I film di maggio

Creato il 31 maggio 2012 da Automaticjoy

Dark Shadows

Dark Shadows - Tim Burton, 2012
Barnabas Collins, tramutato in vampiro dalla strega Angelique di cui ha rifiutato l'amore, viene liberato dalla tomba dopo duecento anni. La dimora della famiglia Collins è ancora abitata dai suoi discendenti, che però non se la passano troppo bene.
Al film non mancano momenti divertenti e gag da risata facile, ma davvero non se ne può più delle smorfiette di Johnny Depp. Quando ricomincerà a recitare senza fare all'infinito la caricatura di se stesso? Jack Sparrow, perdio, esci da questo corpo!
La maggiore pecca dell'ennesima occasione sprecata da Tim Burton è una sceneggiatura debole, nella quale i personaggi si muovono disorientati, senza motivazioni convincenti e caratterizzati in modo approssimativo, per non parlare poi di quel terribile finale twilightiano.
Unica nota positiva, la splendida Eva Green e la sua Angelique, appassionata e fragile, ferita dall'uomo che amava e che l'ha usata come un trastullo momentaneo per poi gettarla via: il suo orgoglio ferito e i sentimenti che continua a provare la tengono in bilico tra vendetta e desiderio e ne fanno l'unico personaggio vivo e coinvolgente della storia. Ma non basta, non per Tim Burton.
Voto: 6+

Midnight in Paris

Midnight in Paris - Woody Allen, 2011
Gil, in vacanza a Parigi con la fidanzata ricca e insopportabile e i genitori di lei, sta cercando di scrivere il suo primo romanzo. Il suo sogno è vivere nella Parigi degli anni '20, e a volte capita che i sogni si avverino.
Per i primi quattro minuti, immagini splendide di Parigi sotto la pioggia, Parigi di notte, Parigi di giorno. Ho capito Woody, Parigi. La città, protagonista assoluta, è ritratta in tutta la sua magnificenza, ma purtroppo non mancano stereotipi e semplificazioni a cui pare che nessun americano riesca a sfuggire.
Non c'è bisogno di dire che fotografia e regia sono ottime, Woody Allen fa cinema già da parecchio. Bella l'idea del viaggio nel tempo, della fuga dalla realtà, di ricreare i miti di un'epoca (da Hemingway a Dalì), ma poi c'è Owen Wilson con quella faccia da wedding crasher che mi rovina la poesia. Ho sperato dall'inizio che fidanzata, suocera e amici - borghesi viziati e pedanti - venissero smembrati in diverse parti, ma vanamente. Se ci aggiungiamo il finale che più telefonato non si può, voilà, les jeux sont faits.
La morale di fondo - tutti vorrebbero vivere in passato dorato, ma non si può sfuggire al presente - non è proprio una rivelazione. Acclamatissimo da tutti, non ha toccato in me alcuna corda. Sarò arida io? Ai posteri l'ardua sentenza. Voto: 6 ½

One nite in Mongkok

One nite in Mongkok - Tung-Shing Yee, 2004
Lai Fu, un ragazzo di provincia, è assoldato per uccidere un boss di Mongkok e porre fine a una diatriba tra bande rivali. A lui interessa più che altro ritrovare la sua fidanzata, che da tempo vive in città; nel frattempo salva la prostituta Dan Dan da un cliente violento e la ragazza in cambio lo guida attraverso l'affollata metropoli. La polizia è però sulle tracce del sicario per impedirgli di compiere la sua missione.
Il killer di buon cuore, la prostituta redenta, i poliziotti violenti e corrotti: ingredienti immancabili in ogni film d'azione di Hong Kong che si rispetti, ma qui manca la scintilla in più, quello che distingue questa storia da mille altre così simili tra loro che ricordarle diventa difficile a qualche tempo dalla visione. Il solito finale con sparatoria si confonderà con tante altre conclusioni e nella memoria rimarranno poche tracce del pur gradevole personaggio di Lai Fu, tanto più che il film è del 2004, cioè ben dopo i tempi in cui Johnnie To rivoluzionava il genere con le sue trovate geniali.
La sottotrama sui poliziotti, coi quali empatizzare è davvero difficile, indebolisce la struttura del film, che sarebbe risultato molto più interessante se l'attenzione si fosse concentrata unicamente sul killer e la prostituta. Viene così penalizzata l'introspezione psicologica di entrambe le parti, impedendo di fatto il coinvolgimento dello spettatore. Voto: 6+

The Avengers

The Avengers - Joss Whedon, 2012
Il dio Loki ruba il Tesseract, cubo dotato di poteri enormi e in grado di aprire portali tra universi paralleli; Nick Fury dello S.H.I.E.L.D. unisce gli Avengers (Iron Man, Capitan America, Hulk, Vedova Nera, Thor, Occhio di Falco) per scongiurare il pericolo.
Non avendo alcun interesse per i supereroi sono andata a vedere questo film svogliatamente, ma mi ha piacevolmente sorpresa: anche senza conoscenze sul passato dei protagonisti la storia è godibile grazie ai dialoghi brillanti e a regia ed effetti speciali di alto livello. Bravi anche gli attori, su tutti il meraviglioso Robert Downey jr. (per cui ho una cotta da sempre), sbruffone al punto giusto, Mark Ruffalo sorprendentemente adatto al ruolo di Bruce Banner, Tom Hiddleston glaciale cattivo: non a caso Iron Man, Hulk e Loki sono anche i personaggi che ho preferito. Meno interessanti il muscoloso scemo Thor e l'ottuso patriota Capitan America, che avrei voluto vedere picchiato a sangue dal buon Stark.
Curiosità frivola per le ragazze che hanno visto il film: qual è il vostro supereroe favorito? Secondo la mia dolce metà Downey jr. non può oggettivamente essere il più figo, ma secondo me sono in molte a prediligerlo. Aiutatemi a risolvere questo dilemma! Voto: 7/8

Vendicami

Vendicami - Johnnie To, 2009
A Macao una famiglia viene assalita da tre assassini e marito e due figli sono brutalmente uccisi. La moglie, pur ferita gravemente, sopravvive abbastanza per comunicare al padre, uno chef francese giunto in Oriente appena informato della tragedia, il proprio desiderio di vendetta. L'uomo assolda così dei killer per esaudire la richesta della figlia.
Un incipit di devastante violenza apre un film splendidamente diretto, nel quale la macchina da presa segue il ritmo dell'azione senza esitazioni e una splendida fotografia esalta le notti bagnate di Macao. Johnnie To è un maestro indiscusso del genere e sa giocarci bene, aggiungendo stavolta l'ingrediente della distanza culturale tra il protagonista e il mondo che lo circonda. Il rocker dallo sguardo di ghiaccio Johnny Hallyday è impeccabile nella parte del vendicatore, e perfetti sono anche i tre sicari ai quali promette, in cambio dei loro servigi, un ristorante parigino dal significativo nome Les frères. Tra sparatorie da western e momenti di convivialità, il rapporto che si crea tra i quattro uomini è un'amicizia virile che sorpasserà anche i vincoli vigenti nella Triade.
Ma la vendetta ha ancora valore quando si è dimenticato ciò che si doveva vendicare? Voto: 7 ½

