I dispetti del clima.

Creato il 18 maggio 2013 da Mauro @2tredici

Da qualche anno a questa parte ogni Governo che il buon Dio (o gli elettori. Ma si sa: vox populi vox dei....) ha voluto mandare a reggere le sorti del nostro Paese si è seriosamente e pomposamente posto l'obiettivo, tra i tanti, di "semplificare" e "liberalizzare".In effetti che in Italia vi sia la necessità di snellire procedure, ridurre adempimenti, togliere lacci e lacciuoli all'iniziativa del singolo è un dato di fatto inconfutabile. Mai uscito dall'orbita del cosiddetto "mondo occidentale", il nostro amato Paese paradossalmente conserva all'interno del proprio corpo legislativo norme talmente ingessanti da sembrare appena uscite dall'assemblea legislativa dell'ex Unione Sovietica.Dunque ben vengano le semplificazioni e le liberalizzazioni.
Il problema è che, quasi sempre, quando il Governo ed il Parlamento si muovono al fine di raggiungere questo ambizioso obiettivo, il risultato che si ottiene è quello di avere ulteriori complicazioni. Complicare per semplificare sembra essere l'ossimoro che guida l'azione di Governo e Parlamento (tra gli ultimi esempi: il decreto cosiddetto "sblocca debiti" della Pubblica Amministrazione; il decreto legislativo sull'Amministrazione Trasparente, il decreto legislativo in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le Pubbliche Amministrazioni e le Società partecipate).E dire che, non sempre ma spesso, sarebbe sufficiente cancellare con un semplice tratto di penna (o con un tasto del pc) norme di legge che non soltanto complicano inutilmente la vita dei cittadini ma appaiono anche francamente ridicole.Tra queste, una delle più spassose è sicuramente il DPR 412/1993, o almeno la parte di esso che pretende di assoggettare la natura ed il clima alle bizze dirigiste del legislatore italiano.Con il proposito di regolamentare "la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia", il DPR non si limita a dettare disposizioni di carattere tecnico ma, recependo una normativa risalente alla crisi petrolifera degli anni Settanta del secolo scorso, si avventura anche nell'esilarante tentativo di stabilire per legge quando fa caldo e quando fa freddo.Il territorio nazionale è diviso in sei fasce climatiche: il nostro coscienzioso legislatore ha stabilito che nella prima fascia fa freddo dal 1° dicembre al 15 marzo, nella seconda dal 1° dicembre al 31 marzo, nella terza dal 15 novembre al 31 marzo, nella quarta dal 1° novembre al 15 aprile, nella quinta dal 15 ottobre al 15 aprile. Nella sesta fa sempre freddo.Di conseguenza gli impianti termici possono essere attivati soltanto nei periodi nei quali per legge fa freddo e non negli altri. E se fa freddo anche quando il legislatore (in senso lato evidentemente, dato che parliamo di un DPR) ha stabilito che, invece, debba fare caldo?Occorre un provvedimento del Sindaco che, benevolmente, autorizzi, in deroga alle sacre scritture, l'accensione degli impianti.Gli effetti di tale delirio dirigista sono comici. Non ricordo un anno nel quale, nel Comune dove risiedo, non si sia reso necessario il provvedimento del Sindaco per anticipare l'accensione degli impianti o per ritardarne lo spegnimento. Il clima, infatti, evidentemente piuttosto impertinente e dispettoso, si ostina ad infischiarsene del DPR 412/1993 e continua a provocare freddo o caldo quando vuole lui e non quando lo vuole il legislatore italiano.I preoccupati benpensanti custodi dell'ortodossia ambientalista obiettano che il DPR 412/1993 ha il positivo effetto di contenere i consumi e di ridurre l'inquinamento. Il che sembra voler significare che, mediamente, la gente sarebbe così idiota da buttare un sacco di soldi dalla finestra per accendere il riscaldamento anche quando non serve, proprio ora, tra l'altro, che si sta estendendo l'obbligo dell'utilizzo delle valvole termostatiche! Ma per favore!Non scommetterei un Euro sulla coscienza ambientalista degli Italiani (al di là delle dichiarazioni politicamente corrette di facciata) ma sono sicuro, invece, che l'occhio al portafoglio sarebbe il più efficace deterrente per evitare inutili accensioni degli impianti di riscaldamento.Basterebbe questo. Troppo semplice? Certo che si. E' proprio per tale motivo che le follie dirigiste del DPR 412/1993 non verranno mai abrogate.Siam mica qui a semplificare sul serio, direbbe uno sfortunato ex segretario di partito........