Magazine Società

I migranti climatici

Creato il 01 febbraio 2018 da Speradisole

I MIGRANTI CLIMATICI

I MIGRANTI CLIMATICI
Dopo i “migranti economici”, coloro che sbarcano nel nostro meridione e i “rifugiati a causa delle guerre nei loro paesi”, avremo “i migranti climatici”.

Di recente, infatti, l’Ue ha votato una risoluzione che spalanca le porte ai “migranti climatici”: dove c’è caldo, o freddo, si migra in Paesi temperati.

(P8_TA – PROV(2018) 005 Donne, pari opportunità e giustizia climatica. Risoluzione del Parlamento europeo del 16 gennaio 2018 sulle donne, le pari opportunità e la giustizia climatica (2017/2086(INI))

Il 16 gennaio, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione su “donne, pari opportunità e giustizia climatica” nella quale è stato inserito un po’ di tutto dalla deputata svedese che l’ha presentata, Linnéa Engström. Si parte dalla cosiddetta “parità di genere” per giungere infine al punto cruciale. Con l’approvazione del documento, si invitano la Commissione e gli Stati europei a “contribuire al Patto globale per la migrazione sicura, ordinata e regolare”, nella prospettiva di salvaguardare la giustizia climatica riconoscendo il cambiamento climatico come motore della migrazione”.

Grazie a questo documento e ad altri già approvati in passato, si sta disegnando una nuova figura che, stando a quanto votato gli Stati membri dell’Ue, saranno obbligati a tutelare ed accogliere, spalancando di fatto le frontiere europee a chiunque dichiari di essere stato costretto a fuggire dal proprio Paese a causa del clima sfavorevole. Il punto 20 della risoluzione specifica infatti il dovere di accogliere le “persone sfollate a causa dei cambiamenti climatici”, codificando di fatto il diritto umano di migrare a causa del clima.

La furbizia della deputata svedese e di coloro che hanno collaborato con lei, è stata quella di aver introdotto, nelle stessa proposta, due argomenti così diversi: la parità di genere e la giustizia climatica. Siamo d’accordo per la parità di genere, ma vorremmo saperne di più sulla “giustizia climatica”.

Non è che, per caso, coloro che stanno al Polo Nord, visto che lì è freddo e non vorranno più viverci e chiederanno di spostarsi “a gratis come migranti climatici” negli alberghi della Costa Azzurra, tanto per provare lo sfizio di constatare di persona come si sta nelle zone temperate? E gli abitanti dell’Equatore, dove impera il caldo, vorranno provare il brivido di un po’ di venticello fresco?

I deputati del Pd e M5S hanno votato a favore. Contro FI e Lega.

Stando a quello che viene riportato dai media, nessuno ha chiesto di separare i due argomenti. La cosa in sé non mi piace. Non so neppure se chiamarla ingiustizia. Soffrire la fame è un conto, morire per una guerra anche, ma il caldo e il freddo sono due fenomeni naturali, che si devono sopportare bene, anche perché ognuno di noi si abitua al clima del luogo di nascita, fin da piccolo.

Gli scienziati e i governi sono ancora divisi su come governare i cambiamenti climatici e fortunatamente sembra che gli Usa ipotizzino di rientrare nell’accordo.

Pertanto il tema è un cantiere aperto.

L’Europa, forse per giustificare la propria esistenza, si inserisce votando una risoluzione che «inventa» il migrante climatico.

Paesi in prima linea come l’Italia impazziscono per rimpatriare i migranti economici (non possiamo vuotare l’Africa), e l’Europa rischia di aprire altri corridoi con uno status su misura.

Difficilmente passerà una idea così bizzarra, ma già il fatto che la si affronti nelle sedi istituzionali deve preoccupare.

Se uno ha caldo in estate e freddo in inverno che fa? Fugge due volte? E dove fa a finire il turismo?

L’immigrazione è un tema dolente e delicato, per questo bisognerebbe toglierlo di mano alla Ue.

Prima di spalancare le porte agli eco rifugiati è meglio affrontare seriamente il nodo del clima.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :