Magazine Diario personale

i miei primi pensieri

Da Patalice
i miei primi pensieri#imieiprimipensieri
è una (bella) iniziativa di Chiara, la quale di lettere e letteratura parla spesso volentieri e con contenuto, e questa volta sprona i suoi lettori e follower a scrivere di getto, ed io, stranamente prendo al balzo l'occasione e lo faccio.
non è cosa nuova, amo scrivere di getto, io sostengo di farlo "alla cazzo", e di cambiare argomento come cambiano i colori che ci passano di fronte agli occhi, perché mi piace, perché mi corrisponde e mi sottolinea, caratterizzandomi... pure troppo vi dirò!
tuttavia, ho un pochino smesso di farlo, nell'ultimo periodo, preferendo elucubrare le cose scritte, al fine di scoprirmi meno.
ebbene si, mi copro.
d'impatto mi sento di dire che mi sto scoprendo meno, io che le parole le ho sempre usate per mettermi a  nudo e vagheggiare maggiormente sulle cose mie... io che con le parole ci vado parecchio d'accordo, e mi aiutano a mettere a posto e a smistare i pensieri
sto scrivendo senza dire, ve ne siete accorti?
sto ciarlando del tutto e del nulla...
i miei primi pensieri, sono rivolti a me stessa; una donna completa, che non è più una ragazzina, che assomiglia sempre meno all'idea che avevo di me, e mi terrorizza all'ennesima potenza...
i miei primi pensierimi odio
io che mi sono voluta un bene pazzesco, che ho lottato pazzescamente per stare bene, che sono pazza nell'amare, in special modo me stessa, adesso mi odio
potessi tornare indietro ci sono molte cose che non farei più, molte idee che cambierei, molte aspettative che mi scrollerei di dosso per rendermi più completa di fronte alla vita e meno impreparata di fronte a ciò che forse non sarò mai
i miei primi pensieri, sanno di cioccolato, che vorrei mangiare più spesso e del quale mi devo privare
i miei primi pensieri, hanno le parole di Fedez in "Assenzio", e dicono che "...sono talmente perso che non trovo più me stesso..."
i miei primi pensieri, profumano di carta, di libro nuovo e mai aperto, quello che avrei voluto scrivere da tutta una vita e che non assomiglia più al sogno che ho
i miei primi pensieri, hanno la consapevolezza dell'invidia, quella che provo per gli altri, anche se so che delle vite degli altri non sappiamo mai davvero tutto, ed allora sarebbe meglio e più assennato evitare di paragonare, ma non mi riesce di non farlo, di non starci male, di non piangerci su...
i miei primi pensieri, strumentalizzano una persona che non meritano di essere strumentalizzata, anche se strumentalizzare non è il termine migliore, diciamo che non hanno il coraggio di evitargli del male
ho scritto tanto e tutto di getto, ed ora ho la coscienza un po' più pesante.
strano no?
avrei dovuto liberarmene, ed invece sento il peso delle cose che ho scritto come cose molto più vere... e allora il macigno alla caviglia torna nello stomaco, anzi no, sta (male e scomodamente, dolorosamente e tristemente) sia dentro me, che impegnato nel fermarmi.

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :