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I movimenti hanno svolto un ruolo importante nella società, anche la guerra del Vietnam ne fu condizionata ed Ho Chi Minh potè liberare il Vietnam. Ma non hanno mai governato.

Creato il 20 aprile 2012 da Slasch16

I movimenti hanno svolto un ruolo importante nella società, anche la guerra del Vietnam ne fu condizionata ed Ho Chi Minh potè liberare il Vietnam. Ma non hanno mai governato.I movimenti se non sostenuti da struttura ideale e politica non hanno lunga vita, anche se misurata in decenni, ed alla fine si riducono nel riflusso o nel terrorismo che in ogni caso è la prova del fallimento ideologico e strutturale.
E’ già successo nel secolo scorso con i movimenti universitari americani che poi si sono allargati al resto del mondo dando vita al 68.
Per quale motivo nacquero i movimenti?

“Come reazione al consumismo e alla standardizzazione dei caratteri della società di massa, si sviluppò alla fine degli anni 60 un movimento giovanile, perlopiù suscitato dagli ambienti universitari, che si poneva lo scopo di ribellarsi ad un nuovo tipo di sfruttamento economico, quello della società dei consumi, veicolato dal potere dei mass-media, e ad un sistema di valori basato sulla ricchezza, il successo e il profitto.
Il movimento ebbe le sue basi teoriche in una evoluzione del marxismo collegata alle nuovo teorie sociologiche, che partiva dalla Scuola di Francoforte (l’Istituto per la ricerca sociale fondato in Germania negli anni 20 da Horkheimer) per approdare ai lavori di Herbert Marcuse, che teorizzava un “passaggio di testimone” della rivoluzione anticapitalista da una classe operaia ormai “borghesizzata” agli emarginati e soprattutto ai popoli del terzo mondo.”
Salto direttamente alla fine dei movimenti che, guarda caso, fu conseguenza di una crisi economica più piccola dell’attuale che ne determinò la fine o con il terrorismo o con il riflusso.
“Nel 77 in Italia, si verificò una crisi economica scatenata dall’aumento del prezzo del  petrolio, che provocò un forte aumento della disoccupazione. Il malcontento dei giovani, che pur in presenza di un alto livello di scolarizzazione non trovavano sbocchi nel mondo del lavoro, esplose in un nuovo movimento contestativo, caratterizzato dalla ripresa dell’operaismo del 68 in modi ancora più radicalizzati, e guidato dai gruppi di Autonomia Operaia. Vi furono occupazioni di Università e scontri anche molto violenti con le forze dell’ordine. Bersaglio furono anche le organizzazioni della sinistra tradizionale e i sindacati.”
Come vedete niente di nuovo sotto al sole, direi anzi che va peggio in un certo senso rispetto al 77, ciò è dovuto al rifiuto della politica in quanto viene confusa la politica con i cattivi politici, i partiti con la partitocrazia.
Che lo si voglia ammettere o no il problema rimane il capitalismo che non solo è rimasto ma è peggiorato notevolmente dagli anni 60 ad oggi.
Siamo passati da un capitalismo produttivo e sfruttatore ad un capitalismo finanziario parassita e speculatore che non ha nemmeno più bisogno di fabbriche e sfruttamento intensivo per creare profitti, al capitalismo finanziario e parassita bastano ed avanzano i debiti degli stati per fare profitti inimmaginabili e fuori controllo, così potente da far fallire gli stati che non si piegano alle manovre imposte dalla finanza per pagare i debiti sovrani.
I movimenti che si rifanno alla trasparenza, l’onestà, il rispetto delle regole, l’economia sostenibile, il rispetto dell’ambiente, tutte cose condivisibili senza una cultura ideologica e politica sono destinati al fallimento nel caso andassero al governo, spazzati via dalla finanza in pochi anni.
Un conto è criticare, evidenziare le malefatte dell’economia , dei politicanti, degli sprechi della politica corrotta ed asservita alla finanza ed un altro governare contro un potere finanziario che al momento è invinvibile.
IL punto è questo, si è fatta poca politica e troppa economia i governi, in modo particolare quelli di destra, sono asserviti e succubi della finanza e si sono limitati a legiferare per salvare le banche ed i parassiti e non nell’interesse della massa, della democrazia.
Quindi o i movimenti criticano, denunciano, la brutta politica asservita al capitalismo finanziario e parassita e propongono non slogan o sarcasmo ma una nuova idea di politica che riprenda il suo ruolo di condizionamento ed indirizzamento della finanza e che faccia rispettare le regole, non di mercato, ma costituzionali e della democrazia o è destinato a morire.
Per fare una politica migliore, al di là degli interpreti o degli eventuali corrotti, si deve dire chiaramanete se si intende superare, combattere il capitalismo o se , per un malcelato senso di democrazia, ci si limita a dei correttivi al mercato, alla globalizzazione, senza risolvere il problema di fondo. Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dei pochi ricchi e potenti sui tanti emarginati e poveri.
Insomma si deve chiarire se si vuole andare a destra o a sinistra, per essere sintetico se si vuole il marxismo o il capitalismo.
Tutto il resto sono chiacchiere e distintivo.
Faccio notare solo una cosa, i motivi per cui sono nati i movimenti negli Usa sono gli stessi che abbiamo sul tavolo oggi, per la precisione sono questi:

Come reazione al consumismo e alla standardizzazione dei caratteri della società di massa, si sviluppò alla fine degli anni 60 un movimento giovanile, perlopiù suscitato dagli ambienti universitari, che si poneva lo scopo di ribellarsi ad un nuovo tipo di sfruttamento economico, quello della società dei consumi, veicolato dal potere dei mass-media, e ad un sistema di valori basato sulla ricchezza, il successo e il profitto.
Prima degli studenti americani ci fu un intellettuale italiano che dichiarò quanto segue:
noi non abbiamo più valore in quanto persone, ma in quanto consumatori.
Si chiamava Per Paolo Pasolini.
Noi non lo abbiamo capito, attratti dal finto benessere e dalle rate della macchina, da un minimo miglioramento della qualità della vita, a rate, ci siamo messi a studiare i consumi, le statistiche, per capire se il Pil ed i consumi aumentavano convinti che l’aumento del Pil e dei consumi fossero indice di riccchezza per tutti e non aumento dei profitti di quelli che una volta erano proprietari terrieri, borghesia nobile, banchieri, che nel frattempo si sono tarsformati in investitori della finanza parassita e speculatrice.
Senza rendercene conto siamo diventati mezzadri senza nemmeno la certezza di avere ancora una casa, un lavoro o dover fare San Martino abbandonando il podere coltivato in conto terzi se il nostro lavoro non produce un profitto ritenuto sufficiente dal proprietario, la finanza parassita globale.
Chi rifiuta la politica, l’ideale, l’anticapitalismo, chi non è marxista è destinato ad essere succube di un regime economico globalizzato che lo renderà schiavo per tutta la vita.
La borghesia finanziaria nazionale ed internazionale potrà anche permetterti di vincere le elezioni, di lanciare i tuoi slogan, di lasciarti giocare nel cortile di casa loro e, magari, di farti usufruire della sua piscina ma solo per il tempo necessario a riorganizzarsi ed a farti morire di fame.
O i movimenti si danno una cultura di sinistra, riprendono con forza gli ideali del marxismo e dell’anticapitalismo, costruiscono un progetto politico che riporti la politica al suo ruolo di governo e di controllo che detti le regole oppure la massa ne uscirà sempre sconfitta o con il disimpegno o con il terrorismo.
Ecco perchè oggi più che mai ci vuole resistenza contro i regimi politici e quelli economici cercando l’unità di tutti quelli che ritengono il capitalismo il male globale altrimenti l’economia e la politica sarà sempre in mano al potente, al sistema, al regime.
Grillo non le sbaglia tutte,dice anche cose giuste ma deve dire cosa intende fare dopo, da che parte vuole andare se è per il capitalismo o no, se è per le regole.
Non può limitarsi a dire che se tutti paghiamo le tasse ruberebbero di più, è questo che non lo fa ritenere credibile, lo riduca a giullare di corte all’antipolitica qualunquista che piace tanto al regime finanziario globale.
Questo è il punto, oppure lo spaventano i principi del marxismo?
Per chi fosse interessato alla storia dei movimenti contestativi c’è chi li ha descritti meglio di me, basta andare qui:
I movimenti contestativi degli anni 60 e 70.
Mi limito ad osservare che, per me, avevano basi ideoligiche più solide di quelli attuali.
Uno che nega la cittadinanza ai figli degli immigrati non può considerarsi democratico, chiediamoci piutoosto perchè tutto il mondo capitalista ed imperialista si da tanto da fare per far passare Chavez come un dittatore o un matto.
Ve lo dico io, li ha colpiti al cuore, al portafogli.



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