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I leoni di Sicilia – Stefania Auci

Creato il 26 settembre 2019 da Linda Ferrando
I leoni di Sicilia – Stefania Auci

Oggi voglio consigliarvi un libro che mi ha accompagnata nel mio viaggio in Sicilia: dieci giorni trascorsi tra spiagge bellissime, palazzi e chiese in barocco siciliano e i profumi di una terra che porterò sempre nel cuore. Poco dopo aver scelto di passare le mie vacanze in Sicilia uscì nelle librerie I leoni di Sicilia di Stefania Auci. Quale lettura migliore per accompagnare i miei quasi 2000 km di giri nell’isola?

Non se lo spiegano, si dice, osservandoli con la coda dell’occhio. Non riescono a capire come sia arrivato fin qui. Ma come possono capirlo? Sono aristocratici, loro. Hanno alle spalle secoli di privilegi. Nobili di sangue che non disdegnano di mescolarsi a chi ha fatto i soldi, come me; che provano a buttarsi nel commercio. Ma a guardarmi in maniera diversa non ce la fanno. Non lo sanno che non c’è un solo momento in cui io ho smesso di pensare al mio lavoro, al mare, alle navi, ai tonni, al sommacco, allo zolfo, alla seta, alle spezie. A Casa Florio.

Il libro ci appare fin da subito come un romanzo storico dalle grandi potenzialità e così sarà. Stefania Auci ci narra dell’ascesa dei Florio, famiglia dalle umili origini che riuscirà nella scalata verso il successo imprenditoriale e sociale a partire dalla prima coraggiosa scelta di abbandonare Bagnara Calabra per Palermo. I vari membri della famiglia Florio riusciranno nell’impresa di creare un vero e proprio impero commerciale: i Florio non sono ricollegabili solo al marsala ma furono anche commercianti di spezie e tra i primi a ideare la vendita del tonno in scatola sott’olio.

Ogni capitolo è introdotto da un breve cenno alle vicende storiche che fanno da sfondo alla trama ed è davvero utile per orientarsi nelle numerose dominazioni che ebbe l’isola durante l’Ottocento.

Da tempo, Ignazio ha compreso che, quando si vive insieme, si finisce per legarsi. Si ama non la persona, ma l’idea che si ha di lei, le sensazioni che suscita, persino l’odio che si prova. Ci si affeziona anche ai propri demoni.

Oltre a rispolverare un po’ di storia, apprendere le origini della Sicilia, imparare moltissimo sul commercio e sulle scelte imprenditoriali che si potevano fare due secoli fa in una realtà isolana, il libro ci farà conoscere i Florio in modo impeccabile. I personaggi sono ben tratteggiati, le descrizioni accurate e non ridondanti. L’uso del dialetto, limitato e comunque comprensibilissimo, ci fa calare ancor di più dentro l’atmosfera siciliana ottocentesca. Ci sono tutti gli ingredienti per fare di questo libro un’ottima lettura, piacevole, non stancante e piena di curiosità e nozioni che restano.

Ve lo consiglio da leggere all’ombra di un ulivo, guardando il sole tramontare dietro ai resti di una tonnara.

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