The Housemaid

The Housemaid - Sang-soo Im, 2010
Eun-yi è assunta come domestica dai benestanti Hoon in vista del parto gemellare della padrona di casa Hae Ra; guidata dall'esperta governante Byung-sik si ambienta bene e stringe un rapporto affettuoso con la piccola Nami. Le cose si complicano quando il padrone di casa la seduce e la mette incinta.
La formidabile Do-yeon Jeon dà vita a una protagonista inizialmente piena di energie, quasi infantile, la cui vitalità si spegne poco a poco tra le opprimenti mura dell'enorme villa in cui lavora. L'uomo appartenente all'alta borghesia è qui simbolo stesso della sopraffazione fisica e psicologica della donna; la governante Cho rappresenta l'umanità piegata e adattata a servire ciecamente un padrone nonostante sentimenti contrastanti, mentre Eun-yi è l'unica davvero libera, incapace di abbassare lo sguardo davanti all'ingiustizia subita. Nonostante le umiliazioni e le violenze, la protagonista non rinuncia alla propria dignità e riesce per un attimo a incrinare le certezze di chi non ha mai dubitato che qualunque cosa abbia un prezzo.
Impossibile per il più debole uscirne vincitore, ma il mondo dorato della famiglia Hoon è stato incrinato e la drammatica vicenda di Eun-yi lascia dietro di sé ombre incancellabili. Voto: 7+

Cosmopolis

Cosmopolis - David Cronenberg, 2012
Eric Packer, giovane miliardario grazie alla speculazione finanziaria, attraversa la città in limousine per andare a sistemare il taglio dal suo barbiere di fiducia.
Prima di tutto, vi rassicuro: la monoespressione di Pattinson è perfetta per questo film, non è fenomenale ma fa la sua bella figura. Promosso senza alcun dubbio.
I dialoghi astratti, volutamente irrealistici, trasmettono un senso di alienazione claustrofobica che nemmeno il sesso praticato come sport riesce a smussare. Chiuso nella sua limousine che lo separa ermeticamente dal mondo esterno e che avanza a fatica, continuamente fermata da imprevisti di vario genere, Eric vorrebbe sfuggire dalla sua vita programmata, ma non può farlo senza correre qualche rischio.
Le proteste contro un sistema economico ormai al collasso rimangono sullo sfondo, ma gli effetti del moderno culto del denaro sono evidenti nella persona del protagonista, uomo glaciale, distaccato, disturbato e privo di scrupoli.
La messa in scena asettica, fredda e cerebrale di Cronenberg si sposa alla perfezione con una sceneggiatura complessa e difficile da digerire, ma il risultato è assolutamente positivo. Voto: 8+

Diaz - Don't clean up this blood

Diaz - Daniele Vicari, 2012
Nella notte tra 21 e 22 luglio 2001, durante il G8 di Genova, la polizia fa irruzione nella scuola Diaz, nella quale pernottano i manifestanti (e non solo) e usa una violenza che dovrebbe essere impensabile all'interno di uno Stato democratico.
Vi avviso: qui c'è la vera pornografia, immagini sconvolgenti che fanno male a chi le guarda, la volontà precisa di provocare una reazione nello spettatore, di risvegliarlo dal suo torpore e farlo indignare. Passano in secondo piano alcune prove recitative pietose e un montaggio che cerca inutilmente di ricalcare quello di altri film basati sulla tensione crescente - tra tutti Elephant.
Non si spiega il perché della manifestazione, non si fanno nomi di responsabili, ufficialmente per rendere la vicenda universale, ma sorge un dubbio: non è forse venuto a mancare il coraggio?
Rimangono l'angoscia delle persone dentro alla Diaz, le botte gratuite, cattive, che le bestie in divisa distribuiscono ai giovani a mani alzate, le umiliazioni subite dagli arrestati. Rimane uno sdegno enorme, da starci male, e anche se il film non dice nulla di nuovo viene voglia di prendere questi animali uno a uno e trattarli come gli schifosi rifiuti che sono, tutti, chi ha fatto irruzione, chi ha interrogato, soprattutto chi ha dato l'ordine di agire così e ha poi coperto con menzogne infami la verità. Voto: 6
Altre visioni:
- The place promised in our early days
- A Bittersweet life
- Hotarubi no mori e
- A moment of romance
- La grande avventura del piccolo principe Valiant
- Le roi et l'oiseau

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