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