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I gemelli

Creato il 29 ottobre 2017 da Misterjamesford

Di tanto in tanto, soprattutto nelle serate in cui mi capita di non aver voglia di investire energie neppure nella scelta del prossimo film da pescare tra le fila dei titoli in lista, l'idea di ripescare piccoli cult non troppo impegnativi della mia infanzia diventa l'equivalente di un cocktail nel bar di fiducia, di un massaggio che già si sa porterà al sesso, o di una cena dove arriveranno solo i nostri piatti preferiti.
Una cosa confortante, piacevole, rilassante, goduriosa.
Con questo spirito, a distanza di non so neppure quanto tempo dall'ultima volta, ho riesumato per questo inizio autunno I gemelli, pellicola perfettamente inserita negli anni ottanta firmata Ivan Reitman - lo stesso di Ghostbusters, per intenderci - con protagonisti il mitico Schwarzy e Danny DeVito, commedia d'azione piacevole e divertente ancora oggi, con tutti i limiti del caso ma ugualmente in grado di intrattenere non solo uomini e donne, ma anche grandi e piccini.
Uscito - almeno per il momento - dal suo periodo tosto dei Conan e dei Terminator, l'Arnold di tutti noi attraversava in quel periodo una sorta di tentativo di rendere umano il suo consueto charachter tutto d'un pezzo, passando proprio per ruoli come quello avuto in Poliziotto alle elementari o quello di Julius Benedict, trentacinquenne fisicamente e mentalmente al massimo che dopo aver vissuto di teoria e in quasi isolamento su un'isola del Sud Pacifico sbarca a Los Angeles una volta scoperto di avere un gemello separato da lui alla nascita.
La progressiva scoperta dell'altro, la crescita spalla a spalla ed il consueto - e sempre piacevole - road trip pronto a consolidare i rapporti fanno il resto, forti della grossa alchimia che si creò sullo schermo tra i due protagonisti, perfetti nel rendere l'idea del ragazzone forzuto e studioso buono fino al midollo e del piccoletto opportunista e seduttore in grado di cavarsela con le proprie forze - e a scapito del prossimo - fin dalla tenera età: il fatto, poi, di aver amato questo film dai tempi delle elementari, saperlo a memoria a seguito delle infinite visioni in compagnia di mio fratello e gustarsi i siparietti tra DeVito e Schwarzy dal primo all'ultimo aggiungono I gemelli alla schiera di titoli con protagonista l'inossidabile Arnold che non solo gli appassionati non possono non avere in casa a portata di mano per qualsiasi serata d'emergenza o rutto libero, ma che dovrebbero ringraziare per aver mostrato un lato più umano e divertente di quella che, per anni, era stata praticamente una macchina per uccidere.
E dal balletto nella camera d'albergo all'abbraccio in bagno - quante volte citato quel "Hey, è mio fratello!" -, passando per il corso accelerato di scuola guida e le tre regole in una situazione critica, a quasi trent'anni dalla sua uscita I gemelli regala ancora ben più di un sorriso ed ottimo intrattenimento, ennesima dimostrazione che i gloriosi eighties sono stati la vera e propria miniera d'oro dell'intrattenimento disimpegnato, che ancora oggi viene in soccorso di noi ragazzi troppo cresciuti nel momento in cui abbiamo bisogno di un salvagente, un abbraccio, una coperta per le serate in cui si sta troppo male, o così bene, che solo qualcosa che conosciamo a fondo può renderci davvero degne di essere vissute.
Ancora una volta.
MrFord

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