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I fondi russi e la Bestia di Salvini: inchieste di Report e Dataroom

Creato il 21 ottobre 2019 da Iltelevisionario

Lunedì 21 ottobre alle 21.20 su Rai3 e su Raiplay prende il via la nuova stagione di Report con le inchieste coordinate e introdotte da Sigfrido Ranucci. Si comincia con il reportage intitolato La Santa Alleanza, per raccontare come nel giro di pochi anni Matteo Salvini ha trasformato un partito antimeridionale e secessionista come la Lega in un movimento sovranista.

È al #Papeete di Milano Marittima che questa estate Matteo #Salvini ha cercato rifugio, subito dopo essere stato trascinato nello scandalo Metropol dal suo ex portavoce Gianluca Savoini.
Lunedì alle 21.20 su @RaiTre la nuova inchiesta di Giorgio Mottola partirà da qui.#Report pic.twitter.com/ikzzuTaQNu

— Report (@reportrai3) October 17, 2019

Negli stessi anni, l’ex ministro dell’Interno ha iniziato a ostentare simboli religiosi in pubblico e sui social, posizionando il suo partito sulla difesa delle radici cristiane. C’è un filo nero che collega la metamorfosi leghista allo scandalo del Metropol di Mosca in cui sono rimasti impigliati Matteo Salvini (seppur non indagato) e il suo ex portavoce Gianluca Savoini. Attraverso documenti inediti e interviste esclusive, Report racconterà come la trattativa della Lega per i soldi e il petrolio russo è solo una tessera di un mosaico molto più ampio, che vede sullo sfondo la nascita di un asse internazionale tra forze estremiste in Russia e negli Stati Uniti. Un mosaico in cui Matteo Salvini e la Lega sono solo le pedine di un progetto internazionale che punta alla destabilizzazione dell’Unione Europea.

Report ha incontrato Konstantin Malofeev, detto l’Oligarca di Dio, uno dei russi più ricchi e più vicini a Vladimir Putin. È la sua prima intervista a una televisione europea. Negli ultimi anni, Malofeev ha finanziato partiti di estrema destra in Europa e nel 2013 ha fondato una nuova Santa Alleanza tra le associazioni ultratradizionaliste russe e le più potenti fondazioni della destra religiosa americana, che hanno riversato in Europa oltre 1 miliardo di dollari negli ultimi dieci anni. Dal 2013 a oggi, Gianluca Savoini e Matteo Salvini sono andati spesso a Mosca a incontrare l’Oligarca di Dio. Che cosa si sono detti?

🔴 Pochi giorni fa Luca Morisi, noto consulente immagine di Matteo Salvini, lascia eccezionalmente il bunker di Mantova per una lezione a Torino. Inchiesta #Dataroom @Corriere di @M_gabanelli e @SimonaRavizza.https://t.co/UmtZnxp494

— Dataroom di Milena Gabanelli (@DataroomCorsera) October 21, 2019

A fare da sponda a Report, un’inchiesta di Dataroom di Milena Gabanelli, sul Corriere della Sera, sulla “Bestia”, la potente macchina social guidata da Luca Morisi, che dal 2014 sta dietro l’ascesa del leader della Lega, oggi il politico con più consenso in Italia, in particolare su Facebook con quasi 4 milioni di fan.

I fondi russi e la Bestia di Salvini: inchieste di Report e Dataroom Dataroom: i numeri dei social e la crescita su Facebook

A far funzionare la Bestia ci sono 35 esperti digitali che coprono la vita pubblica e privata di Salvini 24 ore al giorno, festività incluse. Il vincolo è quello della riservatezza assoluta. Durante i cinque mesi di campagna elettorale per le Europee dello scorso 26 maggio, su Facebook, definito l’ammiraglia del Capitano: 17 post al giorno; 60,8 milioni di interazioni (che vuol dire like, commenti, condivisioni); 40 milioni di like e oltre 5 milioni di ore di video visualizzati. Risultato delle elezioni: Lega primo partito con il 34%. Da giugno i ritmi sono un po’ più lenti ma continua a crescere: i like sui post hanno raggiunto i 52 milioni, 11,5 milioni le condivisioni. Oggi i fan su Facebook sono oltre 3,8 milioni, su Instagram 1,8, su Twitter 1,2.

Dataroom spiega il meccanismo della Bestia, che si basa su un gioco di specchi che mette in comunicazione tre ambiti: televisione, rete, territorio.

I fondi russi e la Bestia di Salvini: inchieste di Report e DataroomDataroom: come funziona il meccanismo della “bestia”

Per raccogliere fan è cruciale la scelta dei messaggi: più toccano temi divisivi e più generano partecipazione (come le campagne contro gli immigrati #finitalapacchia, #prima gli italiani e #portichiusi); funzionano gli slogan motivazionali, gli attacchi ai rivali politici, le immagini di vita privata, il coinvolgimento degli utenti. Lo staff utilizza anche il software che individua l’argomento del giorno più discusso in rete, e consente di adeguare i messaggi da lanciare.

Un ruolo strategico è affidato ai sondaggi. Il 17 dicembre 2017 la Lega commissiona a Swg di testare la percezione degli elettori su una possibile minaccia dei Naziskin: il 67% degli elettori del Carroccio non li ritengono pericolosi (al contrario di chi vota per altri partiti). Da allora Salvini può tranquillamente spendersi a favore di CasaPound. Il documento, mai reso pubblico, lo ha scovato Report, che approfondirà il tema nel primo appuntamento della stagione autunnale, in onda questa sera su Rai3.


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