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I Disturbi Spedifici di Apprendimento 2

Da Infanziadelbambino

Ed eccoci pronti per leggere la fine dell’articolo di Laura che oggi ci spiega quali sono le DSA. Buona lettura!

Le DSA sono: la Dislessia.
La dislessia è una disabilità specifica dell’apprendimento; essa è caratterizzata dalla difficoltà di effettuare una lettura accurata e/o fluente, e da scarsa abilità nella scrittura e nella decodifica.
Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacità e le sue energie stancandosi poi rapidamente, dal momento che il tutto non avviene in maniera automatica. La dislessia si manifesta con una lettura sia orale che a mente scorretta e/o lenta e può manifestarsi con una difficoltà di comprensione del testo scritto, inoltre la lettura orale è caratterizzata da distorsioni, sostituzioni od omissioni. La possibilità di leggere e riconoscere una parola è influenzata da diversi fattori linguistici, come la frequenza d’uso di una parola nel lessico infantile e il grado di concretezza della parola, per cui, ad esempio la parola “cane” per il numero di lettere, complessità ortografica e frequenza di utilizzo e rappresentabilità della parola, è più facilmente leggibile di una parola come “accordo”; così come la parola “patata” risulta più semplice da leggere della parola “strada” poiché, pur avendo lo stesso numero di lettere costituenti, la parola “strada” accosta una serie di suoni più difficili da pronunciare insieme rispetto alla parola “patata”, nella quale l’alternanza di consonante e vocale è regolare e questo facilita certamente la ricostruzione della parola per via sillabica.

La Disgrafia e La Disortografia:
La disgrafia e la disortografia sono entrambi Specifici Disturbi di Apprendimento che riguardano l’Espressione Scritta, la quale risulta scorretta, poco chiara e scorrevole.
La disgrafia è un disturbo qualitativo del processo di trasformazione in forma grafemica delle informazioni verbali ascoltate o pensate, per cui l’apprendimento della scrittura si rivela difficile e faticoso; questo disturbo non interessa le regole ortografiche e sintattiche anche se vi è una ricaduta sui testi prodotti per impossibilità di rilettura e auto correzione. La disgrafia può essere dovuta a numerosi fattori: oltre che a difficoltà di tipo prassico o visuo-spaziale, anche a fattori di “sovraccarico”; una scrittura senza errori, infatti, implica l’integrazione contemporanea di tutte le componenti della scrittura.
Il bambino ha difficoltà nel ricordare come si formano le lettere e nel riprodurre la forma delle lettere nelle diverse modalità: stampatello, corsivo, minuscolo, maiuscolo; inoltre ci sono gravi difficoltà nel mantenere i rapporti di misura, spessore, spazio sul foglio.
Spesso il bambino tiene la matita in modo sbagliato e l’atto della scrittura diventa faticoso; l’elaborato risulterà essere un misto di lettere maiuscole e minuscole. L’automatizzazione nella scrittura dovrebbe avvenire, generalmente, dalla terza elementare e da questo periodo è possibile, per il bambino, velocizzare la scrittura personalizzando la grafia.
La disortografia si riferisce alla scorretta trasformazione grafica del messaggio orale ascoltato o pensato; si troverà quindi la presenza di numerosi errori di ortografia nel testo del bambino. Nei testi scritti di questi bambini ci saranno quindi, vari tipi di errori classificati in:
1. errori di tipo fonologico, ad esempio, scambio di grafemi, soprattutto se fonologicamente simili (“mome” per “nome”); omissione e aggiunta di lettere o sillabe (“taolo” o “tavolovo” per “tavolo”); inversioni (“al” per “la” oppure “colorelo” per “colore”); grafema inesatto (“lagi” per “laghi”);
2. errori di tipo non fonologico, ad esempio, separazioni illegali di parole (“in capace” per “incapace”); fusioni illegali di parole (“labete” per “l’abete” oppure “perfavore” per “per favore”); scambio di grafemi omofoni (“quoco” per “cuoco”); omissione o aggiunta scorretta della lettera H (“ciesa” per “chiesa”, oppure “ha scuola” per “a scuola”); omissione o aggiunta scorretta di accenti (“ando” per “andò”, oppure “perche” per “perché”); omissione o aggiunta scorretta di doppia (“sula” per “sulla”, oppure “comme” per “come”).

La Discalculia
La Discalculia evolutiva è un Disturbo Specifico, relativo agli apprendimenti ed alle abilità matematiche e numeriche.
Come tutti i DSA, esso si manifesta in bambini normodotati, in assenza di danni neurologici.
Molto spesso, anche se non necessariamente, la discalculia evolutiva è presente in bambini che manifestano anche un Disturbo Specifico relativo alle abilità di lettura.
I bambini discalculici manifestano difficoltà nell’automatizzare le procedure del conteggio, nella transcodifica (passaggio da un tipo di codice all’altro), nell’acquisire e recuperare correttamente i fatti aritmetici, nell’esecuzione e nell’applicazione delle giuste procedure di calcolo.

Alla prossima Laura, ciao e grazie per aver condiviso con noi i tuoi pezzi.

Bibliografia:
Giacomo Stella, Giuseppe G.F. Zanzurino, Ilaria Frascarelli, “Le difficoltà specifiche dell’apprendimento scolastico”, www.cdviadana.it/materiale_index.pdf
Giorgio Sabbadini, “Manuale di neuropsicologia dell’età evolutiva”, Zanichelli, 1995
Tressoldi Patrizio E., Vio Claudio, “Diagnosi dei disturbi dell’apprendimento scolastico”, Centro Studi Erickson, 1996


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