Zemeckis, infatti, in tutta la sua carriera ha sempre avuto un occhio di riguardo verso l’animazione, in particolare negli ultimi anni verso la motion capture – tra film riusciti (A Christmas Carol), semi riusciti (Polar Express) e falliti (La Leggenda di Beowulf) – e quindi non c’è da stupirsi se un capolavoro come Chi ha incastrato Roger Rabbit? sia frutto del suo genio. Certo, la tecnica mista di animazione e live action non è sicuramente una sua innovazione, visto che di precedenti illustri ce ne sono parecchi, da I racconti dello zio Tom a Elliott il Drago Invisibile, passando per Mary Poppins e Pomi d’ottone e manici di scopa, tutti di proprietà Disney. In realtà anche Chi ha incastrato Roger Rabbit? avrebbe dovuto essere Disney (mentre è rilasciato Touchstone Pictures per le troppe allusioni sessuali), e al timone avrebbe dovuto esserci Terry Gilliam, che rifiutò per la difficoltà di adattamento del romanzo di Gary Wolf. La strada spianata a Zemeckis, con alle spalle Steven Spielberg produttore, ha permesso quindi la realizzazione di un film perfetto, comico e tecnicamente impeccabile, tanto da guadagnarsi 4 statuette (Miglior montaggio, miglior montaggio sonoro, migliori effetti speciali e miglior creazione e direzione delle animazioni) e da essere inserito nei 1000 migliori film di sempre secondo la classifica del New York Times. Pensare che quest’opera è stata d’ispirazione per il pessimo Cool World e per Space Jam fa sorridere, soprattutto perché passano gli anni e ancora nessuno è arrivato a questi livelli, nonostante i passi da gigante fatti dalla tecnologia siano enormi. Vorrà dire pur qualcosa, no?