Sembrano così lontani i suoi esordi, quando vestiva i panni del ragazzino risucchiato dal letto in un bagno di sangue per A Nightmare on Elm Street, di Wes Craven, 29 anni fa, e da allora la carriera di Depp è stata un’ascesa che ha raggiunto l’apoteosi nel 2003 con Pirati dei Caraibi -La Maledizione della Prima Luna, dove la pazzesca interpretazione di Jack Sparrow lo ha definitivamente consacrato, anche se, è da dire, forse lo ha anche intrappolato in una mimica che è possibile ritrovare anche nel Cappellaio Matto di Alice in Wonderland, nel vampiro Barnabas Collins di Dark Shadows e, parrebbe, in The Lone Ranger. Sarebbe un vero peccato, perché lungo la sua carriera ha fatto del trasformismo il suo lato vincente, reinventandosi e di interpretando ruoli sempre diversificati, dando prova di versatilità e di capacità recitative superlative, impreziosite soprattutto dalla collaborazione con Tim Burton, che ha emozionato il globo con Edward Mani di Forbice, offerto una grande interpretazione di Willy Wonka (demolita dal doppiaggio) e strabiliato con le sue abilità canore in Sweeney Todd, l’unico ruolo che gli ha permesso di essere premiato con il Golden Globe. Non ha mai potuto vincere un premio Oscar, ricevendo solo 3 nominations, e verrebbe da chiedersi il perché, ma di tempo a disposizione Johnny Depp ne ha ancora parecchio. Domenica compie 50 anni: il mondo del cinema, più che auguri, dovrebbe dire grazie. L’incontro con Nicolas Cage non ha cambiato solo la sua di storia, ma anche quella del cinema, consegnando alla settima arte uno dei suoi migliori interpreti di sempre.