“Domani, fatemi sapere com’è andata la proiezione”. Così conclude il suo breve collegamento telefonico il novantenne Carlo Lizzani, regista in attività da più di sessant’anni e con un nuovo progetto in cantiere: “Mi dispiace non essere lì con voi, ma sto lavorando a un documentario-antologia sul Neorealismo; fuori dall’Italia è un movimento che interessa ancora parecchio”. Il motivo del (tele)incontro con Lizzani (incalzato dalle domande di Raffaele De Berti, docente dell’Università degli studi di Milano) è la proiezione alla prima edizione