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I nomi epiceni – Amélie Nothomb

Da Gialloecucina

I nomi epiceni – Amélie Nothomb

Trama

Può una vendetta realizzarsi nell’arco di un’intera esistenza? Amélie Nothomb torna con una storia d’amore nero in cui tocca le corde più intime del desiderio, là dove è difficile distinguere l’amore dal suo riflesso malato, e dove vincere o perdere diventano l’unica ragione per cui vale la pena vivere. Il 12 settembre 1970 Dominique conosce Claude sulla terrazza di un caffè a Brest, e non sa ancora che la sua vita sta per cambiare per sempre. Il destino ha fatto incontrare due persone dai nomi epiceni, maschili e femminili insieme. Lui la seduce con una coppa di champagne, un flacone di Chanel n° 5 e la promessa di trasferirsi a Parigi…

Voce di Roberto Roganti

 Recensione a cura di Pasquale Schiavone

” E tu, come reagiresti se venissi a sapere che gli ultimi anni più belli della tua vita sono solo bugie? Come si fa a scoprire che nostro padre ci odia? Cosa fare quando il nostro amico più vicino risulta essere il più grande dei nostri rivali?”

Queste sono alcune delle domande che vi troverete ad affrontare durante la lettura di questo lungo racconto della Nothomb. In linea con i precedenti, troviamo un tema piuttosto comune: la relazione genitori–figli. Qui, più che gelosia, troviamo un ventaglio di sentimenti: vendetta passionale, amore violento, fedeltà cieca, tradimento, odio, rabbia, tutti ingredienti utilizzati da Amélie Nothomb nello sviluppo di questa storia, costruita sul modello di una tragedia esistenziale per adolescenti.

Dominique vive con il marito Claude a Parigi. Grazie all’insistenza di Claude e dopo diversi anni di insuccessi, Dominique rimane incinta e dà alla luce una bambina, che chiamano Épicène in omaggio ai loro nomi. Dominique ama suo marito e fa di tutto per renderlo felice, anche se la vita al suo fianco si riduce a false pretese e al costante monitoraggio della loro immagine e di ciò che verrà detto. Claude ama le zone residenziali dai nomi eleganti, vive in una casa chic e vuole una famiglia esemplare, mentre occupa, sul piano sociale, una posizione prestigiosa.

Dominique non è così, ma segue sempre il marito per amore.

Épicène e il padre, si odiano. Claude guarda alla figlia come a una sconosciuta e spesso le dice “Non ora, non ho tempo!”.

Un giorno Claude chiede a Dominique di fare amicizia con la moglie di un uomo molto influente, poiché spera di servirsene professionalmente. Che cosa farà Dominique? Lo accontenterà? Oppure questo è ciò che frantumerà il loro equilibrio familiare già molto debole?

La trama si svolge lenta, ma veramente affascinanti ne “I nomi epiceni” sono i due temi chiave del racconto: la relazione padre–figlia e il gusto della vendetta premeditata paragonato alla vendetta spontanea. Il verbo, “desiderare”, “avere un bisogno disperato di…” che appare alla fine del romanzo è il punto cruciale della storia.

Ma la Nothomb, come sempre, ci inganna e, quando vede una possibile conclusione, continua a spostare la mira. Questa è la forza di questa autrice: mostra una prospettiva, che porta a un’altra prospettiva, che ne rivela un’altra ancora, e così via…

Direi, però, che non si tratta di puro esercizio ripetitivo o di ossessione personale, ma di una cifra stilistica propria della Nothomb, che stimola il lettore, lasciandogli molto materiale su cui riflettere.

Ci ho ripensato, a lungo, dopo aver chiuso il libro. Un buon romanzo? Direi di sì!

Dettagli

  • Genere: narrativa contemporanea
  • Copertina flessibile:109 pagine
  • Editore:Voland (21 febbraio 2019)
  • Collana:Amazzoni
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10:8862433611
  • ISBN-13:978-8862433617

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